Venafro: torrente Rava, la Regione pronta ad intervenire

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In riscontro all’articolo apparso su un quotidiano locale in data 11 settembre u.s., riguardante i fondi regionali stanziati per il torrente RAVA di Venafro, è opportuno precisare i termini della questione.
Il finanziamento di 2 milioni di €., rientra in un pacchetto di iniziative approvate dal CIPE nella seduta del 20 gennaio 2012 e ricadenti nel c.d. dissesto idrogeologico, la cui gestione è stata affidata dal Ministero al dott. Cosentino all’uopo nominato Commissario straordinario. Gli interventi inseriti all’interno del programma sopraccitato trovano al momento quale unico ostacolo, la mancanza di fondi da parte del Ministero, il quale non ha ancora trasferito sul conto speciale aperto dal Commissario presso la Banca d’Italia le quote di competenza. Ciò nonostante al fine di mettere in sicurezza il torrente Rava soprattutto nel tratto che interessa il centro abitato di Venafro, l’Assessore Chieffo ha disposto uno stanziamento straordinario per la pulizia degli argini. L’intervento di pulizia dell’argine del torrente, assicura l’Assessore Chieffo sarà eseguito quanto prima, mentre per gli interventi strutturali sugli argini del Rava occorrerà attendere le disposizione del Commissario straordinario Cosentino.

fonte : http://www.altromolise.it/notizia.php?argomento=venafro&articolo=51899

There are 4 comments

  1. Ing Antonio Zullo |

    Non è chiaro nell’articolo cosa voglia intendersi con “interventi strutturali sugli argini”.
    L’inondazione del centro abitato di Vebafro non avvenne per cedimento degli argini ma per restringimento dell’area di deflusso in corrispondenza del ponte all’intersezione con la strada statale in via campania.
    Ponte, evidentemente, progettato validato, approvato e realizzato senza verificare prima la componente idraulica in caso di piena.
    Quindi voglio augurarmi che quando arriveranno questi 2 milioni saranno utilizzati per gli interventi prioritari per la tutela dell’abitato dall’alluvioni, e cioè il rifacimento dei ponti che restringono la superficie di deflusso delle acque esistente a monte degli stessi o altri interventi possibili di pari efficacia?
    Comunque questo rifacimento dei ponti, insieme ad altri interventi sul rava/San Bartolomeo, facevano parte di una mia proposta per impegnare le somme disponibili con i PISU. Proposta presentata avviso comunale, ma senza avere avuto notizia su un eventuale accoglimento.
    Riporto quì la questione perchè, quando l’ex Sindaco Vincenzo Cotugno ha aperto la proposta della rimessa a nuovo del verlasce con i PISU, proposta interessante ed a mio avviso da perseguire se non ci sono alternative, era stato ventilato come ci fossero altre proposte in campo, di cui non è stata resa partecipe la comunità, per poter verificare se l’azione politica rappresentativa operi scelte in maggiore o minore linea con le aspettative della collettività.
    La normativa vigente porevede che gli Enti Locali, quali appunto i Comuni, possano adottare sistemi partecipativi. Ma i Comuni in Italia che adottano tali sistemi sembra non siano più di 4 o 5. Nel Molise sicuramente nessuno.

  2. se mai si dovesse fare qualcosa vogliamo trasparenza... |

    Vogliamo gare aperte, trasparenti a cui possono partecipare i giovani professionisti, basta con i soliti nomi di tecnici che hanno contribuito al disastro della città a causa della loro incompetenza. Basta concorrenza fra progettisti asserviti al potere politico, vogliamo la concorrenza tra progetti,come avvine in tutti i paesei civili del mondo, altrimenti dovremo scappare tutti all’estero, compreso l’ing. Zullo che da un bel pò di anni non prende un incarico pubblico, ma per sua consolazione è in buona compagnia…

    Forza Movimento 5 stellle…

  3. Fa capire bene le cose. Peccato che chi opera per spendere i nostri soldi ha le idee molto confuse.

  4. gli importi dei lavori che generalmente vengono dati a venafro non sono rilevanti e non richiedono gare vere e proprie. Richiedono essenzialmente che vi sia una distribuzione tra i professionisti che si propongono, rispettando i 4 principi europei inseriti per obbligo nella nostra normativa e quindi privilegiando quelli che dimostrano di avere meno lavorato.
    Purtroppo l’applicazione in Italia non è così perchè la legislazione è fatta in modo che il politico vi si può sottarrre senza rischio alcuno. tra l’altro cercare di far rispettare la legge è talmente dispendioso e controproducente che a chi vorrebbe farlo si metterebbe nelle condizioni del detto ” vale più uno sfizio che una masseria”. Purtroppo ad un sistema politico così degradato a livello nazionale i comuni non possono sottrarsi nemmeno se vi fosse la volontà di qualcuno e…nemmeno le Commissarie…perchè tutto il sistema è interlacciato e se una rotellina volesse girare giusto le verrebbe impedito dalle altre.
    Ci vuole almeno una generazione per cambiare se partissimo da adesso, ma tutti insieme ed incominciando dal far partecipare i cittadini alle decisioni politiche/amministrative a livello comunale, regionale e nazionale. Cioè ogni decisione politica per potere essere attuata ha bisogno dell’avallo specifico della maggioranza dei cittadini.

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