DUE PAROLE SU VIA CASERTA
Il risultato estetico che vedete è frutto esclusivo delle proteste che alcuni di noi Venafrani abbiamo sollevato quando scoprimmo che le basole antiche di pietra lavica e i cordoli di pietra di San Nazzario avevano preso la via delle discariche (nel migliore dei casi).
Adesso il Comune di Venafro si è imbarcato nell’ avventura pericolosa del contenziose con l’impresa che aveva eseguito il 90 % delle opere con gradimento di progettisti, direttori dei lavori e responsabili dei procedimenti.E CON IL GRADIMENTO DEI VENAFRANI!.
Bastavano poche migliaia di euro per completare i lavori invece si è preferito avviare un’azione giudiziaria che, a mio parere, purtroppo, darà ragione all’impresa con un disastro economico che pagheremo noi cittadini.
Qualunque sia l’esito del giudizio..Intanto, a causa di errori di progettazione, è stata fatta una perizia di variante, approvata dal Responsabile del Procedimento, che sta determinando danni irreparabili al Palazzo Vitale che minaccia di crollare in conseguenza dei cedimenti di Via Milano. Le lesioni che prima non esistevano sulla facciata ora sono ben evidenti..E saranno di nuovo i cittadini che pagheranno.
Adesso godiamoci, finché dura, la bellezza di questa strada. Che si chiama via Caserta perché fu fatta fare da Ferdinando di Borbone quando da Caserta veniva a Venafro per andare nel suo Palazzo Reale, nelle vicinanze della chiesa di Cristo, progettata da Carlo Vanvitelli figlio del più celebre Luigi.
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