DAL PORTALE

Riceviamo e pubblichiamo:Il tribunale di Isernia, nella persona della dott.ssa Elena Quaranta, ha assolto ieri 21.4.15 l’architetto Franco Valente dall’accusa di diffamazione a mezzo stampa nei confronti del consigliere regionale Massimiliano Scarabeo con formula ampia, ossia perché il fatto non sussiste.

I fatti risalgono al 2008 quando l’ANAS intestò lo svincolo del viadotto presso Roccaravindola “Scarabeo”, senza alcuna apparente motivazione.

L’architetto Valente, sul suo blog pubblicò una lettera aperta al responsabile delle relazioni esterne dell’ANAS, dott. Scanni (recentemente messo sotto inchiesta giornalistica dalla trasmissione di Rai Tre “Report”), nella quale affermava che l’unico motivo plausibile di tale intitolazione era di natura propagandistica a favore del consigliere Massimiliano Scarabeo, che lì vicino aveva la sede della Elcom, società di famiglia, e che dietro questa intitolazione vi fosse “un maledetto imbroglio”. L’arch. Valente preannunciava che avrebbe chiesto alla procura della Repubblica di accertare se dietro l’intitolazione “si nascondo bustarelle o manovre immorali” (così nell’imputazione).

La reazione del consigliere Scarabeo non tardò ad arrivare: sporse denuncia e nel processo si è costituito parte civile chiedendo il risarcimento dei danni.

Il legale dell’architetto, suo figlio Mario Valente, ha dimostrato con un esperto di toponomastica che si trattava di una intitolazione fuori dagli schemi ordinari perché se il riferimento era davvero al “monte” la tabella doveva essere “Monte Scarabeo” e comunque non aveva senso perché tale rilievo (modestissimo, neanche segnalato sulle carte dell’I.G.M.) si trovava a 9 km di distanza. Ha poi provato che nella ditta che realizzò la variante, la Adanti, lavorava nel reparto amministrativo il sig. Pettorossi, ossia il fondatore del circolo “Venafrum” facente capo al consigliere Scarabeo, vale a dire un soggetto che faceva propaganda politica per lo Scarabeo.

Da qui la critica del Valente, che, seppur aspra, è stata ritenuta del tutto legittima, in ossequio al principio della libertà di espressione garantito dalla costituzione.

Questo il post pubblicato su facebook dall’arch. Valente dopo la lettura della sentenza:

Oggi sono stato processato per diffamazione.

Cinque anni fa Massimiliano Scarabeo mi querelò per diffamazione perché gli avevo rivolto parole pesanti a proposito dell’assurda intitolazione di un viadotto dell’ANAS che portava il suo nome in prossimità della sua azienda.
Qualche tempo dopo la querela mi aveva chiesto di cancellare gli articoli dal mio blog ed io, senza chiedere alcuna contropartita, da un paio di anni avevo cancellato ogni traccia delle mie esternazioni.

Mi aspettavo che ritirasse la querela.

Glielo ho anche chiesto personalmente qualche giorno fa e mi sono anche un po’ vergognato.

“Absit iniura verbis”, ma mi sono sentito mortificato come Galileo Galielei quando fu costretto ad abiurare.

Se avesse ritirato la querela avrei fatto una figura di merda…

Oggi si è tenuto il processo durante il quale Scarabeo non solo ha chiesto la mia condanna, ma anche il risarcimento economico.

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