There are 1 comments

  1. mi hanno detto che domattina alle 10:30 ci sarà, davanti ai cancelli dell’ospedale, una informativa da parte del comitato di difesa sulla sentenza del Tar.
    Qurello che avrei capito io è che, nelle more del giudizio di merito previsto a novembre 2012, la regione non poteva proseguire con gli ulteriori tagli. perciò bisogna ripristinare la situazione di luglio 2011, rimettendo chirurgia ed altro, nel farttempo tolti dalla dubbia programmazione Iorio e company.
    Io domani ci sarò, perchè questa picola battaglia, da considerarsi un fatto dovuto, non significa avere vinto la guerra. E sono i venafrani a dover dichiarare “guerra” a quest’andazzo politico che farebbe figurare un peso gli ospedali pubblici produttivi in modo da trasferire, probabilmente, ai privati la succulkenta torta prima garanbtita dall’ospedale pubblico produttivo?
    Andrebeb fatta una riflessione e cioè che i ricorsi alò TAR andavano fatti, o compartecipati, dal Comune innanzitutto. Ma come può un Comune tollerare degli amministratori che si inchinano senza riflettere a decisioni altrui, peraltro penalizzantoi per la collettività, senza chiedere ragione dei conteggi fatti per far risultare venafro improduttivo e contenstarli, eventualmente, nel merito?
    Devo riconoscere che, a livello di merito, i compoinenti del comitato ben meriterebbero di guidare la prossima amministrazione di venafro …almeno avremmo maggiori possibilità di salvare l’ospedale di venafro e, con essa, anche Venafro. E sulla scia, risanare la’ria di venafro, ridurre l’entità inquinante di cementificio e inceneritore, bloccare la realizzazione di altre industrie ad elevato inquinamento, sia quelle paventate nel territorio di pozzilli, sia la Turbogas nel comune di Presenzano. Insomma, avremmo possibilità, come comune, di chiedere ragione dell’attività svolta, o non svolta, da regione ed Arpa ed obbligarli ad adempiere esattamente alla normativa vigente….ed a quella che vige da 10 anni e che sembra pressochè ignorata.
    SALVIAMO l’OSPEDALE DI VENAFRO ED EVITIAMO CHE POSSIAMO DIVENTARE UNA SECONDA TARANTO.

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