Risolto il ” caso” del bambino senza mensa, l’Amministrazione interviene e scrive al preside del ” Testa”.

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VENAFRO. Chiarimenti dopo la tempesta. Lo scoop di Primo Piano sul caso del bambino, che mangiava solo soletto il panino mentre i suoi compagni frequentavano la mensa scolastica, ha fatto scalpore. Il vicesindaco Alfredo Ricci stamattina scrive al dirigente scolastico della Direzione “ Don Giulio Testa” una lettera avente ad oggetto ” Servizio mensa, situazioni di grave disagio”. Così chiarisce ogni questione:<Faccio seguito al colloquio telefonico intercorso, per rappresentare quanto segue. Nei giorni scorsi si è appreso dalla stampa locale che presso la Scuola Primaria dell’Istituto in indirizzo vi sarebbe un bambino che non può usufruire della mensa scolastica per difficoltà socio-economiche della sua famiglia e che, pertanto, durante l’orario di refezione, consumerebbe il pasto portato da casa (un panino) fuori dalla classe. Da informazioni raccolte per le vie brevi la vicenda, purtroppo, è stata sostanzialmente confermata (e parrebbe che si trascinerebbe da un paio di anni). Peraltro, da un esame della documentazione agli atti del Comune è emerso che nel corrente anno scolastico i genitori del bambino in questione non hanno domandato di usufruire del servizio mensa e che non sono pervenute al Comune né richieste né segnalazioni (neanche informali) di difficoltà socio-economiche nell’accesso del bambino alla mensa scolastica. Infatti, la Giunta Comunale, nello stabilire le tariffe del servizio mensa con delibera n. 61 del 3.10.2013, ha per tempo previsto condizioni agevolate per i casi di disagio socio-economico, di cui, tuttavia, il Comune deve essere in qualche modo informato onde potere intervenire (come, d’altronde, già accaduto nelle scorse settimane, senza, giustamente, alcun clamore mediatico). Diversamente, le notizie – anche sconcertanti come quella in questione – vengono apprese soltanto dalla stampa locale. In ogni caso, questa Amministrazione ritiene che la vicenda sia inaccettabile su un piano morale prima ancora che amministrativo (come emerge anche dal clamore che, giustamente, la notizia diffusa dalla stampa ha avuto presso la cittadinanza), per cui, non appena verificata la veridicità della notizia, si è subito data disposizione affinché il bambino possa essere ammesso immediatamente – fin da oggi – alla refezione scolastica. In tal senso, visto che i genitori del bambino in questione non hanno richiesto al Comune di potere usufruire del servizio mensa, la S.V. vorrà informarli dell’assoluta disponibilità da parte del Comune, affinché possano serenamente decidere se usufruirne o meno. Con l’occasione Le preannuncio che proprio nei giorni scorsi, sulla base dei dati emersi dopo il primo mese di funzionamento della mensa scolastica, questa Amministrazione ha avviato un ulteriore approfondimento dei benefici per l’accesso al servizio nei casi di disagio socio-economico, per i quali già con delibera di Giunta Comunale n. 61/2013 si era prevista una tariffa agevolata di 1,50 €/pasto. Al riguardo, sarà cura del Comune comunicarLe le relative determinazioni, non appena formalizzate, affinché possano essere portate a conoscenza di tutti i genitori. Vi è, però, da evidenziare che, per quanto il Comune possa prevedere un regime di favore nell’accesso al servizio di refezione scolastica da parte dei bambini che vivono con le loro famiglie in condizioni di disagio socio-economico, per evitare il ripetersi di inaccettabili situazioni è indispensabile la collaborazione di tutti i soggetti coinvolti. Occorre che i genitori che intendano usufruire del servizio mensa e che, tuttavia, si trovino impossibilitati a pagare i buoni-mensa, facciano richiesta al Comune di ammissione al regime agevolato per il disagio socio-economico; ed è, altresì, necessario e comunque auspicabile che, in ogni caso, la Scuola, appena venutane a conoscenza, informi il Comune dell’esistenza di situazioni anomale e moralmente non condivisibili di famiglie in difficoltà. D’altronde, proprio grazie a questa collaborazione nella trasmissione delle informazioni da parte di genitori e Scuola in genere e nell’approntamento di soluzioni rapide ed efficaci da parte del Comune, nelle settimane scorse si sono potute fronteggiare, giustamente senza clamore mediatico, diverse situazioni particolari che hanno consentito di salvaguardare la dignità dei bambini. Per questo auspico che, in futuro, ove mai dovessero verificarsi ulteriori situazioni come quella innanzi richiamata, il Comune possa essere tempestivamente informato da chiunque ne venga a conoscenza, onde potersi attivare, se del caso anche attraverso i servizi sociali, per un intervento immediato ed efficace. Infatti, sono persuaso che la collaborazione di tutti costituisca la maniera migliore per tutelare, adeguatamente e come dovuto, i diritti dei bambini. Ringraziando, porgo cordiali saluti>.

fonte molise24

 

There are 18 comments

  1. Niente sacciu |

    Ops, il comune non lo sapeva? Il Preside amico di ricci, la ditta amici suoi…….. Non lo sapevaaaaaaa! Ma chi volete prendere in giro.

  2. Se i genitori non hanno chiesto niente perchè avrebbero dovuto saperlo?
    Se non chiedere le agevolazioni e agire in un certo modo fosse una scelta dei genitori?
    Se io ho un problema e non lo segnalo il problema rimane solo mio e su questo non ci piove.
    Io al posto dei genitori di questo bambino mi incazzerei non poco perchè qualche giornalista da strapazzo ha voluto sollevare un polverone tirando in mezzo le difficoltà della famiglia. Ma qualcuno si è chiesto perchè altri genitori di altri bambini hanno segnalato la loro situazione e perchè questi genitori no? Qualcuno si è chiesto questo?
    Comunque io sono amico di un sacco di gente ma i loro problemi di lavoro (perchè alla fine per il direttore di questo si tratta) non li so assolutamente. Ma ti immagini? “ciao caro, come stai?” “bene sai ma nella mia scuola c’è un bambino che non ha i buoni pasto….” ma fatemi il piacere. Se ci sono delle procedure vanno rispettate sennò ognuno può fare quello che vuole. Se i genitori dovevano fare la richiesta dovevano fare la richiesta e punto! Chi vuole fare solidarietà invece di buttare fango sugli altri e fare clamore si mettesse le mani in saccoccia. Perciò sollevare il polverone ed umiliare una famiglia e un bambino non è stata solidarietà ma un atto vergognoso….

  3. No, non lo sapeva, perché la famiglia, pur essendo stata informata della possibilità di ricevere aiuto dal comune, non ha fatto alcuna segnalazione o richiesta, come invece hanno fatto altri. Prima di accusare e sputare sentenze sarebbe meglio approfondire la conoscenza dei fatti e delle persone coinvolte in essi! Poi se in ogni vicenda si vuole a tutti i costi cercare del marcio semplicemente per antipatia verso alcune persone….

  4. DrakunoW

    Ascoltate le parti, mi permetto di pensare che le maestre potevano anticipare e poii parlare lunedì con ricci, ma qualcuno questo giornalista l’ha chiamato o no?
    Cmq s’è fatto un casino spaventoso, un bordello immenso, perchè un bambino trattato così fa male al cuore .

    Speriamo non accada più e andiamo avanti.

  5. che non accada mai più |

    Non per strumentalizzare il vergognoso episodio, ma il preside ha dichiarato che più volte aveva avvisato il Sindaco, la sig.ra Alessandra Amoroso che lavora presso la mensa, pubblicamente sulla propria pagina di FB, ha scritto che più volte avrebbe sollecitato la questione incresciosa parlando direttamente con il Sindaco………. uno di questi personaggi mente sapendo di mentire…..stendiamo un velo pietoso. Saluti

  6. per assurdo ..i genitori avrebbero anche potuto tra le altre anche aver avuto intenzione di non fargli usufruire il servizio mensa..o immaginate scende del tipo il bambino messo alla porta sotto l’acqua con un tozzo di pane? Io non ci troverei niente di male se mio figlio per mia libera scelta perché magari preferirei fargli mangiare altro..mangiasse del cibo preparatogli da me..forse semplicemente nessuno della scuola ha segnalato perché in fin dei conti al bambino non è che mancava il cibo ma lo aveva con modalità diverse..e chi e’ talmente al di sopra di tutti da doversi permettere di sindacare le scelte di un genitore ?!e poi la situazione si protrae da qualche anno ..come mai solo ora ha fatto clamore??forse anche prima gli stessi che stanno accusando ..avranno fatto le stesse valutazioni

  7. non è detto che a mentire sia il sindaco……… (e di quale sindaco stiamo parlando? Più volte? Siete sicuri? Quando è partito il servizio mensa? Un mese e mezzo fa? Più volte? siete proprio sicuri?)

  8. x Massimo, Gilda e Paolo
    credo abbiate centrato il problema
    1) I genitori non hanno chiesto nessuna agevolazione e magari non la vogliono nemmeno!
    2) il bambino non è stato iscritto alla mensa e perciò nessuno può sindacare perchè I genitori abbiamo ritenuto giusto farlo (ivi comprese istituizioni e terzi). Oltretutto, si dice nella lettera, anche l’anno scolastico scorso.
    3) potrebbe essere una libera scelta dei genitori e non una necessità – per tanti motivi.
    Aggiungo:
    mi risulta che le volte che ci sono stati ritardi nel pagare le rette, oggi come pure nel passato, tutti i bimbi iscritti alla mensa hanno sempre mangiato.
    Spiace che la ns. città venga paragonata a quella del Nord (sindaco leghista) dove è veramente accaduto quello che si vuol fa credere sia accaduto qui.
    Io, per esempio, che frequento quella scuola tutti i giorni (e mia figlia usufruisce del servizio mensa) non ho mai sentito parlare di questo episodio…
    I giornalisti, a volte, farebbero meglio a scrivere ci cose più gravi o quantomeno ad informarsi meglio, perchè se di libera scelta si tratta, ora si che hanno messo in imbarazzo la famiglia e il bambino.

  9. Ma ditemi una cosa: chi di voi che ha frequentato scuole elementari e medie qui a venafro, non aveva in classe qualche compagno con disagi economici? il problema è che gli insegnanti di oggi, come del resto tutta la società, hanno smarrito quel senso di solidarietà che avevano i nostri insegnanti (ho frequentato le scuole elementari e medie tra il il 1981 e il 1989). Ricordo il maestro PINELLI, grande uomo, che ci comprava quaderni e quadernoni con i propri soldi. Oggi invece ci piace fare le cose in maniera eclatante. Ma le maestre non potevano dire alla famiglia del bambino che bastava fare una domandina al comune per usufruire dello sconto sui buoni mensa? Dopo di che con 250 € il bambino mangiava tutto l’anno. Tra insegnanti, preside, impiegati d’ufficio e bidelle, con 5/10 € a persona avevano risolto il problema. Ma forse era troppo semplice….

  10. Io ho una bimba che frequenta la materna al “camelot ” e posso affermare che se non si consegna il buono per il pasto quando si entra al mattino in aula, non si ha diritto alla mensa.
    Questa è una direttiva che mi è stata comunicata direttamente dalla marestra.
    L’iscrizione non viene fatta per la mensa, ma bensì per il tempo prolungato, dove in automatico dovresti usufruire della mensa, sempre se acquisti i buoni pasto presso la banca di ancona.
    Comunque penso che la cosa più vergognosa sia aver fatto consumare il pasto (panino, ecc.) al bambino, fuori dalla propria classe emarginandolo dai compagni.

  11. Le cose che più fanno inorridire di questa faccenda sono l’atteggiamento di quella sottospecie di preside e la carenza di umanità delle donne che gestiscono la mensa. Alla fine non penso costi poi tanto aggiungere un piatto di pasta.

  12. Caro Since 77 è vero che c’è una direttiva ma debbo smentirti sul fatto che se non si consegna il buono non si mangia. E’ capitato a me, e più di una volta, di dimenticare il buono e mia figlia ha mangiato regolarmente. Il giorno dopo ho semplicemente consegnato due buoni.
    Ti confermo pure che, nel passato, anche qualche altro genitore, il cui figlio frequentava il tempo pieno o prolungato che dir si voglia, non ha usufruito della mensa, preferendo far mangiare al proprio figlio altri prodotti fatti in casa. Vero è altrettanto che mangiava negli stessi locali.
    Mi spiace veramente (credimi) se a qualche bimbo sia stato negano il pranzo per una dimenticanza di buoni ma io non posso affermare che ciò sia accaduto.
    Quello che posso affermare è che la scuola ha consegnato a tutti gli alunni un avviso ove è precisato che, chi lo desiderasse e si trovasse in condizioni di disagio, può rivolgersi al comune per le opportune soluzioni del caso.
    Quello che mi più da fastidio, bambino a parte, è il risalto alla presunta generosità di persone non di Venafro che si sono offerte per pagare i buoni mensa a questo bambino.
    Come a dire: a Venafro se ne fottono tutti ci pensiamo noi. Hanno fatto apparire la gente di Venafro quella che nella realtà non è.
    La differenza è che più di qualcuno si è offerto (lo so per certo) solo che lo ha fatto in silenzio e senza clamori.

  13. PAOLO… spero solo che la tua mortadella sugli occhi sia di buona qualità….. o al contrario sei pagato per non vederci… e difendere a spada tratta l’indifendibile Ma credi ancora alle fiabe.. Forse, visto che nessuno è infallibile, un pizzico di umiltà certe volte non guasta… poteva succedere a a tutti.. e posso assicurarti che il Sindaco e il vicesindaco sapevano già da tempo di questo increscioso fatto, da quando la nuova ditta di somministrazione dei pasti aveva cambiato le regole della mensa..

  14. Rossella questo tuo commento mi meraviglia molto. Per quello che ho potuto leggere nel passato, i tuoi commenti seppur pungenti, non sono mai stati offensivi.
    Preciso che non ho interessi e amicizia ne con il Preside ne con le signore che gestiscono la mensa ma tacciarle come persone insensibili mi sembre troppo.
    Dovresti e dovremmo conoscere meglio i fatti prima di giudicare qualcuno.
    Ma indipendentemente da quanto sopra, mi ripeto: è una situazione – da quanto si dice – che si protrae da mesi (credo 2 anni addirittura- spero di non sbagliare) e perciò, se così fosse, appare strano che sia venuta alla luce solo adesso. In una comunità come la nostra si sarebbe saputo subito.
    Ma se ancora così fosse, il Preside e le signore della mensa sarebbero responsabili come lo siamo tu, io e gli altri (come comunità).
    Mi spiego meglio: se fosse completamente vero tutto, tu (impersonale) come cittadina, donna, etc. saresti disposta ad aiutare questo e/o altri bambini in condizioni simili? Quante persone di Venafro sappiamo essere in difficoltà e non le aiutiamo?
    Se vogliamo essere coerenti fino in fondo bisogna dire le cose come stanno e, io, mi sento “colpevole” come il preside e le signore della mensa per non aver saputo e potuto aiutare chi, nella nostra comunità, era in difficoltà.
    Scusami ma non vuole essere un attacco alla tua persona, che oltretutto non conosco, ma alla “gente” che, siamo anche noi.

  15. Allora mi chiedo non esistono le regole? Vorresti sostenere che i genitori avevano informato il comune? O che lo aveva fatto il preside? Se così non fosse nessun cittadino che non abbia un ruolo istituzionale nella scuola può andare sul comune e dire “ho visto un bambino mangiare il panino” perchè se nessuno che doveva segnalare ha fatto la segnalazione ufficialmente quella poteva essere una scelta dei genitori. O vuoi negare pure questo? Se io vedo un bambino che mangia un panino posso pure pensare che i genitori sono dei salutisti che preferiscono mettere le mani su quello che mangiano i loro figli. Che diritto ho io che non sono nessuno di andare a dire al comune o a chicchessia “ho visto questo bambino mangiare un panino”. I genitori sono stati sentiti tu che sei così ben informato? E che hanno detto? questo mi piacerebbe sapere……Nessuno ancora l’ha scritto. Non è questione di umanità è che nessuno può e deve sostituirsi ai genitori. nessuno ne ha diritto

  16. E’ un assoluto eufemismo definire insensibili sia il preside che le addette alla distribuzione dei pasti perchè sono stata eccessivamente ben educata nella mia considerazione. Io al posto loro, prestando fede al’unica certezza ritenendo che l’unica vittima di quest’assurda faccenda sia il bambino, avrei prima di tutto elargito un pasto al povero piccolo sventurato e poi agito di conseguenza interpellando sia il preside, sia il comune che i genitori. Alla fine l’unica cosa importante era solo salvaguardare la serenità del piccolo.

  17. Rossella, prima parte se esclusa, concordo con quanto dici, in linea teorica. In pratica nessuno, senza il consenso del genitore, può permettersi di “sostituirsi” allo stesso. Il fatto di far portare un panino al bambino, seppur spiacevole per il bambino, non autorizzava nessuno ad intervenire senza l’autorizzazione dei genitori, che si sarebbero potuti anche arrabbiare se qualcuno avesse dato un pasto diverso al loro figlio. Cosa diversa se si fosse trattato di un’ emergenza. Io invece, dopo la seconda volta, avrei immediatamente interpellato i genitori per sapere il motivo di quel panino e solo dopo avrei coinvolto comune, personale, etc.; qui si parla di settimane/mesi…). C’erano e ci sono tanti modi di aiutare questo e/o altri bambini. Molte volte (e parlo in generale e non assolutamente del caso specifico) sono proprio i genitori che ammoniscono docenti e/o personale della scuola anche per ragioni diciamo “ben meno gravi”. Come detto, frequento quella scuola e spesso senti e vedi cose proprio assurde. Non credo sia facile nemmeno per il personale scolastico avere a che fare con molte teste che hanno ognuna opinioni e comportamenti diversi. Si trovano nella condizione di sbagliare qualsiasi cosa si fa…
    Mi riesce molto difficile credere che persone adulte possano non dare un pasto a un bambino facendolo “guardare” mentre altri mangiano.
    A me piacerebbe conoscere meglio i fatti per capire chi effettivamente ha sbagliato di più….
    Ciao e buona domenica a te e a tutti

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