Riceviamo e pubblichiamo: Lettera aperta all’Admin di Venafrano.org

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Gentilissimo Sig. Carnevale,

mi chiamo Emilio Forte, sono un dipendente dello stabilimento Colacem di Sesto Campano e mi onoro di rappresentare i miei colleghi lavoratori per il tramite di una delle maggiori organizzazioni sindacali nazionali.Le scrivo in merito all’articolo pubblicato sul “suo” portale il giorno 4 gennaio 2012, dal titolo: “polveri sottili, a Venafro scatta l’allarme inquinamento”, e ad alcuni commenti ad esso associati.

Premetto che questo mio scritto, non vuole rivestire ne un carattere polemico e ne tantomeno assumere il tono dello “scontro personale”.

Le rappresento, altresì, un mio personale disagio nel leggere notizie inesatte, che riescono solo ad alimentare un inspiegabile sentimento di rancore indiretto verso noi lavoratori di questo stabilimento.

Non ho intenzione di tessere le lodi o di intraprendere un accorata difesa di ufficio dell’azienda per la quale lavoro perché non è ne di mia competenza ne tantomeno ne ho la volontà, considerato anche il ruolo sindacale che spesso mi vede ad essa contrapposto, ma alcune riflessioni voglio invitaLa a compiere assieme a me, se lo ritiene, in quanto, per mia natura e formazione, perseguo il dialogo ed il confronto a tutti i costi.

È doveroso farLe presente, per iniziare, che i Suoi commenti sarcastici e trancianti (seppur legittimi) vanno meglio indirizzati.

Il “ridicoli, vi difendete da soli” non va attribuito a Colacem in quanto azienda, ma esclusivamente ad alcuni suoi dipendenti; tecnicamente (e sono certo che Lei capirà) i pc dello stabilimento di Sesto Campano sono agganciati ad un server aziendale che si trova fisicamente in Gubbio, presso la sede aziendale.

In considerazione di ciò, la Sua attribuzione dei commenti “difensivi” all’azienda (ma anche il commento di tale “DD” del 08/01/2013 ore 16:48), è stata assolutamente errata e frettolosa; e a me, profano dell’informatica, e seppur non conoscendoLa, dispiace doverglielo far notare, in quanto mi hanno riferito quanto Lei sia un esperto professionista del settore.

Venendo al sodo, il primo commento “difensivo” dell’utente “Pingo Pallo”, è da noi condiviso in pieno perché a far data dal 19 dicembre u.s. l’impianto di cottura dello stabilimento (volgarmente detto forno) è fermo esclusivamente a causa di mancanza di domanda sul mercato; per dirla più semplicemente e usando un termine abusato da tutti e buono per tutte le occasioni, è fermo “per colpa della crisi!”.

I successivi commenti in alcuni casi mi hanno fatto sorridere amaramente ed in altri mi avrebbero fatto arrabbiare se non avessi la capacità di capire che sono frutto di: ignoranza (in materia), di istigazione finalizzata alla strumentalizzazione e solo in maniera marginale frutto di autentiche perplessità.

Dal momento che, ovviamente, non tutti possono conoscere appieno il ciclo produttivo del cemento e la finalità produttiva di un impianto come quello nel quale presto la mia opera, mi sento di affermare che la perplessità della popolazione è condivisibile.

Ma pur essendo condivisibile, trovo comunque antipatico il classificare aprioristicamente e per partito preso, lo stabilimento e coloro che vi operano, come dei volgari inquinatori, degli untori, dei delinquenti; perché è questo che spesso traspare nei commenti postati sul suo portale.

Ciò è per noi lavoratori offensivo; e assommato ad articoli della stampa locale, che in modo equivoco, intenzionale e capzioso, hanno innescato, da una decina di anni ad oggi, una caccia al mostro contro questo impianto che ci fa sentire, davvero, una sorta di emarginati in casa nostra.

Credo che a mente fredda, debba essere evidente a tutti che i lavoratori della Colacem, a Sesto Campano, come in tutte le altre unità produttive del gruppo, siano uomini carne e ossa come Lei e come tutti gli abitanti della piana di Venafro.

È evidente a tutti a tutti, che gli uomini di cui sopra, vivono in questa porzione di territorio loro stessi e le loro famiglie, mogli, figli.

È evidente a tutti che nessun “normale” essere umano può essere così incosciente dal mettere al mondo una creatura con l’intenzione di condannarla a futuri incerti; ogn’uno di noi desidera per i propri figli e per se stesso il migliore dei destini.

Ciò detto, non è superfluo ricordare, alla nutrita opinione pubblica che segue il suo portale, che i “lavoratori” dello stabilimento Colacem di Sesto Campano, altro non sono che uomini, che cercano di fare il loro lavoro al meglio, nel rispetto della propria dignità, di quella delle proprie famiglie e delle comunità che li circondano.

Svilire la dignità di un lavoratore è ancora più grave che togliergli il mezzo di sostentamento.

Le assicuro che non è per niente gradevole, accompagnare i propri figli a scuola ed essere guardato male da una parte degli altri, genitori solo per il fatto di lavorare in Colacem; e si badi bene ho scritto “lavorare”.

Non è gratificante, passeggiare per strada essere additati come i responsabili di chissà quale crimine, solo per il fatto di lavorare in Colacem.

Non è soddisfacente uscire tutti i giorni di casa per assicurarsi una esistenza dignitosa e pensare che c’è gente (l’uomo della strada, il barista dal quale fai colazione, il vicino di casa) che intimamente ti maledice solo per il fatto di lavorare in Colacem.

Io voglio poter contribuire a sovvertire questo stato di cose, dialogando con chiunque, spiegando, rispondendo a domande, come oramai faccio da parecchi mesi.

Resto a disposizione di chiunque voglia sentire la voce di un lavoratore, come qualche Suo “lettore” ha giustamente reclamato dicendo: “se parlaste voi…”; noi siamo qui, noi siamo pronti a parlare di tutto con tutti perché non siamo delinquenti, non siamo untori, non siamo masse ignoranti che hanno relegato la propria coscienza in posizioni marginali.

Invito tutti a coltivare i propri legittimi dubbi, ma parimenti li invito a cavarseli confrontandosi lealmente, andando diritti alla fonte, senza intermediari, evitando di farsi continuare a strumentalizzare da coloro che vivono di questo e da questo stato di incertezze e paure ne traggono vantaggi: economici, politici e sociali.

Le nostre comunità, si apprestano a vivere un intenso momento di confronto politico, per le imminenti elezioni nazionali, regionali e comunali; in questo quadro incerto, appesantito dalla sempre più opprimente mancanza di reddito ci saranno sicuramente (come purtroppo leggo anche dal suo portale) degli approfittatori politici che imposteranno la propria campagna elettorale e quindi la scommessa sul proprio personale futuro, sulle paure più pressanti : salute, ambiente, generazioni future, ecc.

Il mio personale invito è quello di fare un salto in avanti e non lasciarsi intrappolare in questo schema, ma di reagire e toccare con le proprie mani, vedere con i propri occhi, quello che ci circonda.

Abbiamo tutti le capacità di capire e giudicare senza il bisogno che intermediari ci raccontino le loro verità.

Una ultima riflessione la voglio dedicare a coloro che gioiscono per il fatto che noi lavoratori di Sesto Campano stiamo subendo una riduzione di lavoro con la conseguente riduzione salariale.

Solidale con tutti i lavoratori delle altre aziende che ci hanno preceduto in questa sfortunata fase economica e sociale, noi in Colacem eravamo rimasti uno dei pochi gruppi di persone che ancora potevano disporre totalmente del loro reddito e contribuire direttamente al benessere dell’intera zona; dal 7 gennaio 2013 non è più così e le ricadute oltre ad essere personali, purtroppo contribuiranno ad affliggere le già disastrate condizioni sociali di tutta la piana di Venafro.

A lungo andare ce ne accorgeremo sempre di più e consapevole di non essere noi i nuovi eredi del barone Louis De Cartier De Marchienne, ma rispettoso delle sensibilità di tutto il mio prossimo, formulo il mio personale invito, a Lei, ai cittadini della piana, al comitato “Mamme per la salute” (a cui porto enorme rispetto), a conoscerci meglio ed a restarci vicini nella nostra lotta per la conservazione del posto di lavoro, nel rispetto di noi stessi e di tutti.

 

Sesto Campano, 09 gennaio 2013

 

Distinti saluti

Emilio Forte

There are 5 comments

  1. il posto di lavoro è importante,
    ma la morte e le malattie dei nostri figli sono la prima cosa ,
    chi inquina di più o di meno ,
    deve capire che deve “”””rispettare”””””” la vita di tutti
    e pagare più o di meno le spese in parole e soldi.

    il rispetto

  2. Partendo da un presupposto di base e cioè che ognuno cerca di tirare acqua al suo “mulino” ora poichè il signore ha inserito dentro la sua lettera anche il riferimento ad un mio commento, che evidentemente ha lasciato il suo segno, vado ad analizzare in sintesi quello che ha fatto scatenare tutto ciò… il suo collega di lavoro che si firma “Pingo Pallo” ha scritto una propria considerazione a margine di un articolo in cui non si tirava in ballo il cementificio e già questo fa capire come qualcuno voglia spostare il problema della salute giustamente sollevato e combattutto dall’associazione mamme della salute andando ad amplificare “la crisi” che sta attraversando il cementifcio colacem vista la mancanza di ordini e fin qui la cosa ci può stare. Nel susseguirsi di messaggi il portale fa notare che chi scrive usa pc aziendali che (chi utilizza dovrebbe sapere che sono collegati alla sede di Gubbio) però sono andati ad amplificare la cosa situazione ingigandendola dicendo che ora con la colacem ferma i livelli di pm10 non sono causa del cementificio. Poi sulle considerazioni che faccio nel mio messaggio, che è volutamente provocatorio, per ricordare a chi forse non lo sa ancora che in passato un’autorevole giornalista campana ci ha aperto la mente con diversi articoli che trattavano la situazione molisana e che “guardacaso” la stessa ditta tirata in ballo negli articoli lavora per movimentazioni esterne della vostra azienda ho alzato la guardia andando a ricordalo e (considerando che lì c’è un forno che brucia ufficialmente CDR, ma che potrebbe anche bruciare altro mascherato da cdr) scrivendo testualmente …”ora vuoi che sversino a fasi alterne alla colacem o in altri stabilimenti regionali a noi questo poco o nulla interessa perchè prima dei posti di lavoro viene la salute della gente messa a repentaglio quotidianamente”. Ora comprendo che certe affermazioni possano dar fastidio come affermato, ma poichè la sua missiva giunge a distanza di diverso tempo dall’evoluzione di quella discussione mi permetto ancor più di pensare che ciò che lei ritiene (sintetizzando) “marginali perplessità” ora a noi lasciano ancor più pensare proprio perchè essendo lei un lavoratore sindacalista dell’azienda dovrebbe pensare più ai problemi interni al suo stabilimento, che sta attraversando questa situazione delicata, piuttosto che dare risposte ai cittadini che pongono sulla base di sufficienti elementi ragionevoli e giusti dubbi. Ricordandole ancora una volta che chi ha scatenato quelle risposte è stato un suo collega di lavoro, evidentemente deluso dall’imminente ingresso in CIG. saluti

  3. Manie di persecuzione |

    Leggendo la lettera del signor Forte si ha la forte sensazione che egli soffra di manie di persecuzione.
    Parla ,accusa di ignoranza ,ovvero di non conoscenze in materia , chi scrive commenti contro la Colacem ma egli stesso dipendente e rappresentanti di altri dipendenti ignora che la ditta per cui lavora è priva dell’AUTORIZZAZIONE INTEGRATA AMBIENTALE (AIA) autorizzazione obbligatoria per impianti quali i cementifci.
    Se mancano le autorizzaioni basilari come possono i cittadini fidarsi.
    In merito alla perdita di posti di lavoro la crisi stà veramente distruggendo l’italia ma il signor Forte conosce o ignora che alla COLACEM sono stati dati fiumi di denaro pubblico? Se ignora anche questo ,si informi, si faccia un serio esame di coscienza e solo dopo si erga a giudice .

  4. Ma vi pare che un dipendente attualmente in cassa integrazione si metta a difendere l’azienda per cui lavorava? Ma allora crediamo ancora alla befana!! Inoltre nessuno ha mai additato gli operai della colacem come untori o delinquenti piu’ che altro ce la siamo presa con i dirigenti dell’azienda che continuavano a ripetere che li non si bruciava o che si bruciava cdr di ottima qualità (?). E poi abbiate pazienza, senza voler offendere nessuno sia chiaro, ma avete letto bene questa lettera com’è curata nei minimi termini? Ma secondo voi è tutta farina del sacco del signor Forte?

  5. ing Antonio Zullo |

    Signor Forte, se cerca un interlocutore con cui confrontarsi o scambiare informazioni può venire anche da me. Mi riferisco ai suoi accenni generici alla stampa locale, che ha pubblicato anche delle mie lettere aperte sulla questione. Nelle lettere è stato detto che la normativa precisa chiaramente che i cementifici, gli inceneritori ed i veicoli pesanti sono tra le fonti a più alto inquinamento (la turbogas rientra nella categoria inceneritori). Confidio che i dispositivi di abbattimento utilizzati e la potenza di resa gironaliera siano compatibili con le caratteristica dell’area in cui l’impianto è inserito. Che l’inquinamento registrato sia per la gran parte addebitabile al traffico e che con la bretella prima e con l’allontamento della futura autostrada a distanza opportuna dal centro abitato la questione inquinamento possa essere definitivamente risolta. Finchè l’ARPA e la REGIONE non adempiono ai loro doveri, vedasi lettera ministro Clini di marzo 2012, e verificare quanto inquinante registrato sia da ascrivere ad ognuna delle fonti principali presente sul territorio, nessuna di esse può ritenersi esclusa dalla problematica in atto. L’ARPA ha messo solo due centraline fisse fisse su via Colonia Giulia e Via Campania nell’abitato di venafro. Poi un mese fa ha messo una centralina mobile su Piazza Vittorio Veneto (vicino al comune di venafro) di cui non si è mai saputo a cosa servisse e quali i valori misurati. Non ha mai messo centraline mobili in posizione tale, lontano dalkle SS, per verificare quanto inquinamento è causato dal traffico e quanto ad ogni singola altra fonte inquinante. Che il cementificio dovesse risultare completamente estraneo al livello di inquinamento registrato farà sicuramente piacere a tutti. Speriamo che il tutto possa chiarirsi a breve e prima delle prossime elezioni regionali.
    Una curiosità, perchè dice che siete in cassa integrazione? La colacem è completamente inattiva o ha ancora qualche lavorazione in atto? E se è inattiva in qualche sua componente può dirmi esattamente da quale giorno? Grazie.

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