Ondate di calore: i disturbi e le strategie preventive

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Per quanto attesa, la stagione estiva può farsi portatrice di insidie e rischi per la nostra salute. Da qualche anno a questa parte, ormai, siamo abituati a confrontarci con le cosiddette “ondate di calore”, periodi più o meno prolungati di elevate temperature ed alti tassi di umidità.

Fondamentalmente, le temperature alte, in sé, non costituiscono un pericolo serio per il nostro organismo. L’ uomo infatti è in grado di regolare autonomamente la propria temperatura corporea, mantenendola il più costante possibile, per adattarsi a qualsiasi condizione climatica: in ambienti freddi, il corpo mette in atto meccanismi per conservare o produrre calore; in ambienti caldi, aziona processi termodispersivi.

In talune circostanze, però, questi meccanismi risultano insufficienti per contrastare lo “stress” ambientale. E’ il caso delle suddette “ondate di calore”, quando le alte temperature si combinano a tassi di umidità altrettanto elevati. Il sudore non evapora con sufficiente velocità e per questo il corpo non si raffredda in maniera efficiente. … E sappiamo benissimo quanto se ne soffra nella nostra città ! I bambini, gli anziani, e coloro che svolgono lavori intensi all’aria aperta sono certamente le categorie più “a rischio”.

Quali sono i disturbi più comuni, e quali le cause ? Quali misure preventive è possibile adottare ?

Uno dei disturbi più comuni legati al caldo è senza dubbio la spossatezza; è dovuta alla perdita eccessiva di acqua e sali minerali, espulsi col sudore. Per questo, è più che mai importante curare l’alimentazione nel periodo estivo: è indispensabile introdurre molti liquidi (soprattutto acqua, ricca di sali), limitando il consumo di bibite gasate, molto zuccherate o molto fredde, che potrebbero causare una congestione; inoltre è buona norma ridurre il consumo di bevande alcoliche e caffè. Le persone anziane, più di altre, rischiano la disidratazione, perché con l’ aumentare degli anni diminuisce lo stimolo della sete. E’ quindi necessario aiutare queste persone a capire quanto sia importante per la loro salute bere frequentemente dell’ acqua durante la giornata, anche se non ne sentono il bisogno.

Altrettanto comuni sono i crampi, conseguenza della perdita di elettroliti che, evidentemente, non sono stati adeguatamente reintegrati con l’alimentazione.

Molte persone, perlopiù donne, lamentano gonfiore agli arti inferiori, a causa del caldo.  Non è un disturbo da sottovalutare, perché spesso può essere associato a scompenso cardiaco. Comunque, in estate esso rappresenta la conseguenza dello sforzo che il corpo compie per “disperdere” il calore, in quanto i vasi sanguigni periferici si dilatano per consentire un maggiore scambio di calore.

Taluni subiscono una perdita improvvisa e temporanea di coscienza, fenomeno noto col nome di lipotimia. Essa è dovuta ad un calo della pressione arteriosa, causato a sua volta dal ristagno del sangue nelle zone periferiche e, dunque, ad un mancato apporto di sangue al cervello.

Una condizione più seria è invece lo stress da calore, caratterizzato da sintomi quali nausea, vomito, battito accelerato, mal di testa, malessere generale, disorientamento e confusione.  Se non contrastato in tempo, esso può degenerare nella forma più grave dei disturbi, il colpo di calore. Può presentarsi con sintomi quali affanno, aritmie cardiache, interruzione della sudorazione, shock, delirio, perdita della coscienza, aumento della temperatura corporea. Si verifica quando la capacità di termo-regolazione del corpo è completamente compromessa e, se non si interviene con urgenza, esso può provocare inabilità permanente o morte, nel peggiore dei casi.

Comunque, semplici accorgimenti possono permetterci di prevenire questi negativi effetti del caldo. Ne va della nostra salute, non ci si stanca mai di ripeterli:

– bere molta acqua;

– ridurre l’esposizione all’aria aperta nella fascia oraria compresa tra le 12 e le 16, nelle giornate in cui è previsto un rischio elevato;

– consumare pasti leggeri e mangiare molta frutta e verdura;

– indossare abiti di cotone, lino o fibre naturali;

– mantenere la temperatura dei condizionatori su valori che non siano più di 5 gradi inferiori alla temperatura esterna, se se ne fa uso;

– occuparsi delle persone a rischio.

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