Le mani nelle tasche dei molisani: da gennaio tutti più ‘poveri’. La tabella della nuova Irpef

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Costi della politica, indignazione e tassazione alle stelle, ecco come il centrosinistra ha tradito le aspettative dei cittadini
CAMPOBASSO. Non si ferma, giustamente, il dibattito sui tanto discussi costi della politica, sui
nuovi stipendi di presidente della Giunta, assessori e consiglieri regionali approvati di
recente dalla maggioranza di centrosinistra e sulla tassazione ormai alle stelle che strema
cittadini e imprese. Il movimento spontaneo degli Indignati del Molise, lo stesso che organizzato la
manifestazione di protesta dinanzi ai cancelli di Palazzo Moffa, ha calcolato quanto graverà sulle tasche
dei molisani il recente aumento dell’imposta sulle persone fisiche deciso dall’attuale governo
regionale.
“Questi non vogliono capire, ed è inutile interrogarli perchè non rispondono e preferiscono nascondersi dietro
il Presidente della Giunta regionale. La questione degli aumenti è una schifezza, specialmente in un momento
come questo, contro miglia di giovani che non lavorano, cittadini che perdono il lavoro, persone che
frequentano le mense della Caritas per poter mettere un pasto a tavola. Hanno commesso un
grave errore di protervia con un aggravante. L’errore è stato quello di aumentarsi le indennità, i
rimborsi spese e le risorse per i gruppi consiliari nello stesso momento che aumentavano
Irpef, Irap e accise. L’aggravante e che durante la campagna elettorale avevano promesso, a spot spiegati,
che avrebbero ridotto le tasse e le indennità. Obiettivi bugiardi e falliti entrambi. Oggi a cura dei
cosidetti indignati è stata elaborata una tabella con gli aumenti Irpef che scatteranno dal 1 gennaio, il Molise
presenta l’aliquota Irpef maggiore di tutte le altre regioni: 3,47% a fronte di una media regionale del’1,72. Ciò
costerà ad un pensionato al minimo (reddito 15.000 euro) 120 euro annuali in più: l’aumento
si mangerà l’adeguamento al costo della vita per le pensioni minime previsto dal governo; ad un pensionato
con reddito di 25.000 euro l’aggravio sarà di 250 euro l’anno (a questi pensionati non è prevista ad oggi la
rivalutazione costo della vita); man mano che si avanza con il reddito l’aggravio sarà più pesante. I cittadini, i
cosidetti indignati, questa cosa l’hanno capita immediatamente a scorno dei sindacati che non hanno
detto nulla su questo e non hanno mosso un dito e a scorno di quei consiglieri che dicono,
un giorno si e l’altro pure, di essere a fianco dei lavoratori, dei pensionati, degli ultimi, dei
diseredati, degli immigrati“.

fonte:isernianiuws.it

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