Microsoft, addio a Xp: le cinque cose da sapere

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Da oggi 8 Aprile 2014  – Microsoft interromperà (questa volta in maniera definitiva) la distribuzione di patch e aggiornamenti per il suo glorioso sistema operativo, Windows Xp. Dalla mezzanotte di stasera, in pratica, qualsiasi PC abbia installato Xp in una delle sue tante versioni, sarà potenzialmente a rischio sicurezza.

A quanto pare non saranno pochi gli utenti che si troveranno in questa condizione. Secondo una recente stima condotta da Trend Micro, circa un terzo di tutti i PC nel mondo è ancora equipaggiato con Xp e dunque potenzialmente scoperto di fronte alle eventuali minacce (virus, botnet e malware in genere) che da qui in avanti verranno immessi nella rete. Chi rientra in questa statistica è perciò chiamato – per non dire obbligato – a prendere provvedimenti. Che significa in primo luogo aggiornare il sistema proprio sistema operativo a una delle versioni più recenti (Windows 7, o Windows 8), e non solo. Qui di seguito vi mostriamo tutte le cose da fare o comunque da tenere presente per non scongiurare il pericolo di uno “Zero-Day” perenne.

1. IL BACK-UP, PRIMA DI TUTTO
Ancor prima di prendere una decisione su futuro del vostro PC fate un bel back-up dei vostri dati. E’ facile prevedere infatti che con la fine del supporto di Microsoft gli hacker di tutto il mondo avranno un motivo in più per cercare (e trovare) nuove falle nel sistema operativo. Per non sapere né leggere né scrivere, meglio dunque provvedere a rifare una copia di tutti i dati (specie di quelli sensibili) presenti sul computer.

2. ASSICURATEVI CHE IL VOSTRO PC SIA AGGIORNABILE
Se optate per l’aggiornamento, non dimenticatevi di verificare che la vostra macchina sia nelle condizioni migliori per recepire una nuova versione di Windows. Per l’installazione di Windows 8.1, ad esempio, i requisiti di sistema prevedono che il PC da aggiornare abbia almeno un processore da 1 GHz con supporto per PAE, NX e SSE2 , 1 Gb di RAM (32 bit) o 2 GB (64 bit), 16 Gb di spazio su disco rigido (32 bit) o 20 GB (64 bit) e una scheda grafica Microsoft DirectX 9 con driver WDDM. Al di là di queste credenziali, è importante inoltre valutare la compatibilità del nuovo software con le vecchie periferiche: i modelli più datati di stampanti, scanner, lettori multimediali, infatti, non dispongono in molti casi dei driver necessari per garantire l’interoperabilità con le nuove versioni di Windows.

3. DA 119 a 279 EURO: ECCO QUANTO COSTA L’AGGIORNAMENTO
L’aggiornamento all’ultima versione di Windows costa 119 o 279 euro a seconda della licenza acquistata (Windows 8.1 oppure 8.1 Pro). Attraverso siti di e-commerce e fornitori di terze parti si può anche optare per l’acquisto di una licenza di Windows 7 (i costi in questo caso sono più ridotti), una scelta che in ogni caso – sottolinea Claudia Bonatti, Direttore Divisione Windows di Microsoft Italia – garantisce un supporto più limitato rispetto allo stato dell’arte del software Microsoft. “Andare su Windows 7 significa perdere 4-5 anni di ciclo di vita di prodotto”, spiega la responsabile, “È un prodotto comunque vecchio e che non offre tutte quelle risorse di cui dispone Windows 8, soprattutto in ambito aziendale”.

4. QUALI SONO I RISCHI PER CHI NON SI AGGIORNA?
Ma quali sono, in concreto, i rischi per un utente o per un’azienda che – per qualsiasi motivo – non aggiorni il proprio PC a una versione più recente di Windows? “Ci sono due rischi fondamentali”, spiega la Bonatti: “il cosiddetto downtime, ovvero il fermo macchina, e la sottrazione di dati. Una vulnerabilità di Xp è sostanzialmente una porta aperta agli attacchi esterni: significa ad esempio che un hacker può presentarsi all’interno di una rete aziendale come amministratore di sistema e, in maniera silente, contrarre dati e informazioni sensibili”.

5. LE ALTERNATIVE? POCHE (E NON SEMPRE BUONE)
Chi proprio non se la sentisse (per ragioni ideologiche o economiche) di migrare a una più recente versione del software ha due strade per continuare a usare Windows Xp in modo più o meno sicuro: la prima – abbastanza drastica – è quella di non connettersi a Internet; la seconda è affidarsi alla protezione di un Internet Security Essential di terzi (Avg, Avast, Kaspersky, Symantec etc), tenendo comunque presente che la protezione sarà comunque parziale: “La copertura dell’antivirus – conclude Claudia Bonatti – fornisce una protezione parziale, in quanto non è in grado di proteggere dagli attacchi diretti al kernel del sistema operativo. Solo il produttore, in questo caso Microsoft, può infatti provvedere al fixing di determinate vulnerabilità di sistema”.

fonte:http://mytech.panorama.it/

 

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