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Venafro Volley A.S.D. risponde duramente all’Ing. Lino Mastronardi | Dopo le minacce siete passati ai fatti, complimenti!

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 Venafro Volley A.S.D.

Via Quinto Orazio Flacco 21

86079 VENAFRO (IS)

Venafro, 30 gennaio 2013

Alla Amministrazione Provinciale di Isernia

Fax al n. 0865.441207

al Dirigente Scolasico dell’I.S.I.S.S. “A. Giordano”

Fax al n. 0865.909406

A tutti gli organi di stampa

A mezzo email

Oggetto: riscontro nota 30.1.13 prot. n. 2216 a firma ing. Lino Mastronardi relativa a “impianti palestra a servizio edifcio scolastico ISISS A. Giordano – via maiella – Venafro, di proprietà ente provincia”

 

 

Dopo le minacce siete passati ai fatti, complimenti!

Nella lettera del 10.9.12, con cui rispondevate in toni meramente polemici ad una nostra legittima richiesta di manutenzione, ci avete fatto intendere che la nostra permanenza in palestra era a rischio.

Ed ora ecco che arriva il provvedimento di chiusura della palestra a firma dell’ing. Mastronardi, un provvedimento che sconfina nell’eccesso di zelo in danno di quattro scuole e di una associazione sportiva senza scopo di lucro.

Eppure, dopo che ci avete detto che “resta salva la verifica circa i gli obblighi contrattuali” apprendiamo che l’unica ad essere inadempiente è la Provincia di Isernia nei nostri confronti.

Risulta dalla penna del dirigente del settore tecnico ing. Lino Mastronardi una quantità di disservizi che devono far riflettere, tutti riconducibili a mancata manutenzione ordinaria degli impianti, dunque a colpe dell’Amministrazione Provinciale.

Eppure per anni abbiamo pagato fior di quattrini per usufruire di una palestra carente, a quanto pare, di condizioni igienico sanitarie e di standard di sicurezza. Vi chiediamo quindi di farci sapere come e quando ci restituirete tutto il denaro versato, tenuto conto che se per legge la palestra non poteva essere usata, altrettanto era vietato introitare canoni.

Ma la cosa che sorprende è che adesso avete adottato un provvedimento drastico come la chiusura della palestra, che comporta l’interruzione di un pubblico servizio (le attività didattiche), per inezie come “tappeti su cui si può inciampare”, “acqua nelle docce” e simili, quando invece avete tollerato cose ben più gravi. Ci riferiamo a quando il tetto rischiava il crollo a causa del carico della neve e le infiltrazioni erano diventate tali che si erano formati pantani enormi in più punti della palestra in cui i ragazzi rischiavano di scivolare e rompersi le ossa.

In quel caso non avete mosso un dito e nessun provvedimento di chiusura è stato adottato, correndo rischi veri, non come quelli inconsistenti per cui è replica.

E se qualcosa è stato fatto è dipeso solo dalle nostre continue (e non gradite) segnalazioni, alle quali seguivano sempre e solo polemiche e minacce da parte vostra.

Per queste omissioni ci stiamo accingendo a denunciare il responsabile del settore in sede penale.

Ci chiediamo come le famiglie prenderanno questo provvedimento e soprattutto cosa penseranno quando scopriranno che i propri figli hanno frequentato un impianto tanto pericoloso (quando il pericolo era vero) nella totale indifferenza della Provincia, che invece ora chiude la struttura per fatti ben meno importanti.

Ci chiediamo come sia stato possibile tollerare giorno dopo giorno atti di vandalismo (che per inciso vanno a toccare anche nostri beni) senza che nessuno abbia preso provvedimenti.

Ovviamente daremo ampio spazio sui media di questa vergogna, ossia dell’incapacità dell’Amministrazione di prendersi cura dei propri immobili e del lassismo con cui permette la degenerazione delle situazioni e poi della beffa finale, in barba a tutti i diritti dei ragazzi. In una terra misera come la nostra mancava solo la privazione delle attività sportive per i ragazzi!

In ogni caso, poiché è nostro interesse fare svolgere attività sportiva ai nostri tesserati e dal momento che si trattava di interventi insignificanti (che comunque erano di vostra competenza), rappresentiamo di aver provveduto:

  1. alla sistemazione dei cavi dello scaldabagno, che quindi non rappresenta alcun pericolo;

  2. alla asciugatura delle docce e del disimpegno, che quindi non rappresentano alcun pericolo;

  3. alla riparazione delle porte antipanico, che quindi non rappresentano alcun pericolo;

  4. alla rimozione dei tappeti che rappresentavano il futile “pericolo di inciampo”;

Quanto alle altre risultanze, è bene osservare che:

  1. solo la maniglia di una doccia è divelta, il che non rappresenta alcun apprezzabile problema e certo nessun pericolo, fermo restando il dovere della Provincia di sostituirla;

  2. non si capisce quale pericolo dovrebbero rappresentare le porte rotte dei bagni, che pure la Provincia ha il dovere di riparare;

  3. resta ancora il vostro dovere di sostituire i vetri delle porte;

  4. resta ancora il vostro dovere di provvedere alla illuminazione della palestra che diventa sempre più fioca in virtù di un progetto scriteriato che avrà comportato solo spese inutili per l’Amminsitrazione e quindi per i cittadini;

  5. resta il vostro dovere di provvedere alla pulizia delle siepi in prossimità dell’ingresso della palestra, per evitare agli alunni di venire investiti dalle macchine, non facili da avvistare.

Vogliamo poi esser chiari.

Per noi è lampante che il provvedimento è una ritorsione a fronte delle nostre richieste di interventi, i quali, per inciso, non hanno mai riguardato la sicurezza ma sempre e solo la fruibilità del’impianto.

Se credete che questo ci impedirà di far valere i nostri diritti siete in grosso errore.

Aspettiamo con ansia la riunione del 6.2.13, ma ci chiediamo come possiate placidamente attendere 7 giorni invece di indirla ad horas, come ad horas avete disposto la chiusura dell’impianto.

Aspettiamo di sapere quali interventi intendete adottare e in quali tempi. Se questi saranno lunghi non esiteremo a protestare con le famiglie in tutti i modi consentiti dalla legge e con la giusta rilevanza mediatica.

Visto quello che è accaduto, vi invitiamo ad effettuare una altrettanto capillare verifica delle condizioni di tutti gli immobili della Provincia e ad adottare analoghe misure, per non adoperare due pesi e due misure. Saremo noi i primi a verificare che ciò verrà fatto e denunceremo ogni difformità alle norme di igiene e di sicurezza e ogni mancanza di provvedimenti del dirigente responsabile.

Venafro Volley A.S.D.

Il Presidente

Carlo Nardolillo

There are 3 comments

  1. marchitelli m |

    Tutta la mia solidarietà al Venafro Volley ; in questa regione chi si dedica allo sport senza scopo di lucro viene sempre vessato da una ottusa burocrazia che nulla vede e nulla vuol veder fino a quando gli fà comodo. Per anni in passato ho dovuto lottare per poter consentire ai giovani di usufruire di un loro diritto ; quello di poter praticare sport e quant’ altro in edifici decorosi .E’ vergognosa l’ immagine che dà Venafro, agli atleti ospiti, attraverso i suoi campi sportivi obsoleti e fatiscenti !!

  2. …e poi ci chiediamo a cosa serva un ente inutile come la PROVINCIA DI ISERNIA!

    Solidarietà agli atleti ed ai dirigenti del Venafro Volley

  3. Ing Antonio Zullo |

    La provincia va chiuso e l’operato dei questo dirigente della provincia, ma non solo in questo caso, dovrà essere sviscerato attraverso una COMMISSIONE DI INCHIESTA. Non può pensare di averla fatta franca nel caso ne abbia commessi di “molti discutibili” e pensare di continuare a godersene il frutto. Che l’apparato politico/partitico- amministrativo-tecnico possa presentare grosse lacune ormai credo sia sotto gli occhi di tutti, c’è l’assoluta necessità di inizare a cappiere i partiti e loro rappresentanti dalle stanze del potere ed avviare una fase di vera tutela dei cittadini, recuperando anche i soldi che si sono asegnati inmmaniera eccessiva visto i riosultati che viviamo. L’eursipoes quest’anno ha quantificato un giro di affari del nero di 540 miliardi. Distribuito equamente su tutti i cittadini ne esce fuori che ogni cittadino ha avuta una entrata in nero di 9000 euro (da gennaio 2012 a gennaio 2013 – i dati sono stati presentati ieri a roma dal presidente dell’eurispes, ma la sintesi l’hanno resa pubblica giorni prima su internet). Cioè una famiglia di 4 persone dovrebbe avere incassato in nero 36.000 euro. Comela storia dei polli è evidente che la nostra legislazione permette che molti non mangiano i 3 polli inmedia che gli toccherebbero, in cambio pochi ne accantronerebbero migliaia. moltiplicate 1000 per 36.000 e chiedetevi se ci sono persone in grado, evidentemente grazie alla complessa normativa partitica negli anni dal nostro parlamento, che riescono ad accandonare 36 muilioni di nero all’anno. In questo sistema ogni rappresentante politico o tecnico delle amministrazioni pubbliche o loro “fedeli privilegiati” apportano il loro modesto o grande contributo. VERGOGNATEVIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIII

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