La spending review è legge, cancellata la provincia di Isernia

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Dopo il Senato anche la Camera dei deputati ha approvato, senza modifiche, il decreto sulla revisione della spesa che così diventa legge.La spending review ha ricevuto 371 sì, 86 no e 22 astensioni tra cui quella della deputata molisana del Pdl, Sabrina De Camillis. Contro hanno votato i rappresentanti dell’Idv tra cui i molisani Antonio Di Pietro e Anita Di Giuseppe.
Il provvedimento del governo avvia quindi formalmente e concretamente il riordino delle province. Con il voto di fiducia non è stato possibile discutere emendamenti modificativi, pertanto il provvedimento è rimasto immutato. La legge prevede il riordino delle Province secondo due criteri: una popolazione di almeno 350 mila abitanti e una superficie territoriale superiore ai 2.500 chilometri quadrati. Eliminato il termine “accorpamento”, ma di fatto, per il Molise, di questo si tratterà: di un accorpamento delle due province con la “annessione” di fatto della provincia di Isernia a quella di Campobasso. Ma dalla Camera arriva anche una ulteriore “mazzata” per i molisani. Tra le misure previste dal provvedimento c’è anche l’aumento immediata dell’aliquota Irpef per le otto Regioni, tra cui il Molise, in disavanzo sanitario. Inoltre aumentano in modo esponenziale anche le tasse per gli universitari fuori corso. La prima fase operativa della spending review dovrebe assicurare allo Stato risparmi pari a 4,5 miliardi nel 2012, 10,9 miliardi nel 2013 e 11,7 miliardi nel 2014. Previsto anche il taglio del personale della pubblica amministrazione, gli sconti sui farmaci per la sanità pubblica. Saranno accorpate  l’Agenzia del Territorio con l’Agenzia delle Entrate, i Monopoli con l’Agenzia delle Dogane. Tra gli effetti della legge c’è anche quello di ridurre nel giro di pochi mesi del 10 per cento l’organico della pubblica amministrazione (che oggi conta oltre tre milioni di dipendenti e quindi ci sarà un taglio di circa 300 mila dipendenti) e del 20 per cento dei dirigenti pubblici. Un’altra misura che avrà effetti pesanti sul Molise sarà anche la riduzione dei posti letto ospedalieri, che determinerà di fatto la chiusura di interi reparti e di qualche ospedale.
Tra gli scopi del decreto, quello di evitare l’innalzamento dell’Iva previsto invece per il prossimo ottobre (un punto per le aliquote dell’10% e del 21%) e che slitta invece al prossimo anno. Per quanto riguarda la vicenda della soppressione di fatto della Provincia di Isernia, si attendono ora le decisioni della Regione Molise, a cui è demandato il compito di formulare una proposta di riordino. Diverse le ipotesi in campo. Fermo restando che, visti i criteri, il Molise non potrà avere più di una provincia, Iorio potrebbe proporre la creazione della Provincia di Campobasso-Isernia. Anche la decisione sul capoluogo di provincia spetta alle regioni. La norma prevede che tale titolo spetta al capoluogo con il maggior numero di abitanti, ma ammette delle deroghe che potrebbero far ipotizzare la possibilità di indicare Isernia come capoluogo di Provincia conservando Campobasso naturalmente il titolo di capoluogo di Regione. Ma c’è anche un’altra ipotesi: quella che la Regione Molise si rifiuti di recepire le indicazioni legislative contestandone la legittimità costituzionale e proponendo quindi ricorso alla Corte Costituzionale. In questo caso il governo nominerebbe un commissario esercitando il potere sostitutivo a cui verrebbe demandato il compito di formulare la proposta di riordino delle province. Nessuna concreta indicazione, invece, è stata fornita per il personale delle province che saranno soppresse e che adesso rischiano di finire in esubero e quindi con la possibilità di essere licenziati. Resta infine da chiarire anche il destino degli eletti a suffragio universale, sia come consiglieri sia come presidenti delle due Province molisane. La legge prevede che chi viene eletto può essere dichiarato decaduto soltanto per dimissioni o per provvedimento di scioglimento del consiglio di cui fa parte per infiltrazioni mafiose o, per le singole posizioni, in caso di incompatibilità non rimossa o di ineleggibilità secondo quanto previsto dalla legge. I consiglieri eletti, sia della provincia di Isernia che di quella di Campobasso dovrebbero, secondo alcuni, concludere comunque il loro mandato. Ma il governo sembra intenzionato a rimuoverli dall’incarico. Non si capisce ancora se la eventuale decadenza riguarderà soltanto i consiglieri e il presidente della Provincia di Isernia o anche quelli della provincia di Campobasso. Infatti, con l’accorpamento, non esisterebbe più l’ente Provincia di Campobasso e quindi non avrebbero titolo a rimanere in carica nemmeno quelli che in quella provincia sono stati eletti da un corpo elettorale che non coincide con quello della nuova provincia. Infatti, essendo stato eliminato l’accorpamento, attraverso il riordino si verrebbe a creare un nuovo ente che quindi dovrebbe essere amministrato da nuovi consiglieri e da un nuovo presidente. Questioni che restano aperte e sulle quali si potrebbe combattere una ulteriore battaglia di natura giurisdizionale.

Ecco le misure più importanti del testo:

TAGLI ALLA P.A. – Il provvedimento rivede, tra le tante norme, l’organico della pubblica amministrazione con un taglio, entro ottobre,  delle dotazioni delle amministrazioni centrali con un meno 20% per la dirigenza e meno 10% per il resto del personale e una revisione del turn over. Prevede inoltre il contenimento dei costi per il parco auto e i buoni pasto e la riduzione delle spese per il funzionamento della presidenza del Consiglio.

FARMACI – Limati gli sconti a carico di farmacie e aziende farmaceutiche previsti per il 2013: fissati al 2,25% per le prime, al 4,1% per le seconde. Passa inoltre dall’11,5% all’11,35% il tetto della spesa farmaceutica territoriale. Per i cosiddetti farmaci griffati, spetta al medico la facoltà di decidere se inserire o meno il nome di uno specifico farmaco nella ricetta,insieme al principio attivo. L’indicazione è vincolante per il farmacista se inserita la lausola di non sostituibilità.

TAGLIO DEI POSTI LETTO OSPEDALIERI – Le Regioni dovranno procedere con la riduzione dei posti letto per arrivare a 3,7 ogni 1000 abitanti. La riduzione avverrà anche sulla base e nel rispetto degli standard qualitativi, strutturali, tecnologici e quantitativi relativi all’assistenza ospedaliera.

DA SOPPRESSIONE PROVINCE A RIORDINO – Stop alla soppressione, si passa al riordino delle province. Saranno le Regioni a proporlo, con una proroga dei termini di scadenza. Le Regioni dovranno poi rispettare i parametri di popolazione e territorio (350.000 abitanti e 2.500 chilomentri quadrati), e la volontà di spostamento dei Comuni da una Provincia ad un’altra. Rete scolastica e gestione dell’edilizia scolastica saranno di competenza delle Province. 100 milioni di euro alle Province dal fondo per i rimborsi fiscali alle imprese. Nessun salvataggio per Terni, Matera e Isernia.

CITTA’ METROPOLITANE – Dovrà essere una specifica Conferenza a elaborare e deliberare lo statuto delle città metropolitane.

800 MILIONI AI COMUNI – 800 milioni che le Regioni dovranno distribuire ai Comuni. Alla Sicilia il contributo piùconsistente contributo: 171,5 milioni di euro.

STOP OBBLIGO TAGLIO ENTI – Non c’è più l’obbligo per regioni, province e comuni di sopprimere o accorpare enti, agenzie e organismi con funzioni fondamentali a patto che comunque gli oneri finanziari siano ridotti non meno del 20%.

PREFETTURE – Passa dal 10 al 20% il risparmio imposto alle prefetture per l’esercizio unitario delle funzioni logistiche e strumentali di tutte le strutture periferiche dello Stato.
Esclusi dal riordino Carabinieri, Gdf, Capitanerie di porto e Polizia penitenziaria.

PIU’ TEMPO PER TAGLI A ESTERI E INTERNI – La riduzione di dirigenti e personale dell’amministrazione civile dell’Interno e dei diplomatici in servizio all’estero del ministero degli Affari esteri avrà sei mesi in più per essere applicata.

TAGLIO STIPENDI MANAGER – Tetto di 300mila euro agli stipendi dei manager delle aziende non quotate partecipate dallo Stato, compresa quindi la Rai.

INTERCETTAZIONI – Taglio di 25 milioni ai fondi per le intercettazioni telefoniche nel 2012.

AFFITTI – Slitta di 2 anni, all’1 gennaio 2015 il taglio del 15% nella rideterminazione del canone di locazione di immobili delle quali sia locataria per uso istituzionale una delle pubbliche amministrazioni.

TASSE UNIVERSITARIE – Gli Atenei potranno decidere di aumentare le tasse universitarie dei fuori-corso in base al coefficiente ISEE, sino a raddoppiarle per le fasce di reddito più

BANKITALIA – Anche la Banca d’Italia dovrà tenere conto dei principi contenuti nella spending review e risparmiare su auto blu, buoni pasto, ferie e permessi, consulenze esterne, e locazioni.

DIVIETO CUMULO PROFESSORI UNIVERSITARI – I professori e ricercatori universitari che rientrano in ruolo dopo un incarico diverso non potranno cumulare le indennità allo stipendio.

DEROGHE A RIFORMA PER PENSIONI PROFESSORI – Potranno andare in pensione con le vecchie regole i professori che avranno maturato i requisiti entro il 31 agosto prossimo e se rientreranno anche nella categoria dei docenti in esubero. Il pensionamento scatterà dal settembre 2013.

SALTA TAGLIO ENTI DI RICERCA – Salta il taglio di 30 milioni per gli enti di ricerca previsto per il 2012. Per il 2013 i tagli vengono ridotti di 30 milioni passando a circa 51 mln.

MULTE SCIOPERI – Raddoppiano le multe che la Commissione di Garanzia sullo sciopero nei servizi essenziali puo’ infliggere.

ESODATI – Nessun allargamento della platea dei cosiddetti lavoratori esodati oltre i 120 mila già individuati, contrariamente a quanto annunciato durante i lavori della commissione Bilancio del Senato.

fonte : http://www.altromolise.it/notizia.php?argomento=giornata-politica&articolo=51595

There are 7 comments

  1. Invece di tagliare il 20% dei dirigenti tout-court, avrebbero dovuto fare un programma di riduzione riorganizzazione di 2 o 3 anni e prendere gli stessi risparmi imemdiati riducendo del 30% gli stipendi di costoro…troppo alti per come hanno ridotto l’italia (cumulo di corruzione e di sprechi e di scelte improduttive).
    Un respiro di sollievo per la provincia di isernia sicuramente eliminata….Non cambierà nioente nelle funzioni e nei dipendenti..solo non ci saranno i poltici a spendere 172000 euro per una festa di paese del tartufo ed altri sprechi e favoiritismi a dismisura. Accorpare le agenzie? si riduce solo il direttore generale e le segreterie . La separazione per creare un maggiro numero di postyoi per le caste o protetti dalle caste deve cessare.
    Viva il Movimento5Stelle, i tagli veri come l’introduzione dei limiti complessivi di entrate a parlamentari ed altri incaricati nel pubblico, massimo 10.000 euro al mese, olter che un segnale di equità e di riduzione dis prechi e di corruzione, potreà almeno 20 miliardi annui di risparmi da poter destinare al reeddito minimo ..invece di far fare brogli per le pensioni di validità, a cui non possono accedere tutti ma solo coloro capaci di far fare gli imbrogli..cioè quelli ben collegati col sistema di corruzione.
    Vivfa il M5S, mandiamo a casa i partiti e di politici che hanno imperversato in italia facendo leggi e regole a proprio uso e consumo e delle cricche varie.

  2. Squola bassa |

    Politici a casa,a lavorare.W il MOVIMENTO 5 STELLE.Quando si comincia? Da chi mi devo rivolgere ? Voglio dare un contributo efficace.

  3. Ultimo treno in partenza |

    Anch’ io vorrei poter sapere quanto richiesto da “Squola Bassa”

  4. Ricardo Klement |

    Movimento a cinque stalle per il popolo bue.
    Le province possono sopravvivere almeno come enti di snodo, con un consiglio formato da Prefetto, rappresentante della Regione e tutti i Sindaci, questi ultimi sempre eletti direttamente.

  5. ricerca su internet Mobimento5 stelle di isernia e provincia.
    c’è come iscriversi e tutto il resto. Incomincia a leggere statuto ed altro.
    Ma senza fretta leletture…incomincia a farne parte e piano piano ti verrà chiara la potenzialità dell’iniziatiova di restituire al cittadino il potere di fare le scelte e non di delegarle a persone che si rendono, una volta eletti, inaffidabili ove non oscure.

  6. Ecco perchè votare dappertutto movimento 5 stelle, il sistema va riformato in generale iniziando dal parlamento dal governo e dal presidente della repubblica, in contemporanea con comuni e regioni attarverso regole che ne vieta l’arricchimento e, da quì, ne discenderà il “buon governo” a misura di cittadino e nona misura di casta.

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