Perdere peso: la classifica dei sistemi peggiori

Perdere peso: la classifica dei sistemi peggiori

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Perdere peso è la ragione principale che muove l’intero settore del fitness, ancor prima dell’ ambizione a  migliorare le proprie masse muscolari. Quando un desiderio è così fortemente sentito, gli “strateghi” del marketing non si fanno attendere e, facendo leva sull’ingenuità e sull’atavica pigrizia delle persone, sfornano straordinariamente sempre nuovi strumenti, l’uno migliore del precedente, che pare permettano di raggiungere i risultati voluti senza troppi sforzi e nel minor tempo possibile. 

Sebbene basti un po’ di buonsenso per capire che non possono esistere metodi miracolosi, si preferisce dar credito a quanti propongono sempre nuove incredibili soluzioni. Ed è difficile contrastare un simile dilagare di proposte, perché ogni tentativo di spiegarne l’ inefficacia prevede inevitabilmente un minimo di competenze tecniche, che non tutti possiedono. Il fatto è che la semplicità ci tranquillizza; ci fa sentire subito esperti e competenti. Per questo amiamo le informazioni semplici, anche quando inverosimili. Questo crea il terreno fertile per chi inventa certe attraenti soluzioni.

Per fortuna, non tutti scelgono di restare a guardare. Così il Consiglio Nazionale contro le frodi sulla salute, in collaborazione con l’ Healty Weight Network, ha stilato un’ insolita classifica che assegna una sorta di “premio al contrario” ai  sistemi dimagranti proposti negli ultimi 24 anni, rivelatisi vere e proprie truffe.

Tra i metodi più bizzarri, compaiono la calamita acchiappa-grassi (1989), capace di assorbire i grassi presenti nel cibo semplicemente passandola sopra di essi, prima di cuocerli o mangiarli; uno spray da spruzzare in bocca, per ridurre l’appetito, ed una tavoletta di gomma da annusare, con le stesse proprietà. (1992)

Soluzioni simili spopolano ancora oggi; basti pensare alle creme dimagranti, quelle anticellulite,  le diete low-carb, o i trattamenti per snellire dormendo.

Insomma, c’è da dire che la fantasia non manca!

Si chiama wishful thinking , ovvero “pensiero desiderativo”: si arriva a credere che un rimedio qualsiasi possa funzionare, solo perché così si vuole. E’ in pratica una regressione al pensiero magico-infantile, che non ci lascia affrontare col pensiero razionale la realtà dei fatti, dura e spaventosa. E proprio di queste paure, le varie aziende sul mercato approfittano. Non lasciamoci ingannare! Un fisico tonico e asciutto richiede INEVITABILMENTE fatiche e sacrifici.

[La classifica completa: http://www.healthyweightnetwork.com/fraud1.html]

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