ZUCCHI: “CEDO LA MIA AZIENDA ALLO STATO E ME NE VADO”

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“Queste sono le chiavi della mia attività. Con stasera ho finito. Domani i miei negozi li aprite voi. Con queste parole rivolte a Gianfranco Polillo, sottosegretario al Ministero dell’economia, Andrea Zucchi ha concluso il suo intervento giovedì scorso su La7, durante una puntata di Piazza pulita (vedi video sotto). Sposato, due figli, originario di Fidenza, nel piacentino ha due punti vendita di occhiali. Intervistato in esclusiva da L’indipendenza, lancia un appello: “cerco un paese al mondo in cui io sia gradito. Azienda, magazzino, macchina… cedo tutto quello che ho allo stato. Mi bastano solo i vestiti che ho addosso. Voglio un passaporto nuovo, di un Paese qualsiasi, dove l’imprenditore non sia un nemico. Un Paese dove possa crescere i miei figli, perché qui non è possibile”.

Mica per colpa della crisi: “Ho chiuso i bilanci in pareggio, senza debiti con le banche, anche perché a me, le banche, non hanno mai dato un soldo. Peccato che mi sia arrivata una lettera dall’INPS con minacce d’arresto perché non avrei pagato tutti i contributi, benché io sia in credito d’Iva e attenda dallo stato più soldi di quelli che mi chiede. – chiarisce Zucchi – E consideri che il mio settore non andrebbe neanche male. Si potrebbe fare bene, creare posti di lavoro… il problema è che in Italia c’è una cultura generalizzata che porta a considerare gli imprenditori dei ladri, mentre sono quelli che mantengono tutti, compresi gli statali. Gente che è convinta di pagare le tasse, mentre in realtà le loro tasse sono solo una partita di giro”.

“Qui in Italia siamo alla pura follia – spiega Zucchi – Trent’anni e passa fa un gruppo di soloni si è messo d’accordo per fregarci tutti, costruendo un sistema di clientele che garantisse poltrone a vita. Per farlo ha dovuto venderci un sogno folle: ‘lavorerai il 9% del tempo della tua vita e tanto basterà per mantenere te, la tua famiglia, un pensionato e un dipendente statele’. Perché 40 ore settimanali per 40 anni sono il 9% di una vita. Roba incredibile, ma noi ci siamo cascati perché i soloni hanno usato la parola magica: ‘questo è un vostro diritto’”.

fonte: http://www.lindipendenza.com/zucchi-cedo-lazienda-vado/

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