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Via la patente a chi guida col cellulare

Approvato in Commissione il nuovo Codice della strada. Il M5S: altro passo verso la mobilità sostenibile

ROMA. Via libera – con molte novità ed emendamenti – da parte della Commissione Trasporti di Montecitorio al nuovo Codice della strada. Adesso la parola spetta all’Aula di Montecitorio, dove potrebbero essere inserite altre modifiche, e cancellate quelle appena approvate; poi la norma approderà al Senato per la seconda lettura. «Oggi è stato fatto un ulteriore passo in avanti in tema di mobilità sostenibile e miglioramento degli spostamenti dei cittadini – dice il sottosegretario alle Infrastrutture e ai Trasporti, Michele Dell’Orco, del Movimento Cinque Stelle – sono soddisfatto del lavoro fatto con i parlamentari e auspico che il Parlamento possa licenziare in autunno questa importantissima legge».

«Positive» vengono giudicate le modifiche al Codice della strada, afferma Giordano Biserni, presidente dell’Asaps, Associazione amici sostenitori polizia stradale. Promosse innanzitutto «la previsione di sanzioni più severe per chi usa il cellulare alla guida, con la sospensione della patente da 7 giorni a 2 mesi fin dalla prima violazione, modifica che finalmente colma un vulnus del Codice della strada di fronte al dilagante utilizzo del cellulare non solo in fonia, ma anche nell’ancor più pericoloso utilizzo in messaggistica e navigazione». L’associazione però chiede un adeguamento e potenziamento delle pattuglie sulle strade.


Telefono alla guida, patente sospesa

Il testo approvato in Commissione prevede sanzioni severe per chi usa uno smartphone – o qualsiasi altro dispositivo che lo distragga – mentre è alla guida di un veicolo. È prevista anche la sospensione della patente, da sette giorni a due mesi, dalla prima infrazione.

Costi più bassi per contestare una sanzione
Costerà meno fare ricorso per una multa al Prefetto: la sanzione, in caso di ricorso respinto, è ridotta al 50 per cento dell’importo della multa (oggi il codice prevede il 100%). I Comuni potranno, ma solo per la sosta nelle aree a pagamento, delegare prevenzione e accertamento delle infrazioni anche a dipendenti pubblici o ausiliari del traffico.

Stop alle multe a strascico fatte con le telecamere
Stop alle cosiddette «multe a strascico» effettuate con le telecamere alle auto in divieto di sosta o in altre situazioni nelle quali chi conduce l’auto può non sapere di esser stato multato: l’obbligo del preavviso di notifica consentirà all’automobilista di poter pagare la contravvenzione in tempi rapidi e senza ulteriori spese. Gli Enti Locali dovranno garantire maggiore trasparenza sugli introiti delle contravvenzioni.

Passeggero senza cintura? Paga chi guida
Il conducente di una autovettura sarà ritenuto corresponsabile – e sarà sanzionato, insieme con il passeggero – della condotta scorretta della persona che si trova al suo fianco senza cintura di sicurezza. Stesso discorso per i motoveicoli e i ciclomotori: il conducente sarà ritenuto responsabile del mancato uso del casco, e multato come il passeggero.

Ciclisti a distanza: almeno 1,5 metri
I Comuni potranno istituire in corrispondenza dei semafori una striscia di arresto per i ciclisti avanzata rispetto a tutti gli altri veicoli. Ancora, potranno consentire la circolazione dei ciclisti nelle corsie preferenziali; per alcune strade sarà segnalato il doppio senso ciclabile. Arriva l’obbligo del rispetto di distanza laterale di 1,5 metri dalle bici in fase di sorpasso.

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