Venafro: l’ex sindaco rompe il silenzio e si scaglia contro gli undici dimissionari

266 4

VENAFRO – Non ha voluto rilasciare commenti all’indomani della sua “caduta”. Perché era “disgustato”. Ma oggi, da semplice cittadino, rompe gli indugi e spara a zero contro i “traditori”. A parlare è l’ormai ex sindaco di Venafro Nicandro Cotugno, secondo cui dietro la decisione di undici consiglieri di rassegnare le dimissioni ci sarebbero motivi personali e politici, non già il declamato amore per la città. Tuttavia, Cotugno ha precisato di non essere rimasto meravigliato per il corso degli eventi. Quando i membri dell’assise civica si sono recati dal notaio Ventriglia per formalizzare la loro decisione, lui ne era a conoscenza. E affonda: “Se fossi nei panni degli undici dimissionari mi vergognerei”. Ecco perché: “Capisco – afferma l’ex primo cittadino – che, specie all’interno di un consenso, possano esserci idee diverse. Ma ritengo ci siano strade più corrette per manifestare il proprio dissenso nei confronti di un sindaco. Sarebbe stato, a mio avviso, opportuno affrontare la questione in consiglio comunale. Magari attraverso l’espressione di un voto contrario al bilancio, oppure mediante la presentazione di una mozione di sfiducia. Mentre l’aver preso l’iniziativa di andare a dimettersi in tarda sera dinanzi al notaio dimostra che alla base della decisione di 11 consiglieri ci sono interessi personali o politici, in barba alle aspettative di coloro che li hanno votati”. Ed in tema di interessi avulsi dal bene della collettività, l’ex sindaco non ha peli sulla lingua. “Due di loro hanno perso contro di me la competizione per la carica allo scranno più alto di Palazzo Cimorelli, dunque sono stati mossi dal desiderio di rivalsa. Altri sono stati spinti dall’invidia. Ed altri ancora hanno dovuto seguire un preciso disegno politico”. Nel contesto del fosco quadro dipinto, Cotugno non cela la sua più grande amarezza: il volta faccia subito da parte di quanti erano al suo fianco e l’hanno abbandonato. “I disandriani – affonda – sono stati una totale delusione. Hanno tradito me e il loro mandato. E le motivazioni addotte per giustificare la loro presa di posizione sono soltanto scuse. L’azione amministrativa – incalza Nicandro Cotugno – passava per le loro deleghe. È stata contestata la mancata approvazione del Piano Regolatore, eppure l’assessorato all’Urbanistica era affidato a Marco Valvona che, tra le altre cose, è risultato essere il consigliere più assente nel corso della legislatura. È stato contestato il Bilancio, eppure la delega era assegnata a Benedetto Iannacone. Proprio lui che ha fatto cadere ben tre sindaci. Inoltre, – continua caustico – mi sarei aspettato che Sergio Petrecca, oltre che dimettersi da consigliere, si dimettesse anche da Molise Dati, visto che si tratta di un incarico che lo stesso ha ottenuto tramite questa amministrazione”. Ci va giù pesante l’ex sindaco venafrano che arriva finanche a pentirsi di aver dato proprio ai traditori “ampia libertà d’azione”. Non ne escono meglio neanche gli esponenti d’opposizione, rei – dal suo punto di vista – di presentarsi come tutori della morale ma di ostacolare lo sviluppo della città. E tra questi figura Antonio Sorbo. Mentre un commento più disteso è stato riservato ai pattisti Cotugno e Bianchi. “Non a caso sono stati sindaci anche loro. Hanno agito responsabilmente, consci degli scarsi vantaggi derivanti dal commissariamento”. Archiviato, infine, il momento dello sfogo, Nicandro Cotugno torna a spiegare come, in un momento di crisi, sia difficile amministrare. Specie perché la gente vuole sapere come mangiare e vivere dignitosamente. Dalla sua rivendica di aver governato senza perseguire alcun tornaconto personale e di andarsene da Palazzo Cimorelli senza procedimenti a carico. Per ora, pervaso dal “disgusto”, esclude un nuovo impegno in politica. “Mi dedicherò al mio lavoro e alla mia famiglia. Mia auguro che il mio successore sarà più capace di me. Io osserverò gli eventi da spettatore. E affido ai posteri l’ardua sentenza. Ma sono certo che se ne vedranno delle belle. E che coloro che oggi si presentano uniti presto torneranno a litigare per le poltrone”.

fonte : www.ilnuovomolise.it

Leave a comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

X

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fonire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o clicchi su "Accetta" permetti al loro utilizzo.

Chiudi