Ritorni al passato, fratelli coltelli, poche donne e molti ex: ecco il nuovo Consiglio regionale

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Premio di maggioranza a Donato Toma, che fa entrare 12 consiglieri fra cui molti deja vu, da Iorio a Niro a Cavaliere a Cotugno. Solo quattro le donne, di cui due della Lega di Salvini (Calenda e Romagnuolo), l’esponente 5Stelle Patrizia Manzo, la più votata in assoluto con 7mila preferenze e la ex segretaria del Pd Micaela Fanelli. L’altro seggio al centrosinistra è scattato per Vittorino Facciolla. Ma per effetto dell’isitituto della surroga, con le dimissioni degli assessori, potrebbero entrare in Consiglio anche altri candidati che al momento stanno a guardare.

Grazie al premio di maggioranza che con la legge elettorale della Regione Molise il vincitore si aggiudica anche solo per un solo voto di vantaggio, il centrodestra di Donato Toma conquista 12 posti in Consiglio regionale, assegnati sulla base dei quorum riportati dalle singole liste e naturalmente delle preferenze per i candidati. 

Dovrebbero entrare in Consiglio – salvo sorprese – tre esponenti di Forza Italia, lista che comunque resta il partito principale, numericamente parlando, della coalizione di centrodestra. Si tratta di Nicola Cavaliere, che dai banchi della minoranza ritorna quindi nella maggioranza, di Armandino D’Egidio, capo della segreteria di Paolo di Laura Frattura per uno di quei paradossi che hanno caratterizzato le elezioni in Molise, e infine di Roberto di Baggio, ex assessore del Partito Democratico nel comune di Isernia. Sembra un gioco di prestigio, eppure i primi eletti provengono da ambienti vicini al centrosinistra. Il primo dei non eletti, che verosimilmente entrerà in seconda istanza per effetto delle dimissioni (previste dalla legge) degli assessori dalla carica di consigliere, è Massimiliano Scarabeo, con 1200 voti circa. 

Passando agli altri partiti: Orgoglio Molise conquista due posti a Palazzo d’Aimmo, che vanno rispettivamente a Vincenzo Cotugno, capolista nonché cognato dell’europarlamentare Aldo Patriciello il quale ha già – sembra – manifestato l’intenzione di continuare a fare il presidente del Consiglio regionale, e a Gianluca Cefaratti, ex sindaco di Campodipietra molto vicino a Massimo romano.

Due posti vanno alla lega di Matteo Salvini, ed entrambi vengono conquistati da due donne. Oltre alla passionaria Aida Romagnuoloche ha affiancato senza sosta il leader leghista durante la campagna elettorale in Molise, entra in consiglio Filomena Calenda, detta Mena, che nulla pare abbia a che vedere con il ministro uscente Carlo. Anche lei ha già un’esperienza amministrativa importante essendo stata assessore alle politiche sociali nel comune di Isernia. 

Le donne finiscono qui, dal momento che gli altri seggi sono tutti conquistati da uomini. Due per i Popolari per l’Italia con Vincenzo Niro, alla sua quinta legislatura consecutiva e Andrea di Lucente, sindaco di Vastogirardi. Per l’Unione di Centro che si è aggiudicato un altro quorum, entra un altro consigliere uscente: si tratta di Salvatore Micone. Per Fratelli d’Italia a sorpresa entra Quintino Pallanteal posto di Filoteo di Sandro che sembrava il favorito. Infine la lista di Michele Iorio, che porterà in consiglio lo stesso ex governatore il quale tuttavia resta a rischio sospensione per gli effetti della legge Severino dopo la condanna della Corte d’Appello di Campobasso per il caso Zuccheropoli. Al suo posto potrebbe subentrare Eleonora Scuncio, avvocato isernina di 33 anni. 


LA MINORANZA
Sei le poltrone conquistate dal Movimento 5 Stelle, assegnate naturalmente ad Andrea Greco,candidato Governatore arrivato secondo, alla consigliera uscente Patrizia Manzo, che ha letteralmente fatto incetta di preferenze sfiorando il tetto dei 7mila voti. E ancora: entrano in Consiglio regionale, Angelo Primiani (Campobasso), Valerio Fontana(Termoli) Fabio De Chirico(Campobasso) e Vittorio Nola, ex presidente del Consorzio di bonifica (Venafro). 

Due soli i seggi che spettano al centrosinistra, che si piazza terzo e ultimo (Casapound non è pervenuto). Il primo è Vittorino Facciolla, che si attesta sopra le 3500 preferenze, il secondo va a Micaela Fanelli, la segretaria del Pd uscente ha sfiorato le 2300 preferenze. Non è scattato sulla ripartizione proporzionale, sebbene in un primo momento sembrasse di sì, il seggio per Liberi e Uguali che sarebbe andato a Francesco Totaro con poco più di mille preferenze. 

LE LISTE Sostenuto da nove liste, Donato Toma conquista lo scranno più alto del Molise. Un vantaggio netto – superiore alle previsioni e alle sue stesse aspettative – sul candidato del Movimento 5 Stelle, Andrea Greco. Indietro, molto indietro, è il centrosinistra, Carlo Veneziale, che supera di poco il 16%. Nel centrodestra Forza Italia con il 9,4% resta, seppur di poco primo partito anche se scende di parecchio rispetto alle Politiche del 4 marzo. La Lega poco sotto il risultato del voto di marzo. In calo i consensi per il Movimento 5 Stelle, che però resta il primo partito del Molise, distaccando di parecchio tutti gli altri.

 

 Nel centrosinistra va ancora già il Pd che con l’8,7% perde quasi metà dei consensi rispetto al 15,2% delle Politiche. 

Vince Donato Toma e vince il centrodestra sul Movimento 5 Stelle dopo una lunga notte nella quale i due schieramenti si sono avvicendati in testa alle preferenze. Perde, e male, il centrosinistra. Che nonostante l’unità ritrovata attorno a Carlo Veneziale riesce a scavallare di poco il 16 per cento. 
Rispetto alle elezioni del 4 marzo, il Movimento 5 stelle perde quattro punti percentuali. Non è più a quel 44% che gli permise di eleggere due deputati e due senatori. Batosta per il centrosinistra e soprattutto per il Partito Democratico che non riesce ad arrivare al 9 per cento. 

Rispetto alle Politiche i democratici perdono ulteriore appeal tra i molisani dimezzando quasi i consensi: il 4 marzo riuscirono almeno a raggiungere 15.2 per cento. Tra i candidati messi in campo gli unici a raccogliere voti sono il vicepresidente uscente della giunta regionale, Vittorino Facciolla; il segretario regionale dimissionario del partito, Micaela Fanelli; e l’avvocato Carmela Lalli. Liberi e Uguali si conferma sugli stessi livelli del il 4 marzo e riesce a superare il tre per cento. 

Ininfluenti, e sotto il tre per cento, sia Molise 2.0, la formazione politica sponsorizzata dall’ex senatore Roberto Ruta, sia Il Molise di Tutti, lista civica capeggiata da Pierpaolo Nagni assessore regionale uscente, sia Unione per il Molise movimento civico che fa riferimento a Vittorino Facciolla.
Nel centrodestra la Lega non è riuscita nel sorpasso su Forza Italia. Il partito di Matteo Salvini riconferma sostanzialmente la stessa percentuale di voti ottenuta lo scorso 4 marzo: 8.67% alle Politiche e 8.24% oggi. Numeri che avvicinano ma non superano Forza Italia che, nonostante un calo vertiginoso – dalle Politiche di marzo perde quasi 7 punti in percentuale – è il primo partito della coalizione con il 9.47 per cento. 

Nella Lega la più votata è stata la segretaria regionale Aida Romagnuolo, mentre tra i forzisti il più votato è stato Nicola Cavaliere che così dai banchi dell’opposizione passa – anzi torna – a quelli della maggioranza. Si conferma anche Vincenzo Cotugno che cambia nome al suo movimento civico così come ha cambiato schieramento politico, passando dal centrosinistra al centrodestra.

Fonte primonumero.it

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