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Mai più Editoriale di Marco Travaglio da Il Fatto Quotidiano 28 dicembre 2017 …

Mai più

Editoriale di Marco Travaglio
da Il Fatto Quotidiano 28 dicembre 2017

La legislatura che sta per essere sciolta (si spera nell’acido) è stata una delle peggiori della storia repubblicana. Ma almeno un merito l’ha avuto: offrirci la galleria completa di tutti gli orrori che non vorremmo mai più vedere.

1. La non-vittoria. Dalle urne del 2013 esce un’Italia tripolare: Pd+Sel, Pdl e M5S (più il centrino di Monti&C.). Nessun blocco ha la maggioranza. Bersani ammette che ha “non vinto” e fa un altro errore: chiede in streaming ai 5Stelle l’appoggio esterno al suo governo con ministri e programma non concordati con loro. La risposta del primo partito d’Italia è no. Ma sbaglia pure il M5S: non dice quale premier e quali alleati vuole.

2. La scarica dei 101. Napolitano ne approfitta e traffica per tagliar fuori i vincitori e riportare al governo i perdenti. Nomina dei “saggi” per dettare il programma al governo che non c’è. E i supporter suoi e dell’inciucio lavorano alla sua rielezione. Caduto Marini, il Pd sceglie per acclamazione Prodi: poi 101 o più franchi traditori Pd lo impallinano, ben sapendo che mai riesumerebbe B.. Infatti il miglior candidato, Stefano Rodotà, uomo di centrosinistra proposto dal M5S e votato da Sel, viene ignorato. Tuttora il Corriere racconta la favola del “Parlamento incapace di eleggere un nuovo Capo dello Stato” e “costretto a rieleggere Napolitano”. Balle: Grillo nel 2013 dice che Rodotà sul Colle spianerà la strada a un governo di cambiamento. Proprio quel che non vogliono Pd, Pdl e Napolitano. Infatti B. canta “Meno male che Giorgio c’è”.

3. Napoletta. Re Giorgio II strapazza il Parlamento che l’ha appena rieletto e gli detta il menu delle cose da fare. Il nuovo premier è Enrico Letta, scelto da lui e da B. Il programma è un optional, infatti il suo governo non farà nulla, salvo riabolire l’Imu sulle prime case, anche dei ricchi, per tener buono il Pdl. Poi B. è condannato in Cassazione ed espulso dal Senato e, per rappresaglia, lascia la maggioranza. Ma i suoi ministri, da Alfano in giù, restano incollati alle poltrone e fondano Ncd, salvando il governo Alfetta. Tanto sono tutti nominati col Porcellum e non hanno elettori a cui render conto.

4. Enrico sta sereno, Matteo sta Nazareno. Renzi vince le primarie Pd e diventa segretario. Giura che mai andrà al governo senza passare per le urne, #enricostaisereno. Poi vede B. per il Patto del Nazareno e va al governo senza passare per le urne, ma solo per Verdini. Re Giorgio gli depenna Gratteri alla Giustizia e gl’impone la fissa della nuova Costituzione. Renzi s’inchina e si scava la fossa.

5. 80 euro, 40 per cento. Gli 80 euro alla vigilia delle Europee portano il Pd al 40,8%. Tutta l’Italia che conta salta sul carro del vincitore. Per tre anni Renzi può varare leggi vergogna à gogo (Jobs Act, art. 18, Buonascuola, salva-evasori, responsabilità dei giudici, bavaglio sulle intercettazioni, controriforma costituzionale, Italicum…), completando l’opera di B. che le vota quasi tutte. Invece le leggi anticorruzione e antiprescrizione restano al palo: Verdini&Alfano non vogliono. Idem i tagli ai vitalizi. Il tutto a opera di una maggioranza illegittima che compra parlamentari un tanto al chilo: alla fine i voltagabbana saranno 345 (uno su tre) per 546 cambi di casacca (10 al mese): record mondiale.
[…] continua

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Editoriale di Marco Travaglio
da Il Fatto Quotidiano 28 dicembre 2017

La legislatura che sta per essere sciolta (si spera nell’acido) è stata una delle peggiori della storia repubblicana. Ma almeno un merito l’ha avuto: offrirci la galleria completa di tutti gli orrori che non vorremmo mai più vedere.

1. La non-vittoria. Dalle urne del 2013 esce un’Italia tripolare: Pd+Sel, Pdl e M5S (più il centrino di Monti&C.). Nessun blocco ha la maggioranza. Bersani ammette che ha “non vinto” e fa un altro errore: chiede in streaming ai 5Stelle l’appoggio esterno al suo governo con ministri e programma non concordati con loro. La risposta del primo partito d’Italia è no. Ma sbaglia pure il M5S: non dice quale premier e quali alleati vuole.

2. La scarica dei 101. Napolitano ne approfitta e traffica per tagliar fuori i vincitori e riportare al governo i perdenti. Nomina dei “saggi” per dettare il programma al governo che non c’è. E i supporter suoi e dell’inciucio lavorano alla sua rielezione. Caduto Marini, il Pd sceglie per acclamazione Prodi: poi 101 o più franchi traditori Pd lo impallinano, ben sapendo che mai riesumerebbe B.. Infatti il miglior candidato, Stefano Rodotà, uomo di centrosinistra proposto dal M5S e votato da Sel, viene ignorato. Tuttora il Corriere racconta la favola del “Parlamento incapace di eleggere un nuovo Capo dello Stato” e “costretto a rieleggere Napolitano”. Balle: Grillo nel 2013 dice che Rodotà sul Colle spianerà la strada a un governo di cambiamento. Proprio quel che non vogliono Pd, Pdl e Napolitano. Infatti B. canta “Meno male che Giorgio c’è”.

3. Napoletta. Re Giorgio II strapazza il Parlamento che l’ha appena rieletto e gli detta il menu delle cose da fare. Il nuovo premier è Enrico Letta, scelto da lui e da B. Il programma è un optional, infatti il suo governo non farà nulla, salvo riabolire l’Imu sulle prime case, anche dei ricchi, per tener buono il Pdl. Poi B. è condannato in Cassazione ed espulso dal Senato e, per rappresaglia, lascia la maggioranza. Ma i suoi ministri, da Alfano in giù, restano incollati alle poltrone e fondano Ncd, salvando il governo Alfetta. Tanto sono tutti nominati col Porcellum e non hanno elettori a cui render conto.

4. Enrico sta sereno, Matteo sta Nazareno. Renzi vince le primarie Pd e diventa segretario. Giura che mai andrà al governo senza passare per le urne, #enricostaisereno. Poi vede B. per il Patto del Nazareno e va al governo senza passare per le urne, ma solo per Verdini. Re Giorgio gli depenna Gratteri alla Giustizia e gl’impone la fissa della nuova Costituzione. Renzi s’inchina e si scava la fossa.

5. 80 euro, 40 per cento. Gli 80 euro alla vigilia delle Europee portano il Pd al 40,8%. Tutta l’Italia che conta salta sul carro del vincitore. Per tre anni Renzi può varare leggi vergogna à gogo (Jobs Act, art. 18, Buonascuola, salva-evasori, responsabilità dei giudici, bavaglio sulle intercettazioni, controriforma costituzionale, Italicum…), completando l’opera di B. che le vota quasi tutte. Invece le leggi anticorruzione e antiprescrizione restano al palo: Verdini&Alfano non vogliono. Idem i tagli ai vitalizi. Il tutto a opera di una maggioranza illegittima che compra parlamentari un tanto al chilo: alla fine i voltagabbana saranno 345 (uno su tre) per 546 cambi di casacca (10 al mese): record mondiale.
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