SINDACO NON PUOI SCEGLIERE LE IMPRESE!!! VIA CASERTA: ALTRO CHE TEMPESTA IN UN BICCHIERE D’ACQUA. PER NOI È UN URAGANO
È un’affermazione formalmente comoda, ma politicamente fuorviante. L’impresa aggiudicataria dell’appalto CIS non poteva essere “scelta” dal Sindaco o dall’Amministrazione.
È stata individuata attraverso una procedura pubblica gestita da Invitalia.
Per un appalto di questo importo il Comune non può scegliere discrezionalmente l’impresa che preferisce. Deve applicare le regole della gara pubblica, della trasparenza e della concorrenza.
Se un’Amministrazione potesse scegliere direttamente il vincitore di un appalto da quasi due milioni di euro, non saremmo più nel campo della normale amministrazione e della legalità delle procedure.
Pertanto, quando il Sindaco afferma che “la ditta non l’abbiamo scelta noi”, non sta offrendo una giustificazione: sta semplicemente descrivendo il funzionamento obbligatorio di una gara pubblica.
Il Comune non poteva scegliere l’aggiudicatario, ma aveva il dovere di controllare l’esecuzione, contestare tempestivamente i ritardi, applicare le penali, pretendere il rispetto del cronoprogramma e proteggere cittadini, commercianti e residenti.Ed è proprio su questo terreno che gli atti raccontano una storia molto diversa dalla rassicurante “normalità” descritta dal Sindaco.
DICIASSETTE ORDINI DI SERVIZIO: IL COMUNE SAPEVA Gli ordini di servizio dimostrano che la crisi non è stata scoperta nel maggio 2026.
Già l’11 dicembre 2024 la Direzione dei lavori accertava formalmente lo scostamento dal cronoprogramma, ordinava di aumentare la manodopera ad almeno otto unità e chiedeva la trasmissione del programma esecutivo.
Il 3 aprile 2025 veniva già prospettata la risoluzione del contratto in caso di ulteriore inadempimento.Nell’estate 2025 la Direzione dei lavori scriveva che precedenti ordini di servizio non avevano ricevuto riscontro.
Il 22 dicembre 2025 veniva certificato uno scostamento di circa sei mesi e, a un solo mese dalla scadenza prorogata, si chiedeva ancora all’impresa di indicare uomini, mezzi e organizzazione necessari a terminare i lavori.Il 25 gennaio 2026 scadeva anche il termine prorogato PER ULTIMARE I LAVORI!!!
Il 3 aprile 2026 veniva accertato il fermo non autorizzato della Villa comunale.
Il 13 aprile 2026 la Direzione dei lavori certificava che l’ordine urgente di ripresa era stato disatteso, che Via Caserta e la Villa erano entrambe ferme e che, rispetto al sopralluogo precedente, era stato realizzato “poco o nulla”.
Soltanto il 28 maggio 2026 il Comune disponeva la risoluzione del contratto.Quindi non è vero che l’Amministrazione abbia improvvisamente “deciso di rompere” per salvare la situazione.La crisi era conosciuta, scritta, contestata e documentata da molti mesi.
La domanda alla quale il Sindaco continua a non rispondere è un’altra:PERCHÉ AVETE ASPETTATO TANTO?CARDINES NON È LA SECONDA CLASSIFICATAOccorre poi fare chiarezza su un altro punto.
Cardines non è la seconda classificata della gara CIS.La seconda classificata è Imprendiroma, oggi Renovalo S.p.A. SB, interpellata dal Comune il 22 luglio 2026 per il subentro nel contratto alle condizioni economiche dell’aggiudicatario originario.
Cardines ha ricevuto un affidamento diretto distinto, disposto il 3 agosto 2026, per il completamento urgente della carreggiata di Via Caserta.
Sono due procedimenti diversi e non devono essere confusi.
Il Sindaco dichiara oggi che la seconda classificata ha formalmente accettato il subentro.
Allora chiediamo che vengano pubblicati immediatamente la data e il protocollo di questa accettazione.
- Se l’accettazione era già arrivata prima dell’affidamento a Cardines, perché non si è atteso il perfezionamento del subentro?
- Se è arrivata successivamente, in quale data esatta?
- Quali adempimenti impedivano alla seconda classificata di completare anche quelle lavorazioni?
- Perché si è ritenuto indispensabile stipulare un nuovo e separato affidamento diretto?
Chiediamo che dimostri perché quella scelta fosse concretamente indispensabile e perché non fosse possibile attendere il subentro già avviato.DOV’ERA L’URGENZA?La determina del 3 agosto motiva l’affidamento a Cardines con l’urgenza di ripristinare la regolare circolazione.
Cardines è entrata in cantiere il giorno successivo e ha completato le lavorazioni in circa tre giorni.
Eppure, alla data odierna, la strada risulta ancora chiusa.
E allora la domanda dei cittadini è semplice:
Se l’urgenza era riaprire Via Caserta, perché, dopo la conclusione dei lavori urgenti, la strada non è stata ancora riaperta?
Per affidare i lavori c’era fretta straordinaria. Per restituire la strada ai cittadini, evidentemente, molta meno.
E c’è un altro dato che il Sindaco dimentica.
L’urgenza di riaprire Via Caserta non nasce nell’agosto 2026.
Era già formalmente dichiarata nell’ordine di servizio n. 16 del 13 aprile 2026, nel quale si parlava espressamente della necessità di riaprire la strada per ragioni di pubblico interesse.
Che cosa ha fatto concretamente il Comune tra il 13 aprile e il 3 agosto?
I SOLDI SONO DEI CITTADINI Per i lavori affidati direttamente a Cardines il Comune ha assunto un autonomo sub-impegno di €12.992,61 sul bilancio 2026.
Sono risorse pubbliche. Sono soldi dei cittadini.
Il Comune deve chiarire:
– se tale somma rientri nel quadro economico complessivo dell’intervento;
– se sarà detratta dalle somme ancora dovute all’appaltatore originario;
– se sarà inserita nella contabilità dei lavori residui;
– se sarà richiesta a titolo di danno o maggiore costo conseguente alla risoluzione;
– come verrà evitato che la collettività paghi due volte le medesime lavorazioni.
Non abbiamo nulla contro l’impresa affidataria né contro chi ha materialmente eseguito i lavori.
La questione è esclusivamente politico-amministrativa: perché si è reso necessario un nuovo affidamento, perché è stata individuata proprio quella soluzione e chi sopporterà definitivamente il relativo costo?“ORA TORNIAMO ALLA NORMALITÀ”?
No, Sindaco.
La normalità sarebbe stata concludere Via Caserta nel dicembre 2024.
La normalità sarebbe stata rispettare il cronoprogramma.
La normalità sarebbe stata reagire quando, nell’aprile 2025, si parlava già di risoluzione.La normalità sarebbe stata non lasciare commercianti, residenti e cittadini per quasi due anni dentro un cantiere interminabile.
La normalità sarebbe stata riaprire immediatamente la strada dopo i lavori definiti urgenti.La normalità sarebbe spiegare, con date e documenti, anziché nascondere le responsabilità dietro la frase “l’impresa non l’abbiamo scelta noi”.
ALTRO CHE TEMPESTA IN UN BICCHIERE D’ACQUAPer chi ha amministrato da lontano, forse è stata soltanto una tempesta in un bicchiere d’acqua.Per chi ha vissuto ogni giorno transenne, polvere, chiusure, perdite economiche, disagi e promesse mancate, è stato un uragano.
Un uragano amministrativo che ha travolto Via Caserta, la Villa comunale, il centro storico e la fiducia dei cittadini.Noi non chiediamo propaganda.
Chiediamo risposte:
Quando ha accettato la seconda classificata?
Perché era indispensabile il separato affidamento a Cardines?
Perché Via Caserta è ancora chiusa?
Come saranno contabilizzati i € 12.992,61?
Perché la risoluzione è arrivata oltre un anno dopo la prima minaccia formale?
Chi risponde dei ritardi, dei maggiori costi e del tempo sottratto alla città?
Chi risarcisce i commercianti, i cittadini in ostaggio!!La verità non si ristabilisce con un post o con un titolo di giornale.
La verità è negli atti.
E gli atti raccontano il fallimento politico-amministrativo dell’Amministrazione Ricci.Buon ferragosto!
LE OPPOSIZIONI CONSILIARI
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