Preso dal blog www.francovalente.it

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    questa mattina aprendo il mio blog ho trovato un commento che ritengo meritevole di risalto.Il Molise negato!

    Mi permetto di aggiungere: Molise negato da chi viene pagato per farlo conoscere.

    Questo blog è l’unico sito sempre aperto.

    L’assessore alla Cultura e al Turismo della Regione Molise credo che non sappia manco se esiste.

    Ultimamente un organismo godereccio della Regione Molise che ci costa centinaia di miglia di euro di indennità e che si chiama Fondazione Cultura del Molise (il cui Direttore, Sandro Arco, è stato nominato pur non avendo il titolo di studio previsto dalla legge e con procedure del tutto anomale) manda in giro per il mondo giovani (purché elettori del centro-destra) a spese nostre a fare master e stronzate del genere per assistere i turisti nel Molise.

    Centinaia di migliaia di euro che ogni anno vengono investiti in clientela elettorale.

    Se solo mettessero questi giovani raccomandati a tenere aperti i monumenti più importanti della regione, la regione ne ricaverebbe benefici immensi.

    Si dice che l’altro giorno un signore si sia recato di pomeriggio all’Assessorato alla Cultura della Regione Molise e lo abbia trovato chiuso.
    Pare che abbia chiesto alla guardia all’ingresso “Ma questi il pomeriggio non lavorano?”
    Dicono che la guardia abbia risposto ” Questi il pomeriggio non vengono. E’ la mattina che non lavorano”.

    Nel Molise, con operazioni che l’Autorità di Vigilanza sui Pubblici Contratti ha ritenuto delinquenziali, è stato semi-costruito un Auditorium che costa 56 MILIONI DI EURO e che è ignobilmente chiuso ed inutilizzabile perché ingestibile. Eppure non si trovano poche centinaia di migliaia di euro per tenere aperti TUTTI I MONUMENTI PIU’ IMPORTANTI DEL MOLISE.

    Con una Procura della Repubblica che di fronte a illegalità conclamate chiede sistematicamente l’archiviazione del procedimento nonostante l’ordine del Giudice delle Indagini Preliminari di indagare, cosa ci vogliamo aspettare!

    Ho detto tutto!

    Gentile Sig. Valente, buongiorno a lei e a tutti i visitatori di questo interessantissimo
    blog.

    Il mio (lunghissimo) intervento potrà forse sembrare non pertinente, di questo mi scuso, ma mi farebbe piacere comunicare a lei ed ai visitatori del blog la mia esperienza di visita (ieri, sabato 18 agosto – pomeriggio) a Venafro.

    Mi chiamo Vincenzo, sono di Napoli e scrivo, dunque, da turista.
    Mi piacerebbe innanzitutto confermare (come se ce ne fosse bisogno) che la piazzetta dell’Assunta è davvero bellissima (l’ho vista ieri per la prima volta): l’insieme di tutti gli edifici che insistono sulla piazzetta è davvero notevole – mi associo quindi all’invito a godere di questo bel “salotto aperto” anche se, purtroppo e ovviamente, non potrò pertecipare.

    Venafro tutta, in realtà, è come un gioiello allo stato (molto) grezzo, ed è bastata una breve passeggiata per rendersi conto di un numero davvero notevole di edifici di grande qualità architettonica (su tutti il castello, la chiesa dell’Annunziata stessa, la Cattedrale, alcuni palazzi nobiliari di cui non conosco il nome).

    Un numero che non ti aspetteresti di trovare in un luogo che è mediamente sconosciuto alla grande maggioranza del pubblico non molisano (e questo è un peccato davvero), non menzionato in nessuna guida turistica, non consigliato da nessun itinerario.

    Del resto come potrebbe essere altrimenti se ieri, sabato della settimana di ferragosto, giornata di buoni – e facilmente prevedibili – flussi turistici (Venafro è pur sempre sulla strada che unisce il polo turistico di Roccaraso-Castel di Sangro alla Campania) i visitatori sono lasciati a “brancolare” per il centro antico sperando di trovare una chiesa o un palazzo visitabile o un minimo di accoglienza organizzata (quella spontanea è invece molto calorosa e gentile, devo dire..).
    Erano ben serrati, infatti, i tre monumenti chiave (secondo me) della città: la chiesa dell’Annunziata, la Cattedrale, il castello.
    Soprattutto la chiusura delle due chiese mi è parsa inspiegabile, dato che persino nei più negletti paesi della peggiore Campania abbandonata a se stessa la chiesa più importante (gerarchicamente come può essere la Cattedrale o volumetricamente come può essere l’Assunta nel caso di Venafro) è facilmente visitabile – non dico un mercoledì di gennaio alle ore 19 – ma almeno il sabato pomeriggio.

    Faccio notare al riguardo che oltre a me e alla mia fidanzata, ho notato un minimo di altri tre gruppi di visitatori (tra i quali una famiglia di francesi!!) che come noi visitavano il centro storico in quella fascia oraria (17 – 18 circa) presumo con le stesse perplessità e difficoltà.

    A queste considerazioni volevo aggiungere che la sensazione di abbandono e di vero peccato per Venafro è stata accresciuta in me dal fatto che tornavo da una vacanza in Abruzzo (val di Sangro).

    Lì un piccolo paese come Roccascalegna (CH) (ma potrei citarne molti altri, per non parlare di realtà più grandi ed affermate come Sulmona o Pescocostanzo) incredibilmente sperduto com’è tra le montagne, con un patrimonio storico artistico architettonico non paragonabile a Venafro, riesce ad offrire ai visitatori – non pochi – una ottima accoglienza, un castello e chiese aperti fino alle 20 (tutti i giorni); di questo, ovviamente, molti riescono anche a fare microimpresa (vendita di miele, prodotti tipici ecc..).

    Una nota positiva (spero) è nell’aver notato una grandissima quantità di cantieri di restauro architettonico in opera. I restauri terminati mi sono sembrati in fondo (anche se ovviamente ad un’occhiata veloce e non troppo approfondita) di buonissima qualità (a proposito, a quando la chiusura del cantiere di restauro del castello Pandone e del suo fossato?) e molto meglio riusciti di tanti altri che si vedono soprattutto nella mia regione.

    Spero davvero di tornare a Venafro prossimamente e di trovare un’ambiente urbano godibile a pieno e soprattutto in linea con il suo patrimonio di grande qualità e valore.

    Cordialmente

    Vincenzo

    10 commenti

    1. Mi sale il sangue al cervello quando leggo queste cose, quando ribadiscono che abbiamo (o avete, dite un po’ come vi pare) l’oro in casa e non ve ne rendete conto…
      Immagino che oltre ai tre punti chiave artistici che citava il signor Vincenzo, fosse chiuso anche il museo, dove abbiamo opere d’arte che ci invidia tutto il mondo (la Venere ad esempio).
      Possibile che stiamo ancora parlando di questo? Che i locali imprenditori della ristorazione si interessano di far soldi solo con i locali giocatori di pssatella? Possibile che non esista una proloco decente? Un comitato spontaneo e volontario, che facendosi un po’ le ossa si prodighi col fine di poter un giorno sfruttare economicamente il loro operato?
      Io mando dei colleghi in vacanza in Molise, gli scrivo gli itinerari, gli dico dove andare a mangiare ed a dormire, tutto gratis e da Bologna. I colleghi tornano stracontenti da me, lamentandosi solo delle mancate ricevute e di qualche piccolo intoppo. Possibile che nessuno lo voglia fare di mestiere giù?
      Purtroppo anche la speranza del signor Vincenzo sul restauro va svanità perché sappiamo bene che dietro ad ogni canitere a Venafro c’è sempre qualche gioco politico da mandare avanti, mai il vero interesse per la città.
      Attaccai tempo fa gi scout locali per l’apertura di Venafro 4. Non potrebbero servire a qualcosa? (Guarda cosa mi abbasso ad invocare…)
      Che tristezza…

      Adriano Vaccone

    2. Il comune dovrebbe mostrare quando e come si è fatta l’elezione del presidente , perchè a venafro nessuno ha saputo niente, c’erano persone molto piu’ competenti che avrebbero potuto gestire questo posto così delicato e ne abbiamo pagato subito le spese, basti guardare lo squallore nell’organizzare le varie manifestazioni.

    3. In molti paesi d’Italia, soprattutto del Nord e Centro Nord, ho spesso notato, che gli abitanti dei paesi anche costituiti da poche anime, fieri di vivere in quei posti, resi più accoglienti dalla loro ospitalità e dal loro senso d’altruismo, nel vestire i panni da Cicerone, accompagnano i visitatori per le viuzze cittadine. Spesso si danno da fare per rendere più carina, non solo la facciata della loro abitazione, ma anche quel pezzo di stradina, di proprietà pubblica, che gli passa davanti casa, collaborando con i vicini, facendo squadra con forte senso di civiltà e di educazione. Venafro, come diceva mia nonna, era bella non solo per le cose, ma anche per la gente. Tutti si conoscevano e tutti si volevano bene nel vicinato. Cosa oramai quasi scomparsa nel nulla, con vero dispiacere.
      Riorganizziamoci come facevano i nostri nonni e non piangiamoci addosso.
      E’ ora di ricominciare.

    4. Nel 1996 grazie all’idea e intuizione di Franco Valente fu costituita la Cooperativa turistico culturale La Caravellla. Tra luglio e settembre 96 grazie a delle semplici fotocopie attaccate su via colonia Giulia vennero al castello oltre duemila persone. Eravamo in venti. Con i soldi delle offerte andammo dal notaio. Inizió un flusso continuo con scuole e associazioni. Lavoravamo sempre. Partecipammo alla BIT di Milano. Continua ascesa ma combattevamo contro provincia, soprintendenza e preti per tenere aperti i monumenti. La scena sempre la stessa: pullman di turisti e castello chiuso e noi li ad aspettare che qualcuno ci aprisse, uno in particolare che oggi non c’è più. Abbiamo fatto tanto. Nel 97 ovviamente la provincia di Isernia cercó di imitarci costituendo un gruppo di persone specializzate che prendevano il sole sul camminamento del castello. Noi non avemmo più l’accesso al castello. Per non dire del museo! Dopo alcuni anni, anche se a dire il vero i soldi circolavano, la pazienza venne meno e oggi quella che fu la Cooperativa è solo una associazione culturale a socio unico il sottoscritto. Per chiudere : il corso di formazione ci venne fatto dall’architetto Valente. Durò un’ora a costo zero. Un’esperienza, anche di lavoro, da ripetere.

    5. Per foturtuna la provincia l’hhano chiusa.
      Speriamo che a ruota segua la regione…meglio essere accorpatri in una macro regione

    6. Adrià ma perchè ti facciamo schifo noi scout ?……………….mi riferisco a ( Guarda cosa mi abbasso ad invocare) Grazie

    7. Caro Luigi, ti ringrazio per aver ricordato una bella esperienza finita nel nulla.
      A Venafro se metti una fabbrica di cappelli, nascono tutti senza testa, ma se ti appropri della Villa Comunale ti fanno un monumento.
      Giovani, fuggite da Venafro.
      Si prospettano tempi duri anche grazie ad alleanze di fascisti truccati da democratici con irriducibili aspiranti al potere.
      Oppure organizzatevi e trovate una persona che sia almeno onesta intellettualmente che vi guidi.
      Io continuo a ritenere che un buon sindaco di Venafro possa essere Claudio Cardines, ma lui non ne vuole sapere.

    8. Rispondo solo per educazione, non vorrei essere off topic su un post così importante:
      mi fanno schifo gli scout perché loro hanno schifato me anni fa, quando ero un bravo ragazzo cattolico con un evidente scritta sulla fronte che recitava “FROCIO”.
      Mi fanno schifo gli scout perché ho visto i peggiori ipocriti essere ammessi e quindi mi sono sentito discriminato come se fossimo all’epoca dell’apartheid.
      Mi fanno schifo perché le cose non sono cambiate: non molto tempo fa è uscita fuori una direttiva che prevede una sorta di “don’t ask, don’t tell” all’interno dell’agesci, tant’è che alcuni comuni italiani non vi concedono l’autorizzazione per i vostri campi in virtù di disapprovazione ad una evidente politica discriminatoria.
      Non vado oltre guarda, proprio perché non voglio offendere Valente e Ciro che hanno messo su questo bel post che mi appassiona, ma potrei argomentarti tantissime altre ragioni.

    9. Franco pensa a fare le cose che sai fare e lascia perdere la politica , i venafrani non ti vogliono.

    10. A prescindere da quello che è potuto succedere anni fa,posso dire solo una cosa?Quando si dicono certe cose,bisogna però non dimenticare di portare rispetto a quelle persone che nonostante i numerosi impegni e le numerose difficoltà continuano a mettersi a servizio di quei ragazzi che intendono vivere la proposta educativa scout.
      Non possiamo ricordarci degli scout a venafro solamente quando ci fa comodo…ed inoltre la proposta educativa non prevede di certo la formazione di guide turistiche.
      Un altra cosa…sai anche che questa cosa, all’interno dell’associazione,a livello nazionale ha creato forti dissapori, e infatti la questione è stata rimandata al prossimo consiglio generale?
      Poi non sempre noi scout siamo rappresentati da chi vorremmo…ma non solo in ambito scout…per esempio essere rappresentato per dieci anni da berlusconi non era una cosa a cui tenevo moltissimo,però purtroppo quello c’era 🙂
      ovviamente il mio è solo un parere!
      partiamo dal presupposto che non condivido,ma rispetto quello che dici!
      Però credo anche che a volte, bisogna ricordarsi di quelle persone (che oltre tutto non vengono pagate, ma fanno quello che fanno semplicemente come pura forma di volontariato) che cercano di far vivere al meglio ai ragazzi la proposta educativa scout.

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