ROMA – ”Abbiamo aggiornato lo studio sui costi della politica che sono ulteriormente aumentati, siamo intorno ai 23 miliardi di euro l’anno, per noi si possono ridurre di sette miliardi senza compromettere ma migliorando l’efficienza delle nostre istituzioni democratiche

”. Lo ha detto il segretario generale della Uil, Luigi Angeletti, a Roma presentando lo studio. Nel dettaglio lo studio identifica che per il funzionamento degli organi istituzionali (Stato Centrale e Autonomie Territoriali), nel 2013 si stanno spendendo oltre 6,1 miliardi di euro, in diminuzione del 4,6% rispetto all’anno precedente (293,3 milioni di euro in meno); per le consulenze 2,2 miliardi di euro e per il funzionamento degli organi delle società partecipate, 2,6 miliardi di euro; per altre spese (auto blu, personale di “fiducia politico”, Direzione ASL, ecc.) 5,2 miliardi di euro; per il sovrabbondante sistema istituzionale 7,1 miliardi di euro. Una somma pari a 757 euro medi annui per contribuente, che pesa l’1,5% sul Pil.

”Ci sono oltre 1,1 milioni di persone che vivono di politica, non ce lo possiamo più permettere. Abbiamo perso un milione di posti di lavoro ma neanche un assessore”. Lo ha detto il segretario generale della Uil, Luigi Angeletti, a Roma. ”Abbiamo molto lavoro da fare per rendere il sistema più efficiente e con queste risorse ridurre le tasse a lavoratori e pensionati”, ha concluso Angeletti.

“Il Governo non ha ancora presentato l’emendamento per incrementare il fondo per ridurre le tasse su lavoratori e pensionati, aspettiamo che lo presenti per dare valutazioni”, lo ha detto il segretario generale della Uil, Luigi Angeletti, a margine della presentazione di uno studio sui costi della politica. “Vogliamo che si riducano le tasse su lavoratori e pensionati – ha spiegato Angeletti – perché è uno strumento, non l’unico, per far ripartire paese e occupazione”.

I costi della politica sono saliti fino a 23 miliardi di euro e “si possono e si devono ottenere risparmi di spesa, che la Uil quantifica in almeno 7,1 miliardi di euro, approntando una riforma per ammodernare e rendere più efficiente il nostro sistema istituzionale”, è quanto si legge in uno studio sui costi della politica presentato oggi dalla Uil. La Uil indica come operazioni da eseguire l’accorpamento dei comuni che porterebbe 3,2 miliardi, l’utilizzo dei fondi delle province solo per i loro compiti di legge che porterebbe 1,2 miliardi, 1,5 miliardi di risparmio si otterrebbero poi con una più sobria gestione delle Regioni e altri 1,2 arriverebbero da una razionalizzazione dello Stato. Lo studio evidenzia poi che in Italia si spendono ancora circa 2 miliardi l’anno per costi di mobilità (auto blu, grigie, taxi..), 2,2 miliardi per le consulenze e 2,6 per i compensi dei consigli di amministrazione e collegiali delle società a partecipazione pubblica. Unica nota positiva evidenziata è stata una riduzione di 293 milioni, il 4,6% rispetto a un anno fa, dei costi per il funzionamento degli organi istituzionali, dovuto in gran parte al dimezzamento dei finanziamenti ai partiti voluto dal governo Monti.

Fonte: ANSA.IT

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