Si indaga su Funivie Molise: Scarabeo rischia il posto. Cotugno favorito per sostituirlo

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Il presidente Frattura ha convocato per questa sera, venerdì 21 febbraio, i segretari del centrosinistra: con loro si appresta a ridisegnare gli equilibri nell’Esecutivo tenendo presente le rivendicazioni di Rialzati Molise e il risultato delle primarie che hanno consegnato nelle sue mani e in quelle della Fanelli l’intero Pd. Ma la verifica politica è dettata anche dalla necessità di evitare ulteriori imbarazzi al governo regionale per l’indagine della Fiamme Gialle sulla società che da ottobre a gennaio ha gestito Caruso, uomo dell’assessore Scarabeo, poi costretto alle dimissioni. Carteggi, bilancio, appalti e fatture sono sotto la lente dei finanzieri dopo la segnalazione del collegio sindacale

di Assunta Domeneghetti


Campobasso.
 Non è solo una resa dei conti interna al Partito Democratico. Tantomeno un mero bilancio dell’attività degli assessori dodici mesi dopo le elezioni. E non è neppure una necessità secca di riequilibrio partitico in giunta.

Sotto il ‘tagliando’ che il governatore Paolo Frattura metterà a punto dopo il vertice con i segretari regionali del centrosinistra convocati alle 20 di venerdì 21 gennaio a palazzo Vitale, sembra esserci, soprattutto, la questione Funivie Molise. 

La società – partecipata al 100 per cento dalla Regione Molise per rilanciare gli impianti sciistici di Campitello Matese e Capracotta – è sotto la lente della Guardia di Finanza.Alle Fiamme Gialle il presidente del collegio sindacale Fabrizio Cappuccilli ha segnalato le ‘stranezze’ emerse durante la breve, ma intensa, gestione Caruso. L’imprenditore isernino che proprio l’assessore di Venafro Massimiliano Scarabeo aveva sponsorizzato per il vertice di quella società lo scorso ottobre.

Funivie Molise è insomma un bubbone pronto a scoppiare. E Frattura non vuole farsi cogliere impreparato perché questa nuova indagine metterebbe in cattiva luce tutto il governo regionale.

Tra i lavori affidati da Mario Caruso, infatti, ci sono anche quelli alla società di famiglia dell’assessore alle Attività produttive. 
Quando Frattura l’ha scoperto non l’ha presa troppo bene. E per questo il 20 gennaio Caruso è stato costretto a lasciare l’incarico appena avuto. Il suo garante, Scarabeo, sentito pochi giorni dopo le dimissioni si disse tranquillo: «Solo perché faccio politica – spiegò a Primonumero il 25 gennaio – non significa che mio padre e mio fratello non possano partecipare a regolari procedure indette dagli enti pubblici. La Elcom ha sempre lavorato con enti regionali, è una struttura aperta con decine di dipendenti e commesse anche fuori dai confini nazionali. Sarebbe una discriminazione al contrario vietargli la partecipazione solo perché io sono assessore».

Ad ogni modo tutte le carte, il bilancio e gli impegni assunti con chi aveva lavorato per Funivie Molise sono state esaminate, rigo per rigo, dal Collegio sindacale che per un breve periodo ha sostituito Caruso. Fino al 14 febbraio quando amministratore della società diventa l’avvocato Franco Mancini. Una figura di garanzia quella che emerge dopo la prima assemblea, conosciuta per aver operato tra il 2003 e il 2005 al consorzio Campitello Matese oltre a essere stato presidente della Banca popolare del Molise.

Una persona di cui Frattura si fida.

Anche Mancini racconta oggi di passare diverse ore della sua giornata ad esaminare gli impegni pregressi di Caruso: «In pratica – racconta – le fatture non sono state liquidate e questo è il problema».

Il presidente della Regione, piuttosto infastidito dalla piega che ha preso la vicenda, si appresta così a rimettere mano all’esecutivo tenendo conto sì della vittoria alle primarie che ha consegnato in mano il Pd a lui e alla segretaria Micaela Fanelli, ma anche avendo ben presente il rischio quando la ‘bomba’ sarà innescata.

Ecco perché, mentre l’ora X si avvicina, sono sempre più insistenti le voci relative a una possibile epurazione dell’assessore Scarabeo. Uomo da sacrificare anche per risolvere definitivamente il nodo della «rappresentanza in giunta» con Rialzati Molise. La seconda forza in Consiglio regionale non ha avuto né la presidenza del Consiglio né un posto in squadra. Vincenzo Cotugno, cognato di Aldo Patriciello, aspetta pazientemente di avere «quello che ci spetta per i voti portati in dote» come ha ribadito anche due giorni fa.

fonte:http://www.primonumero.it/attualita/primopiano/articolo.php?id=16025

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