Venafro, grande distribuzione e piccolo commercio: quale futuro?
A Venafro, dopo anni di fermo, qualcosa nel commercio si è mosso. Sono arrivati nuovi punti vendita, nuove insegne, nuove luci, offerte, slogan, promesse di lavoro e grandi strutture che attirano ogni giorno tante persone.

E va bene così: gli investimenti non sono un male.
Il lavoro serve.
Le opportunità servono.
Una città ferma non piace a nessuno.
Però una domanda dobbiamo farcela: il piccolo commercio che fine farà?
I negozi sotto casa, le botteghe, le attività di famiglia, i commercianti che conoscono i clienti per nome, quelli che alzano la serranda ogni mattina anche quando è dura, sono parte della vita di Venafro. Non sono solo negozi. Sono pezzi di città.
Il rischio è che, mentre si accendono le luci dei grandi centri commerciali, si spengano piano piano quelle del centro, delle strade, delle attività storiche.
E una città con le serrande abbassate è una città più triste, più vuota, meno viva.
Il problema non è dire no alla grande distribuzione.
Il problema è chiedersi se esiste un equilibrio.
Perché sviluppo non può voler dire lasciare indietro chi per anni ha tenuto in piedi il commercio locale.
E qui entra anche la politica.
Per troppo tempo Venafro ha dato fiducia a chi avrebbe dovuto difendere l’interesse della città. Ma molti cittadini oggi si chiedono se quella fiducia sia stata davvero ricambiata. Troppo spesso si è avuta la sensazione che il Comune fosse più vicino a certi equilibri che ai problemi reali delle persone.
Venafro non ha bisogno di guerre tra grandi e piccoli.
Ha bisogno di una visione.
Servono aiuti concreti per i piccoli commercianti, iniziative per riportare gente nel centro urbano, eventi, parcheggi organizzati, meno burocrazia, più ascolto e più coraggio.
Perché i centri commerciali possono riempire i parcheggi.
Ma sono i piccoli negozi, le piazze, le strade e le persone a tenere viva una città.
La vera domanda è semplice:
vogliamo una Venafro fatta solo di grandi insegne, o una Venafro dove anche le piccole luci continuano a restare accese?



