Sorbo: il bene comune della collettività venafrana a Pietracupa non interessava e non interessa

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Prendendo atto con sincero dispiacere delle dimissioni da consigliere comunale del sig. Mario Pietracupa, mi è toccato leggere le sue dichiarazioni, affidate ad una nota stampa, con le quali ha cercato di giustificare tale decisione attaccando l’amministrazione comunale e il sottoscritto con argomentazioni che meritano una replica. Innanzitutto se c’è una persona che è venuta meno ai suoi impegni questa è proprio il sig. Mario Pietracupa il quale, nel consiglio di insediamento, si era impegnato solennemente a lavorare per il bene di Venafro e per rappresentare al meglio gli elettori che gli avevano dato fiducia, cosa che non è accaduta. Appena ha trovato l’occasione, con un pretesto, se l’è svignata.

Innanzitutto se c’è una persona che è venuta meno ai suoi impegni questa è proprio il sig. Mario Pietracupa il quale, nel consiglio di insediamento, si era impegnato solennemente a lavorare per il bene di Venafro e per rappresentare al meglio gli elettori che gli avevano dato fiducia, cosa che non è accaduta.

Appena ha trovato l’occasione, con un pretesto, se l’è svignata. In poco più di tre mesi – tanto è il tempo trascorso dalla proclamazione degli eletti – abbiamo avuto l’onore di vedere il consigliere Pietracupa negli uffici comunali soltanto una volta, la sera del Consiglio di insediamento, tanto che ci eravamo preoccupati.

Non si è presentato nemmeno personalmente a protocollare le dimissioni, preferendo inviarle “a distanza”. Abbiamo atteso inutilmente e con ansia le sue proposte, le sue idee, le sue soluzioni ai numerosi problemi di Venafro. Mentre gli altri consiglieri di minoranza, in un modo o nell’altro, erano presenti e partecipavano, di lui si erano perse le tracce.

Sostiene di non essere stato messo in condizione di collaborare lamentando l’impossibilità di dialogare con me e con l’Amministrazione.  Strano perché io, insieme ad assessori e consiglieri di maggioranza, siamo sempre presenti in Comune e tra la gente.

Io in particolare ricevo tutti i giorni e parlo con tutti, come sanno le centinaia di cittadini che in questi tre mesi hanno avuto libero accesso al mio ufficio o mi hanno fermato per strada per fare proposte, per segnalare problemi, per chiedere semplicemente aiuto.

Se il consigliere Pietracupa avesse avuto qualcosa di valido da proporre non aveva che da venire al secondo piano del palazzo di Piazza Cimorelli: la mia porta è stata sempre aperta, lo è e lo sarà anche in futuro.
O si aspettava un invito ufficiale su carta intestata? E’ paradossale poi che proprio lui voglia dare lezioni circa la difesa dell’ospedale e della sanità pubblica, lui che in sei anni di mandato alla Regione, dove ha ricoperto incarichi importanti  (presidente del consiglio regionale, assessore regionale e vicepresidente della giunta regionale) grazie ai quali aveva ampia possibilità di incidere nelle scelte effettuate nel riordino della sanità regionale, non ha speso mai una parola a difesa del Ss. Rosario (e per la verità nemmeno a difesa di Venafro).

Non mi risulta che abbia mai presentato proposte di deliberazione, ordini del giorno o quant’altro a tutela del nostro ospedale. L’amministrazione che mi onoro di rappresentare, sin dal primo giorno del suo insediamento si è schierata senza “se” e senza “ma” al fianco del comitato “Ss. Rosario”, che voglio ricordarlo è il comitato dei cittadini e non dei politici, sposandone ogni iniziativa, ogni proposta, ogni protesta.

A poche settimane dal nostro insediamento abbiamo organizzato un incontro-confronto in Consiglio comunale con il presidente Frattura e con l’allora direttore generale Asrem, Ruta per ascoltare le proposte del governatore sul “Ss. Rosario” e per formulare le nostre controproposte, per manifestare le nostre perplessità e per dire chiaro e tondo che non faremo sconti a nessuno.

Peccato che il sig. Pietracupa, seppure invitato, non era presente. Forse era impegnato ad occuparsi della sanità privata, visto l’incarico ricevuto all’interno del Neuromed all’indomani della batosta elettorale di maggio.

Su richiesta del comitato “Ss. Rosario” abbiamo anche convocato, per il 16 settembre, un consiglio monotematico per parlare della situazione del nostro ospedale. Mi aspettavo in questa sede un prezioso contributo da Pietracupa, anzi mi aspettavo “la soluzione” vista anche la sua esperienza di amministratore regionale e di manager della sanità (privata).

Peccato che questo contributo ci mancherà (ma se vuole, anche da semplice cittadino, può inviarcelo ugualmente, anche via mail…). Se sarà necessario andrò ad incatenarmi davanti all’ospedale, ma penso che non si arriverà a questo. Se dovesse accadere significherebbe che anche il movimento che Pietracupa guida, cioè Rialzati Molise, sarebbe complice di una manovra contro gli interessi di Venafro, ma conoscendone la sensibilità, sono convinto che il consigliere regionale di Rialzati Molise, l’ing. Vincenzo Cotugno, cognato di Pietracupa, venafrano, uomo influente della maggioranza che sostiene Frattura, non consentirà mai che questo accada, a costo di uscire dalla maggioranza, e sicuramente, nel caso in cui ci sia la volontà di chiudere il nostro ospedale, lo stesso consigliere Cotugno verrà ad incatenarsi accanto a me.

Nei prossimi giorni, pertanto, andrò a comprare prudenzialmente due catene. So che invece Pietracupa non verrebbe mai ad incatenarsi per il “Ss. Rosario”, ma forse per difendere il Neuromed questo sacrificio lo farebbe volentieri.

E’ anche singolare che lui, che è stato presidente del Consiglio regionale nel periodo in cui, secondo le indagini della Corte dei Conti e della magistratura penale, c’è stato un uso quanto meno “allegro” di centinaia di migliaia di euro da parte dei gruppi consiliari senza che la Presidenza abbia vigilato come era suo dovere, venga a fare i conti in tasca a noi.

Io vivo del mio stipendio guadagnato in seguito al superamento di un concorso pubblico e, come sindaco, anche per questo, percepisco la metà dell’indennità che mi spetterebbe e che hanno invece percepito per intero i miei ultimi due predecessori. Lui, che invece appartiene alla “casta”, ci dica quanto ha percepito di “assegno di reinserimento”, quell’assurdo privilegio che spetta ai consiglieri regionali in caso di mancata rielezione o di mancata candidatura.

E ci dica anche quanto ha maturato di vitalizio. Sarebbe interessante per i cittadini, in questa fase di grande difficoltà economica, sapere quale pensione percepirà mensilmente il sig. Pietracupa per aver trascorso, non si sa bene a fare cosa, sei anni in Consiglio regionale.

A proposito del numero di assessori, Pietracupa si preoccupa che il Comune di Venafro ha un quinto assessore (che, tra l’altro, costa pochi spiccioli alla collettività) ma, come sanno tutti e come ha ampiamente riportato la stampa, a livello regionale è uno di quelli che più si è battuto e si sta battendo perché il presidente Frattura nomini il quinto assessore regionale assegnando tale incarico (che costerebbe non meno di 16 mila euro al mese) proprio al suo movimento “Rialzati Molise”.

Per quanto riguarda le “carte bollate”, forse Pietracupa si riferisce alle numerose cause che l’istituto sanitario privato, da lui guidato, negli anni ha intentato contro la Regione Molise per chiedere centinaia di migliaia di euro di soldi pubblici.

O forse si riferisce ai tanti atti deliberativi – di giunta e di consiglio regionale – che sono stati annullati dal Tar Molise, dal Consiglio di Stato e anche dalla Corte costituzionale, quando lui era presidente del Consiglio o componente della giunta regionale e da lui votati.

La questione dell’affidamento della palestra (e degli altri impianti sportivi, la cui sorte è direttamente connessa a quella della palestra), come ben sa Pietracupa, è una piccola cosa, a meno che egli non voglia sostenere che la gestione da parte delle società che in questi decenni hanno avuto in affidamento gli impianti sportivi comunali (Basket Venafro e U.S. Venafro) non abbia provocato danni.

Se lui ha notizie in merito ci faccia sapere, ufficialmente, a chi dobbiamo addebitarli così procederemo. Io penso che sarebbe stato più onesto, anziché nascondersi dietro argomentazioni pretestuose e false, dire la verità ai cittadini, e cioè che il bene comune della collettività venafrana a Pietracupa non interessava e non interessa.

Anche se per la verità i venafrani questo lo avevano già capito e perciò lo hanno condannato ad una cocente sconfitta elettorale trasformando una vittoria annunciata in una vera e propria  caporetto>

fonte: informamolise

There are 8 comments

  1. Complimenti per il profondo interesse altruistico di questa persona. Davvero si deduce che la sua posizione di minoranza non faceva altro che costringerlo ad un impegno veramente poco interessante. Ma è possibile che ancora oggi, in Italia si persegue questa tipologia di pensiero e, soprattutto mi chiedo, ma il volgo riuscirà a capire questa semplice locuzione? Beh! se voglio campare senza farmi il sangue amaro, mi accodo alla plebaglia: viva maria de filippi!!!

  2. Secondo me viste le competenze della maggioranza si è semplicemente sentito inutile ……della serie ….muoiono da soli

  3. ma questo signor pietracupa lo fa’ o c’e. in qualunque suo incarico non ha mai prodotto vantaggi a nessuno se non a se stesso e alla sua cara famiglia complimenti per le sue dimissioni ma sarebbe ancora piu’ bello se andasse proprio via da venafro ce lo auguriamo tutti

  4. SCONCERTATO |

    come al solito venafro ed i suoi rappresentanti(minoranza o minorati???)danno prova di estremo attaccamento alle sorti della nostra ormai sprofondata cittadina….la cosa pubblica sovrebbe essere anteposta a qualsiasi bega personale e soprattutto PRIVATA ma purtroppo come ormai da secoli si pensa solo ai propri interessi…ospedale????abbiamo il NEUROMED…che ci importa se i poveracci muoiono perchè non hanno la necessaria assistenza o macchinari per la stessa….da anni ormai tutto è allo sbaraglio e nessuno ha voglia di impegnarsi sul serio…

  5. E’ semplicemente uno che è abituato a vincere e comandare, stare dall’altra parte lavorando praticamente gratis per il bene della collettività non gli interessa. Questa è la verità: in giro molti dicevano che si sarebbe dimesso già dopo i risultati delle elezioni quando ancora non si erano formate le competenze…….Evidentemente stare all’opposizione senza poter gestire il potere non era il suo scopo!

  6. Ancora una volta devo notare che il nostro Sindaco è capace solo a dire …a scrivere…ad attaccare…a molestare con il fiume di chiacchiere che nessuno come Lui sa regalare. Credo che Antonio Sorbo non ha ancora ben capito che oggi è il Sindaco di Venafro e che forse deve smetterla di continuare a fare opposizione, ma deve governare e prendere finalmente qualche decisione. BASTA CHIACCHIERE DOPO ANNI DI PAROLE VOGLIAMO VEDERE I FATTI…sempre non sia solo capace di fare una opposizione di proposte che mai saranno trasformate in fatti….

  7. Fino a questo momento mi sembra che il sindaco abbia solo replicato agli attacchi (prima Cotugno e poi in coda tutti gli altri). Tu che faresti? Non risponderesti? Fammi il piacere…..

  8. Il nostro sindaco sono anni che replica promuovendo le sue capacità e denigrando chiunque sia l’avversario, spesse volte anche con auge offensivo Credo sia arrivato il momento di fare di trasformare il suo dire in atti amministrativi…BASTA PROCLAMI E REPLICHE.. risponda con i fatti…. SAN GIUVANN NU VULEVA CANZUN MA RENAR RENT I TIRATUR..

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