Luigi Valente risponde all’articolo pubblicato sul giornale altromolise.it dal titolo ” la via francigena….” e riportato su questo blog

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Il qualità di nominato all’interno dell’articolo “Lo strano affare della via Francigena”, chiedo che mi sia concesso il diritto di replica e che quanto da me riportato venga messo nella medesima evidenza dell’articolo citato.
Come prima cosa mi preme dire che gli incarichi (del valore di 500 €) dati alla mia persona dal comune di Oratino e Scapoli, sono totalmente legali e non sono minimamente legati alla via Francigena, come questo giornale vuole far credere.

Allo stesso modo io non ho nulla a che vedere con l’associazione privata Borghi di Eccellenza, di cui non faccio parte, di cui apprezzo l’operato. Oltremodo tale associazione non ha alcun potere e possibilità di decisione per il “prestigioso” incarico che ha scomodato lo zelante giornalista, che invece è frutto del normale (a volte anche misero) lavoro che svolge un libero professionista, che viene chiamato a collaborare da una amministrazione in maniera chiara, libera, trasparente e legale.

Nessuno scandalo, nessun clamore, nessuna dietrologia, basta leggere le delibere che lo stesso giornalista cita (chiaramente senza specificarne il contenuto) per avere conferma di quanto da me detto.

In nessun modo la delibera 106/2012 e la determina 55/2012 del comune di Scapoli e la delibera di incarico 21/2012 del comune di Oratino, fanno riferimento alla Via Francigena o a Borghi d’Eccellenza e in nessun modo tali incarichi sono subordinati agli stessi.
Delibere e determine, per legge, sono consultabili da chiunque on-line.
Essere sbattuti in prima pagina sul giornale Altromolise, con la notizia messa in piena evidenza, per una presunta inchiesta, lacunosa e diffamatoria, per un giro d’affari pari a ben 500 € mi sembra francamente folle.

Oltretutto tale articolo viene riportato dal direttore di questo giornale su svariate pagine del Social Network Facebook (privilegio che il direttore non conferisce a tutti gli articoli), ma credo che una palese motivazione ci possa essere.

Il direttore di questo giornale, Antonio Sorbo, ha da tempo degli alterchi politici con mio padre, Franco Valente.
Sorbo ha deciso di coinvolgermi in queste sue personali battaglie, facendo raccontare sul suo giornale una serie di falsità, per le quali sarà sporta querela.

Antonio Sorbo, dopo i suoi continui fallimenti politici, ha deciso di utilizzare il proprio giornale per attaccare persone e politici a lui avversi.
Questo suo modo di fare è quantomeno deprecabile, dal momento in cui si è proposto, in passato e per il futuro, come sindaco di Venafro, paese nel quale mi onoro di essere residente.

Nella mia vita, in nessun modo mi sono trovato ad avere a che fare con rapporti lavorativi dubbi o in qualsiasi modo strani. Nella mia carriera professionale al massimo si possono raccontare storie che, per amore del mio paese, mi hanno visto perdere laute parcelle, come ad esempio quando venni chiamato a collaborare alla stesura del progetto di impatto ambientale della turbogas, che si voleva costruire nei pressi di Venafro, collaborazione che ho chiaramente rifiutata.

Differentemente da chi andava in piazza a manifestare contro la Turbogas e poi veniva pagato, sotto forma di sponsorizzazioni (dirette o indirette) sul proprio giornale online, dalla stessa società che voleva costruire la centrale.
Per questi motivi non riesco a capire come il direttore di questo giornale, Antonio Sorbo, possa in alcun modo permettere di pubblicare un articolo pieno di falsità.

Capisco che i suoi progetti politici naufragano ogni qualvolta si palesa sulla scena politica, ma questo non giustifica l’utilizzo dei suoi giornali per sfogare il suo livore nei confronti degli avversari e di certo ciò non lo fa risultare amato.

Capisco anche che questi metodi ha avuto modo di apprenderli quando faceva il direttore di giornale alla corte del fascista Ciarrapico, ma anche ciò non è una valida scusante.
Quello che non capisco è come un giornalista, direttore di giornale, insegnante nelle scuole (anche se titolo conseguito in tarda età), consigliere comunale (dimissionario), consigliere provinciale (mamma mia quante cariche, quasi tutte pagate da noi contribuenti), che ha fatto della legalità il suo cavallo di battaglia, possa in qualche modo favoreggiare comportamenti diffamatori.

Negli ultimi anni Sorbo ha cambiato modo di fare politica per aumentare il proprio consenso: da perfetto trasformista della politica ha militato praticamente in quasi tutti i partiti di Centrosinistra. Si è battuto per la scuola e l’ospedale di venafro principalmente per cercare visibilità, senza mai compiere nulla di concreto per la salvaguardia degli stessi.

In tutta la sua carriera politica, Sorbo, ha fatto della politica in pantofole il suo unico metodo, preferendo stare comodo davanti al suo computer a scrivere e scrivere (senza virgole), senza mai fare qualcosa che abbia cambiato, se pur minimamente, la nostra città.
So perfettamente che dopo queste mie legittime critiche, conoscendo il livore che anima Sorbo, sarò continuo bersaglio di sue iniziative, ma poco mi importa, conosco la mia etica e non permetto a nessuno di infangarla.

In più, dico ad Antonio, che se vuole parlare male della mia persona, non utilizzi il nome di mio padre, ma scriva direttamente di me o della mia professione, perché non ho nulla da temere.
Se questi sono i presupposti con cui Antonio Sorbo si candida a sindaco di Venafro, allora i tempi che stiamo per affrontare sono sicuramente bui.

Luigi Valente

N.B.
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There are 7 comments

  1. Luigi Valente |

    come espressamente detto tutti commenti anonimi andrebbero cancellati.
    non mi risulta esista un tale melino catenaccio.

  2. Luigi Valente |

    Mi pare chiaro che ormai le richieste sono rimaste inattese. Gli anonimi continuano a commentare liberi.
    Vabbè mica mi posso imporre… le regole non le faccio io, qui sono solo ospite. Grazie

  3. Ing Antonio Zullo |

    hanno valori diversi i commenti anonimi e quelli realmente espressi da persone bene individuabili. I primi posso essere più agevolmente collocati tra le “dicerie” buttate ad arte da chi vorrebbe solo denigrare, poi tocca al destinatario di turno provare di scrollarsela di dosso. i commenti con nome e cognome almeno chiariscono la fonte perciò dovrebbero avere maggiore valenza di affidabilità, anche se delle affermazioni andrebbero calate nel reale contesto. Ad esempio..ma credete veramente che gli incarichi sotosoglia dati ai professionisti ed all’imprese ed ai fornitori e le assunzioni a tempo determinato fatte in regione ed agli enti regionli minori, rispettino i principi europei richiamati nella nostra normativa, tra cui equità e rotazione, e non siano invece “favoritismi da cricca”. fare un lavoro per 500 euro significa solo cercare di farsi un nome, anche se la legge non contirebbe al professionista di lavorare a rimetterci, ma nell’andazzo attuale, almeno finchè il M5S non risucirà a cambiarlo, o ti mangi questa minestra o ti butti dalla finestra. E 500 euro sono meglio di niente, almeno danno la possibilità di altre esperienze e di crescere professionalmente, anche se ci si rimette di proprio in termini economici immediati. Auguri di buona crescita professionale all’arch Luigi Valente come a tutti i profesionisti più giovani che hanno a vedersi riconosciuta una quota di lavoro invece di arricchire a dismisura, favorendoli illegittimamente, coloro in più alto grado nella scala della presunta “cricca” di sottobosco se non di bosco vero e proprio.

  4. Luigi Valente |

    Gentile Ing. Zullo,
    Lei ha ragione in quello che dice, soprattutto sulla questione dei principi europei. Queste direttiva dovrebbe aiutare i giovani professionisti come me, ma è vero che non viene attesa.
    Però il suo commento concerne una parte molto marginale della questione. Qui parlo di diffamazione fatta sul Giornale del politico Antonio Sorbo, operazione grave nel merito e dal punto di vista politico. Ma Conosciamo bene i suoi metodi.

  5. Conosco architetti così affermati e bravi in questa regione,che esercitano da così tanti anni ,che iniziano una opera nel centro di Venafro e poi ne lasciano lo scheletro. 6 piani di morbidezza fatta di cemento e impalcature. Ferme a prendere freddo e ad erodere la struttura. Bell’esempio di come l’esperienza e la presunta capacità possano essere utili alla collettività!!Tristezza!!!

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