Scuola Camelot,i genitori degli studenti contro la Cgil

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In questi giorni si sta facendo un gran parlare a Venafro di “Camelot”, i prefabbricati che da anni ospitano in via Machiavelli gli alunni della sezione primavera, dell’infanzia e delle elementari del “Mons. Testa”. La Cgil scuola molisana, col sostegno successivo di un parlamentare di sinistra, ha appena indetto una manifestazione pubblica dinanzi allo stesso “Camelot” per denunziarne inadeguatezza, inospitalita’, umidita’ e tant’altro, definendo quei prefabbricati delle “baracche” e sollecitando di riflesso interventi per garantire a bambini e fanciulli del “Mons.Testa” tutt’altri ambienti scolastici, maggiormente a norma ed accoglienti. Sulle iniziative appena mosse dal sindacato, ospitiamo il parere di una mamma di una piccina della sez. Primavera che frequenta “Camelot”: “Abbiamo letto e sentito afferma la donnache il sindacato si e’ lamentato per la relativa partecipazione popolare alla manifestazione di denuncia e protesta di lunedì scorso. Se si è registrata scarsa presenza popolaree, evidentemente l’opinione pubblica non ha condiviso i motivi della protesta, non ritenendo quei prefabbricati delle “baracche”, e come tali inospitali, inadeguati, umidi ect. Certo, altra cosa è l’attività didattica tra le classiche quattro e sicure mura, ma non si può definire “Camelot” una baraccopoli. Coloro che vi lavorano e gli stessi scolari non lamentano insopportabili problemi di sorta, ma parlano di aule ed ambienti spaziosi, sicuri, caldi e nient’affatto umidi o con particolari problematiche igienico/sanitarie”. La conclusione della puntualizzazione della madre : “La sottoscritta e tant’altri genitori degli alunni di “Camelot” afferma la donna conveniamo senz’altro sulla necessità di restituire ai nostri figli ambienti scolastici più a norma ed all’interno di strutture in muratura, giudichiamo i prefabbricati una soluzione provvisoria, ma non ce la sentiamo di definirli baracche e come tali da rottamare. Invitiamo comunque le istituzioni pubbliche ad adoperarsi per dare una scuola diversa ai nostri figli”.

Fonte quotidianomolise.it

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