Olio DOP ma scherziamo?

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Guardavo stamattina una vecchia locandina con scritto ” Venafro,città dell’olio” e ho pensato che ora e per come è grave e finalmente chiara la situazione, sarebbe meglio rimuovere o dissociare questo stemma dalla nostra città. Anche perchè la situazione mi sembra irreversibile e non ci sono i presupposti per sperare in un futuro roseo dove quest’olio possa essere venduto su scala nazionale come “Olio di qualità”.
L’olio Venafrano è menzionato nei libri storici ,ma  in passato non c’erano inceneritori ,fabbriche e camorristi pentiti che indicavano la nostra zona come una meta di eterno riposo per rifiuti tossici. I venafrani amano il proprio olio e non è per mano loro purtroppo che è successo questo, tutto questo è successo per infiltrazioni esterne che hanno agito all’insaputa dei Venafrani. Per fabbriche irrispettose delle leggi  favorite da una vasta schiera di politici che grazie a queste ultime prendono voti e potere, quindi mai penserebbero di toccarle o contestarle , i nostri alberi , quei fantastici e secolari ulivi che per secoli hanno prodotto l’eccellenza ora sono tra una morsa di veleni e personalmente mi guarderei cento volte prima di bere quell’olio che qualcuno in giro e buttando fumo negli occhi dice sia puro, sono state fatte le analisi su quest’olio? dove sono state fatte?
La mia è una riflessione da Venafrano che ama l’olio Venafrano ma che non lo consuma più da tempo per questi dubbi, dubbi che vengono riconfermati ogni volta e oramai la verità è sotto gli occhi di tutti.
Voi cosa ne pensate?

There are 14 comments

  1. Tutto chiaro tranne per questo passo:
    “infiltrazioni esterne che hanno agito all’insaputa dei Venafrani”.
    Ci sarebbe molto da ridire.

  2. Io penso che sia sbagliato generalizzare senza fare le dovute puntualizzazioni. I campi “avvelenati” sono distanti dal Parco Regionale dell’Olivo Storico di Venafro ( Campaglione ) dove si produce per la maggiore il prezioso olio venafrano. Questi appezzamenti presumibilmente contaminati sono per fortuna pochi e facilmente individuabili e ricadono lungo il tracciato della variante. Oltretutto sono incolti e non destinati al pascolo, se non quello abusivo. Il problema delle emissioni nocive in atmosfera effettuate da molte industrie della zona è marginale rispetto alla qualità e la purezza dell’ olio venafrano, anche se le sostanze tossiche potrebbero precipitare insieme alle piogge e quindi, in qualche modo arrivare sulle nostre tavole. L’olio è analizzato da laboratori specializzati che non hanno mai segnalato la presenza di sostanze cancerogene e nocive. A Venafro restano poche prospettive di ripresa economica. L’olio ed i prodotti alimentari di Venafro rappresentano l’ultima possibilità di ripresa! Non vanifichiamola con allarmismi infondati e soprattutto senza avere dati concreti che dimostrano la contaminazione dell’ olio venafrano.

  3. DrakunoW

    per il ritorno di pochi non ci possono rimettere tutti, quegli alberi sono stretti in un triangolo di punti inquinanti, cementificio energonout che ha avuto anche il parere per bruciare cdr. Ora è vero che non va fatto allarmismo ma allo stato dei fatti se permetti posso dubitare?
    Lasciamo stare la grandezza del terreno inquinato, l’importante è che esiste e se esiste , qualcuno non ha controllato anzi, tanti non hanno controllato e io mi dovrei fidare di una perizia di purezza fatta da quale laboratorio?Nome e cognome per cortesia.
    E ti dico una cosa, a mio avviso in questa pianura hanno tirato fuori il 10% del seppellito abusivamente, spero di sbagliarmi ma con il tempo anche quello verrà fuori.
    saluti

  4. Secondo me dipende da quello che uno cerca nell’olio. Non so se per legge, nei controlli ufficiali si cerchino pure diossine, PCB, metalli pesanti e così via. Questo è il problema: quali controlli sono richiesti per commercializzare l’olio? Se la ricerca di certe sostanze non è regolata da specifiche normative per commercializzare un prodotto state certi che quelle sostanze non verranno cercate. Perciò dal mio punto di vista il dubbio espresso è condivisibile e lecito. Se io fossi un abitante della zona colpito da qualche tumore o se avessi parenti morti o malati farei una bella azione legale nei confronti dello Stato che ha taciuto per 16 anni e nei confronti delle imprese del Nord (e dei camorristi locali) che hanno sversato. Magari una azione comune che li lasci tutti in mutande: tanto per questa gente solo i soldi contano…..

  5. DrakunoW

    Io ho fatto una domanda , vorrei solo poter comprare e consumare l’olio dei miei paesani essendo sicuro di bere il miglior olio del mondo. Solo il troppo allarmismo mette paura, la mia non è una critica ai frantoi o chi coltiva e vende olive, perl’amore di Dio, lunga da me , loro amano quelle piante e le curano con il massimo ma le domande vanno fatte , perchè quello che ci circonda non è il massimo.

  6. analisi valide |

    Spero vivamente che chi cerca, con grande sacrifico , di far rinascre un olivicultura di qualità a Venafro abbia la lungimiranza di far eseguire analisi sulla presenza di sostanze cancerogene nell’olio .ANALISI CHE SOLO POCHI LABORATORI IN iTALIA ESEGUONO.Spero che non si fermino alle analisi organolettiche. UNA PRESA DI COSCIENZA DELLE PROBLEMATICHE DEL NOSTRO TERRITORIO ED UN MODO DI AFFRONTARE LE COSE SERIAMENTE, SENZA NASCONDERE L’EVIDENZA SENZA RIMANDARE, anzi adottando protocolli che potrebbero portare alla rinascita non solo dell’olivicultura di Venafro ma addirittura di tutta la città. Non dimentichiamo che in Italia vi sono altre zone fortemente inquinate, zone patria di prodotti DOP tipo il parmigiano reggiano prodotto in una delle zone più inquinate al mondo., che comunque riescono a salvaguardare le zone di produzione con vincoli e leggi regionali che lo proteggono.

  7. Mi farò portatore delle istanze dei cittadini , e dei suggerimenti dei lettori di questo sito , e preannuncio che : pur di garantire la salubrità dei prodotti dell ‘ Olio Venafrano e dare la naturale tranquillità ai consumatori chiederò che il Parco dell ‘ Olivo di Venafro si accolli il costo di queste speciali analisi .
    Giuseppe Simeone – Ente Parco Storico Agricolo dell ‘Olivo di Venafro – Consigliere delegato

    .

  8. Caro Drakunov, pur comprendendo le tue preoccupazioni, mi rincresce dover constatare che ancora una volta sono gli stessi venafrani a gettare fango su Venafro. Non ho assolutamente apprezzato il tuo intervento che, già dal titolo «Olio DOP ma scherziamo?» lascia pensare ad una situazione che, lungi dall’essere soltanto pretesamente preoccupante, appare invero come certa! E questa sensazione non viene smentita dalla lettura dal testo, laddove proponi di «rimuovere o dissociare questo stemma (città dell’olio) dalla nostra città» ed affermi che «non ci sono i presupposti per sperare in un futuro roseo dove quest’olio possa essere venduto su scala nazionale come “Olio di qualità » e che dovremmo riflettere «cento volte prima di bere quell’olio». Cosa potrebbe pensare dell’ottimo olio venafrano un ignaro lettore, se sono gli stessi venafrani a ritenerlo “cancerogeno”?
    Non sarebbe stato meglio informarti prima sulla reale presenza di sostanze cancerogene all’interno dell’olio piuttosto che scrivere quest’articolo denigratorio su un sito come venafrano.org, che è risaputo essere visitato da numerosi utenti (non solo venafrani)?
    Tengo a precisare che non voglio polemizzare con nessuno, ma soltanto fare delle riflessioni, che non devono considerarsi confinate soltanto all’argomento che qui ci occupa.

  9. DrakunoW

    Il cementificio brucia, l’energonout brucia, la terra è inquinata ( non tutta sia chiaro), dimmi come fai a pensare che l’olio non sia inquinato? io ho espresso una considerazione da non “chimico” ma da cittadino che vorrebbe poter dire andando da altre parti “sono di venafro, la città dell’olio più buono del mondo” o credi che a me faccia piacere.

    L’evidenza è che le mamme per la salute per aver chiesto un poco di notizie sono state querelate, perchè, cosa c’e’ sotto? i cittadini sono informati di tutto? sono venti anni che quel terreno è così e solo ora lo vedono , quanti terreni usciranno fuori tra altri 20 anni?
    I contadini dovevano dire ” oh che sai facendo , noi qui abbiamo le olive” invece sono stati omertosi e hanno continuato seguendo il famoso detto ” campa cavallo che l’erba cresce” ora l’erba non cresce più, come potrei pensare minimamente di bere quell’olio stretto in un triangolo di veleni? che l’aria è inquinata lo dimostrano le news dove addirittura venafro era paragonata al capoluogo piemontese per inquinamento, ora quegli alberi quale aria respirano?
    2+2 fa 4 e la matematica non è opinione.

    Cmq grazie per il tuo parere , alla fine della news avevo lasciato il ” voi cosa ne pensate” ma non venitemi a dire che butto fango su venafro che non è assolutamente vero.

  10. drakunov, come venafrano non gettare fango su venafro. Aiuta a tenere tutto coperto da un telo opaco. Non si deve vedere niente …. specialmente no si deve capire chi sono i veri sversatori di fango sull’area venafrana (e sotto). Bisogna prenderecoscienza dei mali che subiamo, parlarne e trovare il mezzo idoneo a debellarli. L’olio come tutta l’agricolturaa venafro può rinascere, anzi nascere, e diventare di nicchia, cioè ad alto valore aggiunto, ma bisogna cambiare registro anche nelle scelte che continuano a portarsi avanti in tutti i campi, anche nella sceneggiata della continuazione che prosegue imperterrita nel Sistema Rifiuti che continua a vedersi come un serbatoio inesauriubile per gli inceneritori, gli impianti a biomassa 8altamente inquinanti come gli inceneritori) etc etc. Purtroppo siamo piebi di fango e mai ne prendiamo consapevolezza piena mai riusciremo a ripulircene.

  11. DrakunoW

    non servo io, pare che tutto riesce naturalmente senza tanti sforzi, saluti

  12. Caro Drakunow,
    io la penso come te e aggiungo anche che a gettare fango su venafro è stato chi pur venafrano ha consentito questo scempio (contadini? amministratori? smaltitori locali?). Chi sia stato a creare questa situazione non lo so ma siccome non vengo dal paese dei balocchi non posso pensare che tanti venafrani a diversi livelli non sapessero. Se permettete io alla mia salute ci tengo più che all’olio di venafro e se posso risparmairmi di ingerire qualcosa che mi potrebbe far male anche senza averne la certezza me lo risparmio volentieri. Nessuno può mettere la mano sul fuoco sulla salubrità di certe terre e certi prodotti. A meno che qualcuno non voglia sostenere che le dichiarazioni di Schiavone e tutto quello che sta venendo fuori adesso siano fantasie….

  13. Questo è allarmismo puro e in Italia il procurato allarme è un reato sanzionato dal codice penale (art. 658).
    A me sembra che oggi siamo diventati tutti ambientalisti convinti ma in realtà di queste tematiche ne sappiamo poco o niente. E cosa ne viene fuori? Semplicemente il chiacchiericcio sterile a cui siamo abituati da sempre in questo paese.
    Forse voi non avete capito che in questo modo condannate a morte l’economia di un paese come Venafro che ormai da anni è gravemente condizionata. Qualcuno di voi ha fatto analizzare l’olio di Venafro ed è così preparato da asserire che non è un prodotto Dop? Abbiamo la certezza per dire che le olive di Venafro, di qualsiasi zona, sono contaminate dai fumi delle industrie circostanti? Non credo proprio. Allora prima di sparare a zero sul lavoro che fanno tanti piccoli e onesti agricoltori venafrani, cerchiamo di pesare le parole e fare in modo che questi possano continuare a lavorare come fanno da centinaia di anni, cercando di salvare l’unica fetta di economia che, seppur minuscola, è rimasta a Venafro.
    Tutti ambientalisti e i fruttivendoli venafrani sono zeppi di persone che acquistano senza nemmeno chiedere la provenienza dei prodotti. Sapete da dove arrivano il 90% dei prodotti esposti nei fruttivendoli venafrani? Arrivano dal Mof, dal Centro Agroalimentare di Fondi, per intenderci un grande mercato dove vengono scambiati prodotti che provengono da ogni parte d’Italia. Ci vestiamo da ambientalisti e poi compriamo verdure e ortaggi che provengono dalla provincia di Napoli, di Caserta etc etc.
    Smettetela di allarmare la cittadinanza e rimettete in moto un’economia cittadina distrutta!!!

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