Pietracupa sfida la sinistra: abbiate coraggio

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Non vuole parlare di politica, “almeno fino al 16 ottobre”. La sa lunga Mario Pietracupa. Scherzoso al momento giusto, serio e imperscrutabile all’occorrenza, il presidente del Consiglio regionale del Molise veste bene i suoi attuali panni di super partes. Sugli argomenti prettamenti politici devia bene le risposte, con un perfetto dribbling. Come sui campi di calcio. Ma sul rettangolo di gioco, come in politica, gli schemi sono essenziali per vincere la partita. Eppure per Mario Pietracupa, in questo momento particolare, le tattiche politiche vengono in secondo piano rispetto “al bene comune”.

Mario Pietracupa, presidente del Consiglio regionale del Molise

Il riferimento è ovvio: parlare di bene comune significa creare un governo tecnico, bipartisan o di salute pubblica. Comunque lo si voglia chiamare la sostanza non cambia: “governare insieme”, centrodestra e centrosinistra con presidente Iorio e per l’esecutivo un bel rimpasto con, perchè no?, qualche assessore della coalizione opposta.

“Sono disposto anche cedere la mia poltrona perché non è il momento di pensare alle poltrone”. Tutto purché il Consiglio regionale funzioni come se la sentenza dell’annullamento delle elezioni da parte del Tar non esistesse. Ma la sinistra continua a dire “no” alla proposta rilanciata dal presidente del Consiglio e lanciata dal presidente della Giunta regionale.

“Non hanno le palle – replica da esperto di calcio. Poi in qualità di rappresentante istituzionale addrizza il tiro – Non hanno coraggio. Si pensa solo alla campagna elettorale in vista del Consiglio di Stato e si perde di mira l’obiettivo per cui siamo seduti nelle istituzioni ossia prendere decisioni che migliorino le condizioni della gente”. Eppure è strano che il presidente non colga il lato nascosto del “no”: come fa il centrosinistra a governare con Iorio? Cosa direbbero gli elettori se si dovesse tornare al voto? Di certo riverserebbero il loro consenso sui grillini accusando i politici della coalizione di aver complottato con il loro peggior nemico. “Allora vuol dire che non vogliono assumersi responsabilità”.

Sì perché il Mario di Palazzo Moffa i conti li ha fatti: se il 16 ottobre il Consiglio di Stato dovesse decidere di ripetere le regionali, “non si tornerà al voto prima di 6/8 mesi”. Come a dire: se si lavorasse bene, seriamente, forse di fronte a risultati concreti il popolo non reagirebbe bocciando i coraggiosi. Anche perché, mentre loro, i politici, sono in iena campagna elettorale, “la gente non se ne frega niente se si tornerà a votare o meno. La gente deve pensare a sopravvivere cosa vuole che le importi di tutto il resto?” commenta. Ma la “decisione devono prenderla ora, a bocce ferme, senza conoscere l’esito della sentenza che francamente credo sia la 50% sulla possibilità di tornare al voto”. Il motto di Pietracupa è: “mettiamo da parte il teatrino della politica e diamo il via ad una ulteriore apertura per realizzare riforme condivise” alcune delle quali con scadenze inderogabili. Un ulteriore appello e considerazione che di certo non saranno accolte a sinistra. Ma a proposito di elezioni, probabili, cosa ne pensa il vice segretario nazionale dell’Adc della ricandidatura di Michele Iorio. E’ il caso di cambiare o la riproposizione va bene? Qui l’esperto di calcio diventa un vero e proprio giocoliere di parole. Quel suo “non voglio parlare di politica fino al 16 ottobre” si trasforma in “io sono un sostenitore di basso profilo, amo il gioco di squadra”. Quindi? Si o no Iorio presidente? “Non ho problemi – finalmente si sbottona nel dire tre parole su frasi intere che non può pronunciare, non ora – anche perchè i rapporti sono eccellenti”. Il che, dati i precedenti, è già un gran passo avanti.

“Chiaroveggenza di Manuela Petescia” si commenta sorridendo visti i risultati ottenuti dopo l’editoriale della direttrice di Telemolise (moglie del senatore del Pdl Di Giacomo) dal titolo “Il Molise val ben un accordo” indirizzato a Iorio e a Patriciello (cognato di Pietracupa). E nel considerare che forse ad oggi quelle parole dovrebbero essere pronunciate dinanzi ad uno specchio (che ci sia qualcosa che non va nei rapporti idiallici tra il senatore e il presidente è ormai di opinione comune), si torna al futuro.

Lei sarebbe interessato alla presidenza della Giunta? Qui la risposta è immediata, un bello e secco “no”. Per poi aggiungere: “Ma di tutto questo se ne potrà parlare solo ad ottobre”. Fondista come Abdon Pamic, sommozzatore quando è necessario, dribblatore politico degno di un Maradona sul campo, incassatore come Cassius Clay, torna a vestire i panni di un picchiatore come Alemanno e si riconcentra sul centrosinistra mettendo sul tavolo le proposte per il governo bipartisan: “Cominciamo con l’azzeramento dei Cda degli enti regionali e sub regionali creando u amministratore unico, confrontiamoci sull’Unione dei Consorzi, condividiamo le emergenze da discutere per lavorare e andiamo avanti”. E pensare ad un rimpasto di Giunta solo all’interno del centrodestra dopo i dissapori soprattutto tra Vitagliano e Iorio? Ricala il silenzio, si torna a sorridere e scherzare e si chiude la telefonata. Arrivederci presidente.

Giovanna Ruggiero

I fatti del Nuovo Molise 

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