Turbo Gas, fermerò le ruspe con il mio corpo

“Sabato partiremo alle 7:54 dalla stazione di Venafro diretti a Vairano per la manifestazione NO TURBOGAS! Ci si raccoglie tutti alle 9:00 in via Cadorna, a Vairano Scalo, di fronte alla villa comunale. La manifestazione culminerà con un sitin nell’area in cui dovrebbe sorgere la turbogas. Orario ripartenza per Venafro previsto 13:20 (treno) oppure 15:30 (pullman)… Mettiamoci la faccia” Il sindaco di Conca Casale Luciano Bucci suona la carica contro la centrale turbogas di Presenzano, unico primo cittadino presente ieri pomeriggio alla manifestazionedenuncia indetta dal sindacalista Emilio Izzo sulle adiacenze del terreno comprato dalla Edison a confine tra Molise e Campania per impiantarci una centrale da 810 megawatt. All’incontro erano presenti anche il vice segretario del PD Massimiliano Scarabeo, il consigliere provinciale Sel Antonio Sorbo, il consigliere comunale di Isernia Marco Amendola, l’esponente di Costruire Democrazia Mazzocco, le Mamme per la salute e l’ambiente di Venafro, i giovani del movimento giovanile venafrano e tanti cittadini di Presenzano e zone limitrofe. Ad infiammare la riunione Izzo.” Qui si fa macelleria sociale, il nostro territorio svenduto da affaristi e gente senza scrupolo. Voglio avvertire tutti, a cominciare dai tutori dell’ordine pubblico presenti anche oggi che se la Edison arriverà qui con i primi picchetti, io mi metterò davanti alle ruspe. Interesserò della questione le procure, Isernia, Cassino e Santa Maria Capua Vetere. La centrale turbogas è uno schiaffo in faccia alla cultura, all’ambiente, alla storia di questo territorio. Qui le autorizzazioni se ci sono, sono fasulle. Il 24, sabato prossimo, saremo tutti a Vairano per il corteo organizzato dai giovani e dai comitati che sono il valore aggiunto petutti noi. E dico che prossimamente faremo conferenze tour davanti alle abitazioni del sindaco e degli assessori e consiglieri comunali di Presenzano che hanno votato per l’atterraggio del progetto Edison. I cittadini vogliono lottare perché è giunta l’ora di scendere in piazza e difendere da soli il nostro territorio. Questa è la verità. Qui c’è puzza di malaffare, di corruzione e qualcuno dovrà pagare. “Dichiarazioni al vetriolo dunque di Emilio Izzo. A seguire l’intervento di tutti i presenti.” Una battaglia da seguire ha dichiarato il vice segretario PD Massimiliano Scarabbeo. Già nel passato abbiamo scongiurato sul nostro territorio questo pericolo con una unità d’intenti a livello istituzionale ma soprattutto spinti dalla comunità. Come Partito Democratico mettiamo a disposizione le nostre risorse, e tutte le nostre conoscenze anche a livello nazionale per far emergere che in questo territorio c’è bisogno di ben altro, di sviluppo ecocompatibile, paesaggistico salvaguardando le peculiarità della filiera agricola che va rilanciata in questo vasto territorio della Valle del Volturno che ha già dato tanto sul piano energetico.” Sulle stessa lunghezza d’onda anche Antonio Sorbo, Francesco Martino (movimento giovanile) Mamme per la salute e Pina Ciocca capogruppo di opposizione al comune di Presenzano. Appuntamento dunque per tutti sabato 24 novembre a Vairano Scalo per un corteo voluto fortemente dal comitato “no turbogas a Presenzano” e condiviso dai giovani di Venafro.

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ommenti

  1. Devo dire che con eleganza l’avvocato mazzocco, presente, ha evidenziato la insuficiente azione amministrativa, diciamo pure assente, che la regione Molise e la provincia di isernia avrebbero dovuto intraprendere perchè nemmeno convocate, credo di avere capito, alla Conferenza dei Servizi che sis arebbe espressa favorevolmente sulla costruzione di tale impianto, credo di 1000 MW di potenza.
    Ebbene, ammesso che tale Impianto sia stato autorizzato, come ben dice Emilio Izzo, tale autorizzazioni potrebbero essere affette da nullità anche se non avversate nei tempi previsti (2 mesi diceva l’avvocata dalla adozione della stessa).
    Mi chiedo se tale autorizzazione non può essere riconosciuta illegittima ed imposto il ritiro in autotutela a chi l’ha adottata. In mancanza, forse, potrebbe arrivarsi alla sospensione per azione giudiziaria?
    Il ragionamento che faccio verte sulla situazione di “grave” inquinamento ambientale in cui verserebbe Venafro, anche se non ci sono documenti ufficiali atti a provarlo senza ombra di dubbio, q e, quindi, la impossibilità dell’area a poter ricevere ulteriore inquinamento (si chiama “di fondo regionale” quello che arriva dalle regioni limitrofe).

  2. Continuo l’intervento di prima.
    Per poter essere autorizzata la Turbogas avrebbe dovuto contenere uno Studio che dimostrava che l’immissione di inquinanti in atmosfera non sarebbe stato di pregiudizio alla salute umana, animale e vegetale delle aree interessate. Quindi andavano definite le distanze interessate da tali inquinanti e l’entità del particolato prodotto che vi arrivava.
    Per tornare a Venafro, ci è stato comunicato un mesetto fa che il Ministri Clini ha scritto al Presidente della Regione, peraltro già medico come l’Assessore alla sanità, minacciandolo di Commissariamento de nonavesse provveduto agli adempimenti più volte richiestigli dal Ministero, tra cui la microzonazione ed il registro dei Tumori.
    I midia hanno riportato la risposta del presidente che, sorridendo, spiegava che la sostanza era salvaguardata occorreva solo un semplice atto formale (tanto semplice che sono passati anni senza fornirlo e non mi risulta abbia ancora provveduto).
    Per tornare alla microzonazione, che manca, con essa vengono circosritte le aree in base al livello di inquinamento per definire i Piani di riduzione e per stabilire quali possono ricevere ancora inquinanti da industrie o attività altamente inquinanti, che la legge espressamente riconduce a ” cementifici, inceneritori, veicoli pesanti”.

  3. La situazione di venafro è attualmente interessata da tutte e tre le attività altamente inquinanti precisate nella normativa specifica. Il cementificio di sesto campano, l’inceneritore di pozzilli, il traffico pesante, anche se limitato rispetto a quello ulteriore (circa 500 volte l’attuale) che porterà la paventata costruzione dell’autostrada.
    Le centraline messe dall’ARPA sono due: una ubicata in via colobnia giulia e l’altra in via campania. Le registrazioni indicano un maggiore inquinamento rilevato da quella in via Campania rispetto a quella posta in via Colonia giulia, anche se il traffico è minore. A parte l’effetto del vento, tutto lascia supporre che quella in Via Campania sia maggiormente interessata dal particolato proveniente dal cementificio. Non si spiega come mai, anche se la legge lo prevede espressamente, non sia ancora stata posta una terza centralina in posizione tale da registrare essenzialemnet solo il carico iquinante prodotto dal cementificio.

  4. Ora passiamo ai valori.
    Negli anni passati le centraline registravano uno sforamento medio giornaliero dei 50 microgramnmi a mc per un numero di giorni l’anno inferiore a 35. Badate bene, illimite di 50 non significa che fino a 50 va tutto bene e solo se sfora c’è pericolo per la salute. Il limite di 50 sta ad indicare che se sforato, anche una sola volta, il Sindaco ha l’obbligo di adottare tutte le disposizioni atte a ridurlo, che vanno dalla chiusure delle strade al traffico, alla riduzione dellle ore di accensione dei termosifoni. Ma il Sindaco di sesto campano dovrebbe avere l’obbligo di ingiungere la riduzione della produzione del cementificio di sesto campano o, addirittura ordinarne la chiusura. lo stesso dicasi per il Sindaco di pozzilli per quanto riguarda l’inceneritore sul suo territorio.
    Però guarda caso, non c’è una centralina che misuri, a ridosso del cementificio e dell’inceneritore in carico inquinante dagli stessi determinato nelle aree più vicine a tali attività. le uniche centraline sono a non meno di 3 km in linea d’aria.

  5. Prima della nuova normativa andata in vigore nel 2011, in cui sono state fissate le soglie di attenzione, che per ilaprticolato riduce il valore da 50 a 35, veniva ampiamento raggiunto e superatomil valore 35, dopo tale legge non ci si arriva più? Però non mi sembra che abbiano messo in atto un piano di riduzione dell’inquinamento nè riducendo il traffico, ne riducendo la rpoiduzione del cementificio e nemmeno quella dell’inceneritore. Ed allora, tra le tante ipotesi che potrebbero essere fatte, vorrei scartarne due: la possibilità che le centraline si siano starate, la possibilità che possano esserci errori di trascrizione o di calcolo nel trattare i valori misurati.

  6. Le mamme per la salute di venafro, mi hanno fornito dei dati di misura di alcuni anni precedenti, essi segnalavo che alle 21 si avevano dei picchi nel particolato rilevato dalle centralini, picchi inspiegabili perchè non vi erano aumenti nel traffico. Poi qualche sera d’estate, quando faceva notte tardi, ho notato, guardando verso il cementificioo, che l’aria assumeva quel colore rossastro indice di un alto inquinamento da particolato. fenomeno riportatomi anche da altri che l’avevano notato. Ed allora mi chiedo se questi picchi non possono essere collegati ad attività improprie riconducibili al cementificio.

  7. Al problema del particolato generico, si aggiunge quello della diossina. Sembra scontato che le campagne di venafro, gli allevamenti, illatte materno ed i nostri polmoni possano esserne assoggettati in mnaiera rilevante.
    Secondo le mie modeste conoscenze la diossina si sviluppa bruciando le plastiche. escluderei che nelle campagne di venafro possano esservi incoscienti che bruciano tali plastiche e mi soffermerei sul Cdr (compost da rifiuti) che potrebbero bruciare sia il cementifico che l’inceneritore.
    Ebbene nel CdR è tollerata un quantitativo ridotto di presenza di plastiche, ma l’entità del Cdr bruciabile dovrebbe essere ridotta in modo che la quantità di diossina immessa nell’atmosfera sia molto limitata e non perciolosa per la salute umana, vegetale ed animale. D’altro canto le plastiche sono molto energetiche e danno una buona resa energetica. Vi sono due interessi contrapposti tra cui mediare: il “vil” denaro e la salute delle persone e dell’ambiente. In questa società tutta protesa alla rincorsa del denaro facile ed abbondante pare logico che a rimetterci dovrà essere la salute e l’ambiente, almeno finché non si riuscirà a “cambiare” registro.

  8. Non voglio continuare a farla troppo lunga, credo di avere dato spunti a sufficienza per far capire che vi sono due strade: una l’azione amminsitrativa, se ancora possibile, e quella giudiziaria. L’altra la protesta che, per il numero che rappresentiamo, credo che, oltre alla strumentalizzazione politica a cui siamo abituati, non otterremo altro. se penso che per la TAV in val di susa, pur di prendere 20 miliardi con la soluzione prescelta, hanno rigettato la soluzione (euqlmente utile) proposta dal No TAV e dagli abitanti della valle di Susa che sarebbe costata meno di 3 miliardi, gli “agguerriti” NO TAV non sono risuciti ad impedirlA. Ma ciò non toglie che anche sabato sarò con voi a vairano, perchè finché ci sarà un barlume di speranza conviene lottare ed impegnarsi in tuti i modi leciti e chissà che, cambiando gli uomini alle immineti votazioni in molise e nel parlamento, non si riesca a bloccare nel parlamento l’andazzo contestato e ormai malamente sopportato da uns empre maggiore numero di cittadini.
    Mi viene in mento l’intervento di mazzocco che diceva che essendosi costituito al TAR solo il Sindaco di presenzano, è bastato il suo ritiro a bloccare la procedura. Io cedo che tale ritiro debba essere ben motivato rispetto alle logiche con cui è stata attivata la procedura. Un rappresntante del Comune di Presenzano ha detto che è costata oltre 80 milioni o 80 mila euro, non avrei capito bene. Forse anche questo aspetto, come diceva Izzo, dovrebbe essere indagato insieme alle autorizzazione rilasciate, qualora dovessero risultare illegittime.
    Spero che sabato si possa determinare un unico Comitato Congiunto tra Molise e campania e decidere di avviare tutte le procedure amministrative e giudiziarie eventualmente possibili.

  9. non tanto per la “notorietà”., quanto per invogliare anche altri a partecipare al bene comune incominciando a parlare.
    Comunque quello che scrivo quì sopra è solo una minima rappresentazione del mio impegno che sto svolgendo attarverso indicazioni tecniche di supporto ai vari comitati e che non leggerete perchè vengono inviate per e-mail prevalentemente. Stamattina, per esempio, ho fornito le stesse indicazioni tecniche avverse alla costruzione della centrale turbogas sia al MGV, sia all’ASSOCIAZIONE MAMME PER LA SALUTE che da anni si battono per conoscere i veri dati sull’inquinamento dell’area, al al COMITATO NO TURBOGAS ALTO CASERTANO, raggiunto via fb, la cui forza, insieme alle problematiche del loro territorio, potrà davvero impedire che venafro sesto campano e pozzilli vengano “martirizzati” anche dall’inquinamento di fondo proveniente dalla temuta autorizzata centrale di presenzano.

  10. cercavo di riportare alcuni dati che non sono stati chiariti da chi ha deciso quesgli interventi. I chiarimenti devono essere dato rendendo pubbliche le procedure di valutazione adottate per verificare la condivisibilità tecnica delle valutazione fatte e delel scelte decise. Altrimenti non c’è trasparenza e, quando non c’è trasparenza, qualunque ipotesi di “affaire” non sarebbe individuabile prima. Infatti qualcuno che viene scoperto e riportato dai midia…..riusciamo a conoscerlo solo quando tutti i buoi sono scappati dal recinto e diventati introvabili ………..restando ormai inutile una chiusura dei cancelli (che comunque non avverrebbe nemmeno per i recinti dove vi sono ancora buoi dentro) …

  11. Ing,Zullo,parlo per me ma penso che valga per molti altri:se vuoi che la gente ti legga devi esprimere proposte, chiare concise e fattibilii..ALLA GRILLO.La gente non ne può più di parole.VUOLE I FATTI.

  12. cercherò di adattarmi, anche se mi piace discutere sui motivi e non sugli slogan. Però è vero, per comunicare ci vuole sinteticità, chiarezza e precisione.
    Il prossimo intervento vedrò di pensarlo invece di scrivere a getto.La GENTE, ed io con essa, non vuole semplicementi i fatti…..vogliamo la LIBERTA’ di poter decidere in prima persona. I FATTI li vediamo…sono quelli che SUBIAMO.

  13. Per dare una autorizzazione ambientale legittima alla Turbogas bisogna produrre le seguenti informazioni essenziali per valutare i limiti più elevati nelle zone più inquinate e determinare il possibile contributo dato da inquinanti atmosferici trasportati su lunghe distanze e contribuire ad individuarne le aliquote attribuyibili alle divesre fonti, e cioè:
    – misure di fondo urbano;
    – misure in siti connessi ad attività industriali; (per venafro cementificio e inceneritore)
    – misure in siti relativi al traffico.
    Tali indagini competono a REGIONE/ARPA e, per venafro, non esistono e non è possibile fare una microzonazione attendibile.
    Pertanto, per poter esaminare il progetto turbogas e renderlo completo, bisognava che la edison integrasse conseguentemente le stazioni di misura dell’ARPA MOLISE.
    Se la politica regionale e comunale dovessero continuare a “remare contro” la procedura esatta da me definita…..o non intervenire in prima persona per far dichiare la “illegittimità” dell’autorizzazione concessa alla turbogas e, quindi, a invilidarne ogni effetto, serviranno a poco le semplici manifestazioni pubbliche, per quanto numerose possono essere. Finitrà comein val di susa dove non si è ancora capito se la soluzione migfgliore fosse quella di spendere 20 miliardi come stanno facendo o 2 miliardi come dicono coloro che si oppongono alla soluzione di 20 miliardi. Quei 20 miliardi rispetto ai 2 sono i 20 miliardi che ci stanno facendo pagare di IMU e di maggiorazione IVA.
    Ti è più chiaro adesso l’intero ragionamento e la iunterconnessione tra aspetti diversi che qualificano il “degrado avanzato” del nostro sistema politico?
    Spero di sì, perchè più semplice e completo di così non credo che è nelle mie capacità!!!!!!

  14. ……..Antò è sempre troppo.Sarai un bravissimo ingegnere ma se tu dovessi sostenere un esame in comunicazione …….

  15. sto dando delle motivazioni tecniche per chi vuole farsi una idea che non sia una illusione prodotta da una “tecnica di marketing ” in modo da fare acquistare fumo facendo credere che sia manna.
    Ed il confronto si fa sulle motivazioni se si vuole costruire, in modo che tutti gli interlocutori possano beneficiarne se intendono partecipare alla costruzione dell’interesse pubblico. Perchè vestirsi di anonimo se si persegue una utilità collettiva?

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