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RISPOSTE DEI CANDIDATI

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In calce postiamo le risposte ricevute dal Movimento 5 Stelle, dal Candidato Presidente Paolo di Laura Frattura e dai Candidati Consiglieri Antonio Martone e Massimiliano Scarabeo che hanno dato riscontro alla nostra missiva del 08 Febbraio scorso e che ringraziamo.

Nel passato c’è stata grave superficialità e irresponsabilità nel considerare il disastro, che prende sempre più piede nella Valle del Volturno, da parte di una classe dirigente con una coscienza totalmente addormentata a livello civile che non ha pensato minimamente al bene della collettività.

Sarà necessario, nell’imminente futuro, che la nuova classe dirigente fermi questo disastro che incombe.

I tanti cittadini che hanno preso d’assalto la nostra casella di posta elettronica per informarci di aver inviato missiva al Presidente della Repubblica hanno anche voluto testimoniare che la salute è ritenuta da tutti il bene più prezioso. Non giustificheremo più indifferenza e menzogne a discapito della salute dei nostri figli, ne rimarremo inermi difronte alla sfrontatezza con cui si presentano ai cittadini dati oggettivi, pubblici e inconfutabili minimizzandoli volutamente. (ultimo dato registrato dalle centraline dell’Arpa Molise il 19 Febbraio scorso: Centralina di Via Colonia Giulia 39 sforamenti di PM10Centralina di Via Campania 42 sforamenti di PM10).

Intanto, da subito, prendiamo atto della dimostrata sensibilità e della mancanza di sensibilità ai temi che tanto ci stanno a cuore riscontrando quali impegni sono stati presi in questa affollatissima campagna elettorale.

[accordion state=”closed” color=”gray” title=”Risposta del Movimento 5 Stelle” tag=”h1″ ]

da: Movimento Molise <movimentomolise@gmail.com>
a: mammesaluteambiente <info@mammesaluteambiente.it>
data: 18 febbraio 2013 00:32
oggetto: Re: 10 D0mamde ai Candidati Premier
Gentilissime Mamme di Venafro,
abbiamo letto con molta attenzione la vostra lettera. E siamo rimasti colpiti dalla competenza con
la quale affrontate problematiche di vitale importanza.
Come Movimento 5 Stelle possiamo ricercare le risposte e significarvi la nostra ferma volontà di
rispetto della legalità, a partire dal diritto costituzionale del diritto alla salute. Quello che voi
chiedete sta alla base della vita stessa: il diritto alla salute.
Riteniamo non sia assolutamente ammissibile che una qualsiasi attività – produttiva o altro – per
giustificare il mantenimento di posti di lavoro affermi: “O inquiniamo, o licenziamo.”. Troppo
spesso in questo Paese si sono poste intere comunità dinanzi a questa drammatica scelta: come
Movimento 5 Stelle rifiutiamo questo atteggiamento ricattatorio!
Riteniamo invece che sia possibile uno sviluppo sostenibile, che consenta di coniugare con
intelligenza la creazione di lavoro con il mantenimento dell’ambiente!
Quello di cui noi cittadini abbiamo bisogno in questo momento è la collaborazione di tutti, per
combattere le tante negatività che investono persone e territori.
Motivo per cui non solo facciamo nostre le vostre richieste, ma vi chiediamo di offrirci le
competenze che avete maturato , agire non CONTRO la politica, ma dall’INTERNO della politica.
Collaboriamo con indipendenza tra noi cittadini.
Il nostro non è un atteggiamento teso a raccogliere voti, non desideriamo vincere ad ogni costo,
per conquistare il potere. Siamo semplici cittadini che hanno compreso che le lotte si possono
vincere solo stando all’interno delle istituzioni, occupate per decenni dai partiti, che ne hanno fatto
oggetto di mercati per interessi privati e personali. Anche la situazione del territorio di Venafro è
frutto di questo atteggiamento.
Desideriamo, quindi, un rovesciamento che consenta a noi cittadini di mettere in primo piano i
nostri interessi, e non gli interessi di pochi, a scapito di tutti. Firmato M5S.

Movimento Molise
movimentomolise@gmail.com

[/accordion]
[accordion state=”closed” color=”gray” title=”Risposta di Paolo Di Laura Frattura” tag=”h3″ ]

Buongiorno,
si inviano in allegato le risposte del candidato Presidente Paolo di
Laura Frattura alle Vostre domande.
grazie
Contenuto allegato “ Domande_comitatoVenafro.docx”:
MAMME PER LA SALUTE
E L’AMBIENTE ONLUS DI VENAFRO
1. Convenzione di Stoccolma e controllo fonti di inquinamento
Nel suo programma di Governo è previsto un impegno serio a favore della ratifica della
Convenzione di Stoccolma sui POP, insieme all’adozione di un sistema di monitoraggio continuo ed
efficace sulle attuali emissioni di impianti industriali, centrali energetiche, fonti di radiazioni
elettromagnetiche, sistemi agricoli e di allevamento, centrali di trattamento dei rifiuti, visto che le
attuali (dove esistono) sono evidentemente insufficienti?
E’ un fatto che l’Italia, ad oggi, è uno dei pochi paesi al mondo che nonostante abbia sottoscritto nel
2001 la convenzione di Stoccolma, purtroppo non ha mai provveduto alla sua ratifica e alla sua emissione
a livello nazionale.
Su questo tema il prossimo governo regionale sarà parte attiva nei confronti del Ministero dell’Ambiente
per sostenere la ratifica da parte del governo centrale in modo da avere uno strumento efficace nella
prevenzione dell’inquinamento causato dai composti organici persistenti sia come produzione volontaria
che non intenzionale. La questione sarà portata all’interno della Conferenza Stato-Regioni chiedendo alle
Regioni di impegnarsi unitariamente per fare in modo che diventi una questione prioritaria per il governo
nazionale. Sull’attuale rete di monitoraggio degli inquinanti emessi in atmosfera sia nei nuclei industriali che nei
principali centri urbani del Molise è nostra intenzione provvedere ad un miglioramento ed ad un
potenziamento in termini di strumentazione e distribuzione su aree oggi non coperte dal servizio.
La completa attuazione e messa a regime della normativa sulla Autorizzazione Integrata Ambientale per
gli impianti industriali più significativi (ad oggi oltre 13 in Molise), che nella nostra Regione ha visto
risorse insufficienti e tempi non coerenti con quelli richiesti, sarà un punto di attenzione nella
riorganizzazione dei servizi e delle direzioni Ambiente e Territorio della futura amministrazione regionale
al fine di garantire ai cittadini un elemento di certa valutazione degli impatti ambientali complessivi degli
impianti industriali e al contempo fornire agli imprenditori e alle società che operano sul territorio uno
sportello che sia in grado di dare notizie, informazioni ed esperire le autorizzazioni nei tempi previsti
dalla legge con un processo chiaro, trasparente e rigoroso.
2. Bio-monitoraggio
È previsto un bio-monitoraggio delle matrici umane e alimentari, compreso quello del latte materno
[2] effettuato secondo i criteri OMS, in tutto il territorio Regionale e specialmente in aree come
quelle del Venafrano in cui sono presenti riconosciute fonti inquinanti come inceneritori, impianti
industriali, coltivazioni agricole di tipo intensivo?
Individueremo, di concerto con le autorità sanitarie, l’Arpa Molise e la facoltà di medicina, un
progetto pilota per il biomonitoraggio delle matrici umane ed alimentari per capire e
conoscere meglio l’impatto di taluni tipi di impianti sull’organismo umano. L’area di Venafro
e quella di Termoli sono sicuramente aree eleggibili per tali tipi di progetti di ricerca che
possono anche inserirsi e migliorare progetti già in atto.
Questa attività puntuale di monitoraggio deve diventare, per taluni tipi di impianti, una prescrizione che
rientri nell’Autorizzazione Integrata Ambientale come già avvenuto, per esempio, per l’inceneritore dei
rifiuti urbani di Modena che ha visto protagonisti oltre 160 soggetti esposti e non , residenti nell’area
limitrofa all’impianto con la ricerca di analizzati metalli, Ipa e derivati del benzene nel sangue e nelle
urine con metodologie di indagine innovative. 3. Stato di salute della popolazione in relazione alle malattie ambientali
È previsto un sistema di monitoraggio affinché siano conosciute in termini di incidenza, prevalenza
e mortalità le malattie correlate all’inquinamento ambientale nella popolazione e soprattutto nei
bambini, anche mediante l’istituzione di RePP, Registri di Popolazione Pediatrici?
Entro l’anno avvieremo un Osservatorio epidemiologico per le patologie tumorali, cardiovascolari e
traumatologiche con registri consultabili on line e in tempo reale. Con la collaborazione del sistema
sanitario regionale in questa attività di studio e di analisi si cercherà di privilegiare l’osservazione dei dati
relativi alla popolazione pediatrica, per la loro particolare significatività nell’individuazione di patologie
correlate ai fattori ambientali.
Daremo anche il via, una volta che il quadro delle patologie sarà definito, ad un Piano straordinario di
prevenzione, diversificato su base territoriale e anagrafica, con il coinvolgimento delle scuole e dei
cittadini organizzati in associazioni e comitati.
Sulla base dei dati che emergeranno da questa attività di monitoraggio sarà più facile
orientare l’attività di monitoraggio a tutto tondo. Il tema dell’inquinamento dell’aria e
dell’acqua và però affrontato con una politica seria che non guardi al solo comparto
industriale ma affronti in maniera complessiva la problematica analizzando anche le
opportunità di migliorare il traffico nelle arterie ad alta percorrenza che attraversano i centri
urbani, individuare soluzioni a basso impatto per il riutilizzo dei reflui provenienti dalla
zootecnia intensiva (il “piano Nitrati” della regione Molise è in larga parte disatteso) , ridurre
e controllare dell’uso dei pesticidi sulle colture intensive, ribadire e puntare alla piena
funzionalità dei depuratori consortili e comunali che immettono nei principali corsi d’acqua
della Regione e continuare a garantire il controllo puntuale delle emissioni degli impianti
termici privati e soprattutto pubblici già in atto ed affidato per delega alle Province.
4. Rifiuti
Sono previsti piani con obiettivi misurabili per la riduzione dei rifiuti alla fonte, compresa la
pressione sulle ditte commerciali di preoccuparsi dell’intero ciclo di vita delle loro merci, inclusi
contenitori ed imballaggi, insieme a piani di gestione dei rifiuti sostenibili a lungo termine, che
prevedano il progressivo abbandono dell’incenerimento a vantaggio di pratiche come riuso,
recupero, riciclaggio e trattamento a freddo dei residui non riciclabili per andare ad una società del
riciclo totale? Il sistema dei rifiuti in Molise và profondamente rivisto con un SERIO piano Regionale dei
Rifiuti urbani che abbia come obiettivi
a) La minimizzazione dell’’impatto dei rifiuti a protezione della salute umana e
dell’ambiente
b) La conservazione delle risorse (il territorio)
c) La gestione dei rifiuti tale che né il conferimento in discarica né i trattamenti biologici
e termici né il riciclo stesso comportino problemi da risolvere per le future generazioni
d) Il raggiungimento dell’autosuffcienza regionale nella gestione degli Rifiuti Solidi
Urbani (RSU)
e) Il raggiungimento della sostenibilità economica del ciclo dei rifiuti.
Dai dati ISPRA la provincia di Campobasso si attesta su una media del 15.94% di raccolta
differenziata mentre la provincia di Isernia registra un pessimo 4.61%, segni evidente di una
mancata programmazione nella gestione degli RSU.
Occorre urgentemente invertire la rotta! Le attuali tre discariche che insistono sul territorio
(Tufo Colonico, Montagano e Guglionesi) saranno entro non meno di 10 anni sature se non
aumentiamo il livello di raccolta differenziata: questo scenario può essere evitato senza la
costruzione di nessun impianto ulteriore di trattamento termico (inceneritori) né tantomeno
di ulteriori discariche.
In una regione come il Molise dove il quantitativo procapite di rifiuto urbano è tra i più bassi
d’Italia per invertire la tendenza attuale occorre puntare con decisione ad un sistema di
raccolta differenziata ottimizzando per ambiti territoriali le metodologie (dal porta a porta
puro, al porta a porta misto con dotazione di campane) favorendo la costruzione di isole
ecologiche intercomunali per la messa in riserva temporanea di carta, plastica, vetro, RAEE
ed ingombranti in modo da ridurre i costi di gestione e di logistica per non impattare
direttamente sulle aliquote comunali della nuova Tares.
Portare in due anni l’intera regione al 35% di percentuale di raccolta differenziata a al 50%
in cinque anni è un impegno che ci sentiamo di prendere e che vogliamo sostenere con reali
politiche di sostegno alle amministrazioni comunali.
Esempi virtuosi quali il comune di San Martino in Pensilis, premiato più volte da
Legambiente come “Comune Riciclone”, dimostrano che questi risultati SONO possibili con
la collaborazione attiva della popolazione, con l’impegno di amministrazioni che pongono gli
obiettivi di sostenibilità e compatibilità ambientale ai primi posti della loro azione politica. 5. Reti wireless
È previsto il progressivo abbandono delle reti wireless a partire dalle scuole, e la contemporanea
promozione di reti via cavo in fibra ottica, che rappresentano ad oggi l’unica tecnologia per la
trasmissione di voci e dati efficiente e allo stesso tempo priva di controindicazioni per la salute?
Le infrastrutture immateriali sono fondamentali per lo sviluppo economico e culturale del
Molise e dei piccoli centri della nostra regione. L’obiettivo del centrosinistra è di offrire una
connessione a banda larga a tutti i 136 comuni, entro la fine della legislatura e senza eccezioni.
Connessioni stabili e sicure, basate sul cablaggio e non sui ponti wireless.
Parallelamente, cercheremo di ridurre la presenza e la potenza delle antenne attualmente
installate, avviando percorsi di concertazione con imprese, associazioni di cittadini e comuni,
per delocalizzare la loro presenza, allontanandole – ove possibile – dai centri abitati e dagli
edifici ‘sensibili’ come le scuole, gli ospedali e gli spazi verdi pubblici.
6. Agricoltura biologica
È previsto un reale incentivo all’agricoltura biologica non tanto come produzione “alternativa” o di
nicchia, quanto come obbligata strategia di conversione che ogni paese civile dovrebbe praticare,
perché economicamente e turisticamente vantaggiosa, sostenibile per i ridotti costi esterni e sanitari
ed in grado di sfamare le comunità creando nel contempo sviluppo economico locale, aggregazione,
senso della comunità e tutela del territorio, con particolare attenzione alla valorizzazione delle
piccole e piccolissime aziende locali?
Le piccole e piccolissime aziende sono il motore dell’economia locale. Uscire dalla logica dei
finanziamenti a pioggia, destinati a poche imprese amiche del potere, è uno dei punti
programmatici qualificanti della nostra azione politica.
Chiariamo subito che sosterremo – finanziariamente, attraverso sgravi fiscali o con la
realizzazioni di infrastrutture e servizi mirati – solo chi crea o trasforma contratti temporanei
in rapporti d’impiego stabili e di qualità.
Sottraendo risorse alla Casta, aiuteremo chi tenta di valorizzazione le peculiarità agroalimentari locali,
puntando sull’agricoltura biologica e combattendo la proliferazione di ogm e l’uso di fertilizzanti chimici.
Instaurando un rapporto più stretto tra Università del Molise e aziende agricole, creeremo posti di lavoro
e una filiera agricola di qualità a chilometro zero. Mediante un marchio unico e riconosciuto a livello europeo, promuoveremo i prodotti tipici, offrendo un canale informatico di promozione e vendita
coordinata tra tutti i produttori.
7. Fonti energetiche
È prevista la disincentivazione di impianti di incenerimento e combustione come fonti energetiche,
e quindi un reale incentivo all’uso delle energie veramente sostenibili e rinnovabili, che favoriscano
piccole aziende ed impianti locali, nell’ottica dell’autosufficienza energetica delle comunità, purché
non impattino negativamente sul territorio agro-forestale?
Il Molise non si dota di un Piano energetico dal 2006, eludendo il confronto su una questione
strategica per lo sviluppo e per la tutela dell’ambiente e della salute pubblica.
La riduzione delle emissioni di CO2 e l’uso delle fonti rinnovabili sono al centro da tempo
dell’azione programmatica della comunità europea tanto che la declinazione degli obiettivi
europei (20-20-20) si sono tradotti per l’Italia prima e per il Molise poi in un piano di aumento
della produzione di energia da fonte rinnovabile elettrica del 135% e di quella termica del
497% che dovrà essere realizzato a partire dal 2011 ed entro il 2020. Di fronte a tali obiettivi
la Regione è rimasta ferma rinviando decisioni che possono portare al commissariamento
dell’ente sul tema energetico, lasciando allo stato centrale il potere decisionale in merito a
strategie e modalità di attuazione.
Gli obiettivi possono essere colti solo con una forte campagna di sostegno e di supporto alle
azioni che comportino un risparmio di energia, termica ed elettrica, coinvolgendo settori
strategici ad oggi lasciati da soli quali l’edilizia residenziale, l’edilizia scolastica, i sistemi di
trasporto e pompaggio delle acque, gli impianti termici dei centri sportivi pubblici e privati, i
sistemi di produzione di acqua calda sanitaria da fonte solare.
Relativamente alle rinnovabili la strada tracciata dalla normativa nazionale è chiara: impianti
di piccole dimensioni e compatibili con il contesto territoriale per tecnologia e coinvolgimento
degli stakeholders. Questa strada và ribadita a livello regionale con l’impegno a rendere gli
iter autorizzativi trasparenti e facilmente monitorabili, anche on line, da tutti i soggetti
preposti al rilascio di pareri e nulla osta, ma anche dai semplici cittadini per conoscere quali
sono gli impianti in corso di autorizzazione nella propria area.
Allo stesso tempo le fonti rinnovabili devono riportare al territorio anche aumento delle
professionalità e di occasioni di lavoro: tra il 2000 e il 2012 in EUROPA si è passati da 2,5 a 4 milioni di occupati nei settori green (fonte Ecorys) ed è l’unico settore che in Italia ha
generato nuove occupazioni, nuove professionalità e benefici complessivi in termini
ambientali: se alcuni ritengono che il Molise debba rimanere fuori da questo sviluppo, io la
penso diversamente
8. Edilizia
È previsto un reale incentivo alle tecniche sostenibili di bio-architettura che aumentino l’efficienza
energetica degli edifici, promuovendo l’uso di materiali locali ecologici, salubri e non inquinanti?
Il Molise non ha recepito nessuna delle direttive europee, poi tradotte in decreti legislativi dallo stato
centrale, in materia di politiche per il miglioramento dell’efficientamento degli involucri edilizi. Il recente
Piano Casa è stato sul tema l’ennesima occasione mancata per porre elementi di premialità.
La promozione di una NUOVA normativa sulla certificazione energetica degli edifici che ripercorra il solco
già individuato da quella europea e nazionale che agevoli lo sviluppo di una filiera delle professionalità
tecniche sia progettuali che per la realizzazione degli interventi di efficientamento energetico è una
assoluta priorità di intervento. Avere un albo di professionisti accreditati mediante un sistema regionale
riconosciuto e trasparente consentirebbe di supportare ancora meglio e in maniera virtuosa le politiche
orientate al riuso e alla ristrutturazione di immobili esistenti, tipici dei nostri centri storici ormai
abbandonati, che invece consentirebbero di evitare di aggiungere nuove aliquote di consumo del
territorio, valorizzando i tessuti urbani di pregio che sono presenti nella nostra regione.
Il comune capoluogo deve dotarsi di un allegato “energia” al proprio piano regolatore in grado di dare
nuova linfa al tema delle ristrutturazioni di qualità che comportino un aumento significativo della classe
energetica di appartenenza. La regione Molise dovrà farsi carico di tracciare il percorso necessario a
questo tipo di programmazione del territorio anche e soprattutto per avere un impatto sull’ammontare
delle emissioni equivalenti di Co2 dovute all’uso dell’energia termica per il riscaldamento che incide in
maniera significativa nel bilancio ambientale complessivo dei centri urbani. Misure e modalità di
intervento che dovranno trovare riferimenti chiari in una legge urbanistica regionale.
9. Legge per un marchio “dioxin-free”
È d’accordo sull’elaborazione di una legge [3] per la certificazione dei prodotti alimentari
“dioxinfree”? Come già anticipato, stiamo pensando ad etichette informative sui prodotti alimentari che
rechino una serie di informazioni relative al luogo e alle modalità di allevamento o
coltivazione, senza dimenticare di indicare i livelli di inquinamento di aria, acqua e suolo
rilevati al momento della produzione. Ci pare una soluzione più trasparente del semplice logo
Dioxin free, in linea con le scelte consapevoli di acquisto che intendiamo incentivare. Siamo
comunque favorevoli ad ogni strumento atto a difendere consumatori e cittadini da alimenti
nocivi.
10. Sanzioni per chi inquina
Sono previste reali multe per chi inquina, compresi disincentivi di tipo fiscale per le aziende grandi
o piccole che si rifiutano di adottare le necessarie misure di controllo e contenimento delle sostanze
inquinanti nei loro processi produttivi?
La progressiva diminuzione delle immissioni inquinanti è un obiettivo prioritario del
centrosinistra, per conseguire il quale è necessario l’impegno congiunto del pubblico e dei
privati. Ci troviamo al cospetto di un imperativo etico, in relazione al quale occorre
intervenire con una logica severa e senza sconti relativamente al rispetto dei limiti imposti
dagli strumenti normativi vigenti e ribaditi nelle autorizzazioni emesse dagli enti preposti.
Chi non si adegua agli standard, sempre più restrittivi e limitanti, relativi alle emissioni in
atmosfera e agli impatti ambientali in generale, non troverà sponda nella futura
amministrazione né tantomeno disponibilità a compromessi.
Le misure di controllo e di contenimento vanno condivise, nel pieno rispetto dei ruoli e delle
responsabilità e attraverso gli strumenti previsti come le conferenze dei servizi, durante l’iter
autorizzativo avendo ben fermi i riferimenti dei più importanti istituti internazionali che
lavorano su questi temi e implementando anche nella nostra regione le migliori pratiche
specifiche di settore, più spesso note come BREF, che vengono richiamate a livello europeo e
internazionale.

[/accordion]
[accordion state=”closed” color=”gray” title=”Risposta di Antonio Martone” tag=”h3″ ]

da: ilariamartone@libero.it <ilariamartone@libero.it>
a: info@mammesaluteambiente.it
data: 11 febbraio 2013 15:29
Caro comitato,
invio in allegato la lettera del candidato alle regionali Antonio Martone, il
quale, dopo aver letto le 10 domande provocatorie mosse nei confronti dei
candidati presidenti, dà sue risposte. La lotta contro l’inquinamento è al
centro della nostra linea di azione a maggior ragione per la personale
esperienza vissuta dalla nostra famiglia. Come sindacato sono anni che ci
occupiamo, facendo volontariato, del benessere dei cittadini.
Spero di poter trovare spazio sul vostro sito come vostro promotore e
sostenitore.
A presto.
Contenuto allegato “Gentilissimo Comitato.ok.docx”:
Gentilissimo Comitato “Le Mamme per la salute”,
nel leggere le dieci domande indirizzate ai Candidati Presidenti della Regione Molise, mi viene
spontaneo complimentarmi con Voi per aver saputo sintetizzare al meglio la problematica
ambientale. In effetti, le domande sono ineludibili e tradiscono i timori e la magnitudo della
questione che da anni è piaga del nostro territorio e non solo. L’intero contesto nazionale, infatti, è
tirato in ballo; spesso attorno allo smaltimento dei rifiuti, nello specifico, ruotano milionari
“Business” che mettono la salute all’ultimo posto nella scala delle priorità. L’Italia è piena di
territori insalubri e il Venafrano, ahimè, non ne è esente.
Questa mia missiva, pur essendo candidato alle Regionali, in qualità di Consigliere, non vuole essere
un approccio elettoralistico! Piuttosto, vuole rappresentare l’occasione per ringraziare la Vostra
Associazione per il lavoro svolto a sostegno della salute dei nostri figli e del nostro Molise. Siamo
pienamente concordi sul fatto che debba essere istituito il Registro dei tumori, che occorra
attenzione ai campanelli d’allarme (monitoraggio del latte materno per testare i quantitativi di
diossina), che debba essere accessibile ed evidente a tutti, la percentuale di popolazione (anche
pediatrica) che ha sviluppato patologie strettamente connesse all’inquinamento. Occorre munirsi di
un’equipe di medici, ingegneri, chimici, biologi! Dobbiamo ratificare le Convenzioni che
salvaguardano la salute ed incoraggiare iter giuridici di pari indirizzo! I candidati saranno chiamati
a rappresentare la regione con grandi, enormi responsabilità! Non solo verso gli elettori, ma
soprattutto verso le proprie coscienze e i propri discendenti. Come cittadino e come sindacato, ho
sempre manifestato la mia vicinanza alle Vostre iniziative! L’aver toccato con mano, da vicino, le
conseguenze nefaste dell’inalazione di sostanze inquinanti, mi spinge a confidare nella vostra fiducia e nell’appoggio da parte dei vostri associati su chi, in tempi non sospetti, si è posto al
servizio della tutela ambientale. Conosco benissimo le difficoltà del caso! Essendo a contatto
diretto con i lavoratori, ho compreso che parlare di eco-sostenibilità, spinge taluno a sentir
aggredita la propria mensilità salariale. Ed è per questo che dobbiamo incoraggiare una politica di
progresso ecologico! Le alternative ci sono! L’aver operato in un ambiente chimico per oltre trenta
anni, l’attività sindacale e l’essere stato responsabile della sicurezza e dell’ambiente di lavoro, mi
ha reso note le difficoltà e le possibili soluzioni per la nostra regione. In virtù di ciò, Vi stimo e Vi
invito a non mollare mai!Il problema va affrontato alla radice! Dobbiamo inculcare nei cittadini, sin
da bambini, durante il periodo scolastico, la necessità di scegliere programmi eco-sostenibili!
Dobbiamo rendere agevole agli imprenditori poter optare per il minor impatto ambientale.
Il mio impegno sul territorio è sempre al vostro fianco!
Sono soddisfatto, come sindacalista, per aver spinto al raggiungimento, nell’ambiente in cui opero,
di importanti traguardiper quanto concerne il rispetto delle leggi, gli investimenti per fontienergetiche alternative e la sensibilizzazione dei lavoratori in materia di “Rifiuti – Inquinamento –
Ambiente – Malattie Ambientali”.
Il Vostro impegno quotidiano ed il Vostro stimolare le istituzioni, su argomenti scottanti, è
l’emblema del coraggio e del Volontariato per la Salute del Cittadino.
Grazie, per quanto fate!
Antonio Martone

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[accordion state=”closed” color=”gray” title=”Risposta di Massimiliano Scarabeo” tag=”h3″ ]

da: massimiliano scarabeo <massimilianoscarabeo@libero.it>
a: info@mammesaluteambiente.it
data: 19 febbraio 2013 16:33
oggetto: mammesaluteambiente: domande ai candidati alle elezioni regionali sull’ambiente
Spett.le Comitato Mamme per la salute,
pur non essendo uno dei candidati alla carica di governatore alle imminenti elezioni regionali in Molise,
voglio ugualmente fornire le mie considerazioni in merito alle domande che codesto Comitato ha rivolto a
chi sarà chiamato a guidare questa regione.
Premesso che ritengo indispensabile coniugare l’ambiente e la salvaguardia della salute dei cittadini con la
crescita del territorio in cui essi vivono, non posso non trovarmi d’accordo con la vostra richiesta
d’impegno. Il Molise ha ancora molte possibilità di limitare i danni prodotti da decenni di disattenzione
verso le problematiche ambientali, la fretta di trasformare un territorio a vocazione agricola in uno
industriale, ha fatto dimenticare di contrapporre ai disagi causati da tale scelta, tutti gli accorgimenti in
difesa della nostra salute. La crisi economica mondiale, tra l’altro, ha acuito i problemi legati alla
salvaguardia dell’ambiente, pertanto diventa sempre più difficile investire risorse in tal senso, ma per
quanto riguarda il Molise, la situazione deve essere affrontata diversamente. Proprio grazie alla corografia,
alla morfologia del territorio, tante delle risorse ambientali possono essere sfruttate anche a scopi
occupazionali, quindi economici, attraverso la bonifica degli ambienti eventualmente contaminati, la
prevenzione e la lotta all’inquinamento. Parto dal presupposto che se è vero come è vero che chi è
chiamato a governare un Paese, una Regione, deve cominciare dal presente, non può, la sua azione politica
ed amministrativa, tralasciare ciò che è stato il passato e ciò che potrà essere il futuro. E la tutela della
salute, passa proprio attraverso una efficace difesa dell’ambiente in cui viviamo. I rifiuti, in particolar modo,
dalla loro produzione al loro smaltimento: giuste le vostre osservazioni sulla loro riduzione alla fonte. Penso
per esempio ad un progetto regionale che attraverso modelli comportamentali, sensibilizzi i cittadini su un
problema così importante, predisponendoli a scegliere di ridurre i rifiuti alla fonte, tramite semplici scelte
quotidiane. Investimenti specifici in favore dei Comuni che sono il luogo in cui le attività si concretizzano
insieme ai diversi operatori economici, strutture pubbliche ed enti privati per rendere possibile lo sviluppo
di un progetto reale di riduzione che coinvolga direttamente i cittadini. Ma anche investimenti immediati in
relazione alla raccolta differenziata dei rifiuti, e al loro monitoraggio fino al definitivo smaltimento.
Così come occorre affrontare la disciplina degli impianti che emettono onde elettromagnetiche di cui alla
legge regionale n. 20 del 2006, il cui ritardo nella corretta applicazione, appare ingiustificato e dannoso.
Soprattutto se si pensa che proprio la tecnologia di cui spesso abusiamo, è destinata a far crescere il
numero di impianti di telefonia mobile, nel nostro Paese, in maniera esponenziale, rispetto a quanto è stato
fatto finora. Per questo c’è bisogno di verifiche preventive serie e accurate: ad esempio, imporre che le
aree da destinare alla collocazione di questi impianti, devono essere previste dai piani regolatori Comunali
e attraverso un percorso autorizzativo specifico che impone anche il parere vincolante della popolazione
interessata. In una forma di democrazia che sancisca, nel rispetto delle leggi dello Stato, la volontà vera di
quello che si vuole fare del proprio ambiente e conseguentemente della propria salute.
La politica industriale nella nostra regione ha fallito gli obiettivi, lasciando inalterati quelli legati allo
sviluppo del territorio che ci pongono ai margini delle classifiche nazionali in tema di vivibilità, sicurezza e
salute. Siamo giunti al punto in cui possiamo accertare che talune scelte si sono rivelate disastrose per
l’intera area della Piana di Venafro, dove il punto di equilibrio, industria-territorio si è rotto con
conseguenze dirompenti, sia per l’economia locale che per i luoghi in cui viviamo. Forse non è giusto assumere posizioni che non siano suffragate da proposte e valutazioni fuori da un confronto serio e fattivo,
così come non mi piace che, in alcune scelte, non si tenga conto prima di tutto della salute dei cittadini.
Salvare il salvabile però si può, favorendo l’agricoltura per sposarla con le bellezze naturalistiche di questa
regione, quelle storiche, architettoniche, paesaggistiche, che possono rappresentare l’eccellenza del
circuito turistico dell’Italia, e per noi una interessante occasione per sviluppare il tessuto economico
regionale attraverso lo sfruttamento di queste risorse. Investimenti mirati e progetti fattibili a cui prestare
attenzione, per esempio fattorie didattiche, aziende agricole a chilometro zero, aree didattiche protette.
Il programma regionale legato alle fonti energetiche sostenibili e rinnovabili e alla bio-edilizia, deve
necessariamente essere potenziato in quanto, esso, rappresenta oltre una lotta all’inquinamento anche una
formidabile occasione per creare nuova occupazione. Concludo queste mie riflessioni su un tema così
importante, sottolineando che alla base di ogni discorso legato alla salvaguardia dell’ambiente e alla tutela
del territorio deve esserci una vera e propria cultura ambientalista. Una educazione alla difesa della nostra
salute e del mondo in cui viviamo che deve cominciare dalla scuola, dove certi argomenti dovrebbero
diventare materia di studio. Le mie risposte alle altre vostre domande specifiche, proprio per tutto quanto
ho premesso, non possono non trovare la massima attenzione, prima di tutto come cittadino, poi come
uomo che fa politica. Ringrazio quindi codesto Comitato per lo spazio che mi ha offerto in questo
costruttivo confronto, convinto che solo un’azione forte e costante potrà restituire i giusti e sperati risultati
che tutti auspichiamo.
Massimiliano Scarabeo – candidato Partito Democratico al Consiglio Regionale del Molise

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