Nomine enti sub-regionali. L’affondo di Sorella: gli incarichi vanno cancellati

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Non si placano le polemiche sulle scelte della maggioranza alla Regione: scende in campo il segretario Flc Cgil che esprime delusione per il comportamento assunto dal centrosinistra.
Le recenti nomine negli enti subregionali continuano a suscitare polemiche. Sull’argomento interviene il segretario regionale Flc Cgil, Sergio Sorella che esprime delusione per il comportamento assunto dal governo regionale di centrosinistra dal quale, evidentemente, si aspettava un comportamento assai diverso, se non altro per dare un segnale di forte discontinuità rispetto al passato.
« I presupposti c’erano tutti: solida maggioranza, voglia dei molisani di voltare pagina, opposizione sfilacciata, contesto socio economico che impone delle priorità in materia di programmazione regionale e deve determinare scelte coerenti con gli obiettivi programmatici enunciati in campagna elettorale – dice il sindacalista – Il lodevole sforzo che qualcuno sta profondendo per rispondere efficacemente alle sfide che la società molisana ha di fronte, si sta infrangendo contro i muri del trasformismo più deleterio e contro gli appetiti di quanti pensano di poter proliferare nel sottobosco degli incarichi regionali per “nomina ricevuta”.

Un attacco dunque durissimo e frontale quello sferrato da Sorella che prende spunto proprio dalle nomine per esprimere il forte dissenso nei confronti dell’attività di governo.
«Il banco di prova è stato quello relativo alle nomine negli enti regionali – spiega – Si sono contrapposte legittime aspirazioni a pesanti richieste di mettere il cappello del
proprio gruppo consiliare nei vari comitati ed enti. Il risultato, spulciando l’elenco dei nominati, è non solo deludente, ma in alcuni casi, inquietante.
Le parole della nuova politica dovrebbero essere: competenza, spirito di servizio e storia personale cristallina. – prosegue il sindacalista – bene in alcuni casi, la parola esperto
è un semplice eufemismo, in altri è prevalsa la regola dell’occupazione di posti di potere, in altri il solito cambio di casacca, ed in qualche altro sembra che non si sia tenuto
conto nemmeno dei procedimenti pendenti. Così assistiamo alla nomina, in qualità di esperti, di persone che nella loro vita hanno utilizzato le istituzioni pubbliche per i propri
interessi, infrangendo le più elementari regole riguardanti la gestione del pubblico denaro. Cos’altro deve fare un soggetto perché non venga considerato esperto in una
commissione regionale?
Il presidente del Consiglio regionale ha sostenuto che, nelle nomine, si è tenuto conto delle professionalità e dell’appartenenza – puntualizza Sorella – Nei giorni scorsi è stato
da noi invitato a fare una valutazione attenta sul tema. Speriamo che consideri le nostre argomentazioni e che si possano cancellare delle nomine francamente
inadeguate. Intanto esprimiamo il nostro dissenso su questo modo di procede che può determinare un’ulteriore disaffezione nei confronti delle istituzioni, viste non come luoghi
pubblici nei quali persone competenti e trasparenti, danno il proprio contributo per la soluzione dei problemi, ma come posti da occupare prescindendo dalla storia personale
dei singoli. Sarebbe un segnale devastante per il nostro fragile Molise», chiude preoccupato Sorella.

fonte: http://www.ilgiornaledelmolise.it/?p=27897

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