Sanità, tavolo tecnico per salvare l’ospedale

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Sta per chiudersi l’anno nero per la Sanità a Venafro. Proprio così. In tanti in città puntano il dito contro chi sta riorganizzando la rete ospedaliera regionale, con evidenti tagli per l’Ospedale Santissimo Rosario di Venafro. Chi oggi si reca presso la struttura ospedaliera cittadina, si accorge, appena messo piede all’ingresso principale, che si arriva in un contesto di massima precarietà sotto tutti gli aspetti, Iogistici e non. Reparti smembrati, personale ridotto ai minimi termini, ambulatori che lavorano con grandi difficoltà con liste di attesa anche per le visite presso il medico sportivo, carenza di infermieri tanto che a Natale in servizio è stata costretta a rimanerci l’infermiera che aveva già fatto il turno di notte. Questioni di organizzazione a livello di direzione sanitaria interna, ma quest’ultima vicenda fa il paio con tante altre vicende che si sono consumate presso il nosocomio venafrano, a danno degli utenti. Si attende ora che la Corte Costituzionale si pronunci sul quesito posto dal Tar Moli., e cioè su chi deve attuare il piano sanitario regionale. In attesa del pronunciamento dell’Alta Corte, al Santissimi) Rosario dovrebbero ritornare tutti i reparti e i servizi cancellati negli ultimi due anni. Il presidente Frattura ha assicurato soprattutto i componenti del comitato “S. Rosario”, presieduto da Gianni Vaccone, che prima della fine dell’anno convocherà ufficialmente il primo tavolo tecnico intorno alla vertenza ospedale di Venafro. Tutti intomo a un tavolo Istituzioni lo.li e regionali, comitato cittadino, per trovare una via d’uscita a una situazione di emergenza che si protrae oramai da troppo tempo. E occorre anche capirsi sui termini, perché si sa che l’idea del governo regionale è quella di trasformare il Santissimo Rosario in una struttura per anziani e malati cronici. Una sorta di Osa, così come è scritto nelle .rte ufficiali. A questo piano regionale si oppongono senza mezzi termini proprio i membri del co. mitato che hanno elaborato una sorta di piano “B” quello elaborato dal presidente del Consorzio di Bonifica Vittorio Noia e già presentato al pubblico e alle stesse autorità competenti. Il quadro dunque per il nosocomio venafrano è questo, all’orizzonte solo nubi intense e nessuna certezza. Ma l’anno che volge a termine sarà ricordato anche per la drammatica situazione in cui versano i dipendenti dell’Istituto di Riabilitazione Carsic dove la proprietà sta mettendo a rischio i livelli minimi di assistenza per gli ospiti della struttura. Ed è proprio la struttura al centro dell’ultima disputa tra i vertici del Carsic e la regione Mouse. 12Assessore regionale al Lavoro Petraroia ha detto chiaramente che occorre pensare a u. nuova sede, per problemi di sicurezza. E tutti pensano all’ala ristrutturata del vecchio ospedale, da nessuno utilizzata e che potrebbe fare al caso del Darsic attualmente ubicata nell’ex seminario vescovile lungo Corso Garibaldi. Ospedale Santissimo Rosario, Carsic due facce della stessa medaglia.
Occorre rivedere un po’ tutto, questo l’impegno che dovranno assumere i massimi rappresentanti regionali, a cominciare dal Governatore del Molise Paolo Di Laura Frattura.

Fonte: quotidianomolise.it

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