Venafro, la “Bandarella” notturna apre i festeggiamenti in onore della Madonna del Carmine
Nella notte tra il 14 e il 15 luglio, musica e strumenti improvvisati attraverseranno strade e piazze della città, rinnovando una delle più genuine tradizioni popolari venafrane
Una tradizione antica che continua a resistere al trascorrere del tempo, conservando intatto il proprio carattere popolare. Nella notte tra il 14 e il 15 luglio tornerà la storica “Bandarella”, che attraverserà strade e piazze di Venafro per annunciare l’inizio dei festeggiamenti in onore della Madonna del Carmine.
Il passaggio del gruppo sveglierà inevitabilmente parte della città, ma porterà soprattutto musica, allegria e spensieratezza. Alla manifestazione partecipano oggi numerosi bambini, ragazzi e giovani, che percorrono per ore l’abitato suonando flauti, piccoli strumenti musicali, oggetti metallici e qualsiasi cosa possa produrre un ritmo festoso.
Una manifestazione semplice e spontanea, capace di coinvolgere intere generazioni e di mantenere vivo un rito profondamente legato all’identità venafrana.
La Bandarella di un tempo
La Bandarella odierna conserva tutto il fascino della tradizione, ma nelle testimonianze dei decenni passati emerge una manifestazione ancora più particolare, animata da personaggi rimasti nella memoria collettiva.
In origine, infatti, la Bandarella era legata esclusivamente alla festa della Madonna del Carmine. Solo successivamente la tradizione venne riproposta anche in occasione dell’apertura delle festività patronali di metà giugno.
A comporre il gruppo musicale era un numero ristretto di venafrani adulti, prevalentemente artigiani e commercianti: panettieri, barbieri, sarti, calzolai e pensionati che, per passione e devozione, si dilettavano a suonare il rullante, la tromba, la grancassa, il trombone e il clarinetto.
Nessuno di loro riceveva un compenso. La partecipazione era completamente volontaria e rappresentava un personale omaggio alla Vergine del Carmelo.
L’appuntamento era fissato alla mezzanotte del 14 luglio presso il Capocroce di via Garibaldi. Qui i musicanti, accompagnati esclusivamente dai componenti del comitato festa, iniziavano a eseguire il caratteristico motivo musicale, privo di parole ma immediatamente riconoscibile.
Era il suonatore della grancassa a dare il segnale di partenza, invitando il rullante a “intrugliare”, termine dialettale con cui si indicava l’avvio del ritmo. Subito dopo entravano tutti gli altri strumenti e il gruppo cominciava il proprio percorso attraverso la città.
Quando il comitato trasportò la grancassa
Tra gli episodi tramandati nel tempo ce n’è uno che racconta perfettamente lo spirito di collaborazione che accompagnava la manifestazione.
Durante una delle edizioni, il suonatore della grancassa venne colpito da un attacco d’asma e non riuscì a trasportare il pesante strumento lungo le strade in salita della Venafro Antica.
I componenti del comitato festa decisero allora di alternarsi nel portare la grancassa sulle spalle, consentendo al musicista di continuare a suonarla e di scandire il ritmo della Bandarella per tutta la durata del percorso.
I doni lasciati lungo il tragitto
Pur non ricevendo denaro, i musicanti tornavano raramente a casa a mani vuote. Lungo il percorso raggiungevano le abitazioni di quanti erano soliti lasciare alla finestra, sul balcone o davanti alla porta piccoli doni destinati al gruppo.
Poteva trattarsi di una bottiglia di vino, un litro d’olio, un pacchetto di sigarette, alcune salsicce, un salame, pacchi di pasta o altri generi alimentari.
I prodotti venivano raccolti all’interno di sacchi di juta e, al termine del giro notturno, erano suddivisi equamente tra tutti i partecipanti, nel rispetto di un autentico spirito di comunità.
La pizza all’alba in piazza Garibaldi
Il percorso si concludeva alle prime luci del mattino in piazza Garibaldi. Quando l’alba era appena sorta, arrivava puntualmente il panettiere Rocco, che per consuetudine e devozione offriva ai musicanti una teglia di saporitissima pizza napoletana.
La pizza veniva accompagnata dalle birre fresche messe a disposizione dal comitato festa. Solo dopo che i suonatori avevano mangiato e bevuto a sazietà, anche i componenti del comitato partecipavano alla semplice colazione collettiva.
Terminato il ristoro, i musicanti si dividevano quanto raccolto durante la notte, ricevevano i calorosi ringraziamenti degli organizzatori e rientravano soddisfatti nelle proprie abitazioni.
Per il comitato festa, invece, iniziava immediatamente il lavoro necessario a coordinare gli appuntamenti civili e religiosi del 15 e 16 luglio.
Anche quest’anno la Bandarella tornerà dunque ad aprire i festeggiamenti in onore della Madonna del Carmine, rinnovando un rito fatto di musica, devozione, amicizia e partecipazione popolare: una delle espressioni più autentiche della tradizione venafrana.
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