Migliaia di euro per Il Molise su due ruote: ma di bici e piste ciclabili nemmeno l’ombra

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Dieci anni fa la Regione, spendendo quasi 200 mila euro, regalò ai Comuni più di 1500 biciclette di cui si è persa traccia. In cambio sarebbero dovute nascere un po’ ovunque piste ciclabili che non hanno mai visto la luce. Ora ci riprova l’Unione Europea: altri 450 mila euro affidati all’Unione dei Comuni del Basso Biferno per promuovere il turismo ecologico e “a pedali”. Ma finora le vie dedicate ai ciclisti sono solo sulla carta

di Alessandro Corroppoli

Basso Molise. Era il 1999 quando la Commissione Europea dava alle stampe un manuale dal titolo “Città della bicicletta, città dell’avvenire” e a distanza di quattordici anni i Paesi membri dell’Unione europea hanno dato ragione a quel titolo: infatti è notizia di questi giorni che le bicilette battono le automobili 20 a 12. Ovvero: 20 milioni di bicilette vendute a fronte di 12 milioni di automobili. Anche l’Italia rientra in questa speciale classifica che vede gli acquirenti della bici superare quelli delle macchine: un milione e seicentomila bici vendute contro un milione e quattrocentomila auto. Ma mentre il nord del Paese ci si sta adeguando al primato delle due ruote con la realizzazione di piste ciclabili che crescono come funghi, nelle regioni del centro sud siamo all’anno zero: poco più di tremila chilometri di piste ciclabili.

La Regione Molise ha cercato negli anni di adeguarsi ai tempi. Si è sforzata di essere europea, ha progettato e finanziato mezzi e percorsi per le due ruote ma, ad oggi, per una serie di motivi si è fermi al palo.
Il primo passo verso un “Città della bicicletta” lo tentò Michele Iorio quando nel settembre di dieci anni fa, 2003, fece approvare dalla sua Giunta l’acquisto di 1.585 biciclette e 250 seggiolini. L’acquisto rientrava nel “Programma regionale per la valorizzazione e lo sviluppo della mobilità ciclistica” . Programma approvato in sede di Consiglio regionale nel luglio del 2000 anno in cui la regione era presieduta da Giovanni Di Stasi. Bici e seggiolini furono acquistati, con base d’asta di 167.849,49 euro, e girati a 108 comuni della regione i quali in compenso avrebbero dovuto realizzare piste ciclabili. Ma, se si esclude un tentativo alquanto goffo del Comune di Campobasso che morì ancor prima di nascere, a distanza di dieci anni in Molise è più facile incrociare gente che cavalca muli piuttosto che bici griffate dal logo regionale.

A voler porre rimedio a questa situazione a dir poco imbarazzante è l’Unione dei Comune del Basso Biferno con il progetto “Medpaths”. L’obiettivo generale è quello di valorizzare il patrimonio naturalistico e culturale locale con finalità di tipo turistico. A detta della coordinatrice, la dottoressa Giovanna Lepore direttrice del Gal Innova Plus, sono già stati fatti il censimento, la catalogazione e digitalizzazione del patrimonio locale, comprese le realtà che si occupano di ospitalità e ricettività, l’individuazione di percorsi da destinare alla cosiddetta «mobilità lenta», la realizzazione di un portale.Fatto importante è che la sua realizzazione non peserà sulle casse dell’Unione.Infatti i 458 mila euro sono stati messi a disposizione per l’85 per cento dall’Unione Europea e il restante 15 per cento dal Governo Nazionale.

Il progetto è stato presentato alla Fiera d’ottobre di Larino, occasione in cui il presidente dell’Unione dei Comuni Franco Pallotta ha spiegato che «viene realizzato in collaborazione con la Croazia che ha città e comuni simili a quelli molisani, ed è stato creato essenzialmente per lo sviluppo turistico e culturale delle due sponde».

Tutto bello, Ma anche tutto funzionante? Non proprio.
Essendo Medpaths un progetto finanziato direttamente dall’Europa deve rispondere a certi parametri come quello della rendicontazione delle spese sostenute. In caso contrario, il finanziamento viene bloccato. A oggi, stando ai dati in nostro possesso, dei 458 mila euro ne è stata investita poco più della metà, 225.134 euro e di questi nessuno per realizzare, ad esempio, sentieri o percorsi da destinare alla «mobilità lenta». Più della metà di questi duecento e passa mila euro sono stati spesi tra personale interno (22.000 euro), collaboratori esterni (90.533,98 euro), spese generali quali telefono, affitto (4.600 euro). Il resto, 108.000 euro, in investimenti per la progettazione. Una progettazione che evidentemente non contempla percorsi per gli amanti delle due ruote. La cosa buffa è che gran parte del percorso ciclabile dovrebbe coinvolgere quei comuni che dieci anni prima hanno usufruito del regalo di Michele Iorio. Portocannone, Guglionesi, Campomarino, Montecilfone, Montenero di Bisaccia, Petacciato, San Giacomo degli Schiavoni e Ururi ricevettero un totale di 151 bici e 25 seggiolini.

Dopo dieci anni le bici e i seggiolini sono finiti nello stanzino dell’uomo nero. Mentre delle piste ciclabili, della cartellonistica, dei box informativi annessi neanche l’ombra. Il tutto mentre metà dell’investimento dell’Unione Europea è già bello che terminato.

fonte:http://www.primonumero.it/attualita/primopiano/articolo.php?id=15462&fb_action_ids=566525686769139&fb_action_types=og.likes&fb_ref=.UtLWMaOAEts.like&fb_source=other_multiline&action_object_map=%7B%22566525686769139%22%3A492931824149938%7D&action_type_map=%7B%22566525686769139%22%3A%22og.likes%22%7D&action_ref_map=%7B%22566525686769139%22%3A%22.UtLWMaOAEts.like%22%7D

(Pubblicato il 12/01/2014)

There are 1 comments

  1. ma si tratta delle bici gialle con la scritta REGIONE MOLISE?…una con queste caratteristiche l’ho vista sfrecciare su Corso Campano il giorno della Memorial Silvestri…e indovinate chi la guidava?…quello della tolleranza zero!…hi hi hi

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