La risposta di Antonio Sorbo alla dichiarazione fatta da Franco Valente durante la puntata scacco matto su TVIMOLISE

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la risposta di Sorbo

In un recente confronto televisivo a cui non ero presente sono stato tirato improvvidamente in ballo – non avendo quindi possibilità di replicare e smentire le falsità – in relazione ad una vicenda riguardante la biblioteca comunale di Venafro. Si sosteneva che io avessi denunciato il pinco pallino di turno accusandolo di essersi “fregato” qualche centinaio di libri dell’eredità di don Gennaro Morra. Niente di più falso. Io ed altri tre consiglieri comunali producemmo semplicemente una interrogazione a risposta scritta in Consiglio comunale che poi inviammo, tra gli altri, anche alla Procura della Repubblica e alla Corte dei Conti. Posso solo dire che dopo quella interrogazione il direttore onorario reggente della biblioteca, arch. Franco Valente, fu sostituito con atto della giunta comunale dal prof. Giacomo Gargano, che è tuttora in carica. Il prof. Gargano, appena insediatosi, mise mano alla vicenda dell’eredità Morra recuperando circa 1.700 libri, alcuni preziosissimi, che nessuno si era mai premurato, chissà perché, di andare a prendere. Sarà stata una mera dimenticanza!!! Una strana dimenticanza visto che, dalla documentazione “ufficiale” risultava invece che, prima che si insediasse il prof. Gargano, “tutti i libri” dell’eredità Morra erano stati “numerati e catalogati”. Poi si è scoperto che non erano “tutti”, all’appello ne mancavano circa 1.700. E dobbiamo ringraziare il prof. Gargano se oggi quei libri sono stati acquisiti al patrimonio del Comune di Venafro. Oggi, grazie alla “scoperta” di quei 1.700 libri “dimenticati”, i volumi finiti al Comune di Venafro provenienti dall’eredità Morra sono circa 4.400. Buona lettura.
Allego il documento in modo che si conosca la “vera” storia di questa vicenda e come sono andate realmente le cose.INTERROGAZIONE URGENTE A RISPOSTA SCRITTA
(art. 10 comma 2 del Regolamento del Consiglio Comunale)
Al Presidente del Consiglio Comunale
Al Sindaco del Comune di Venafro
All’Assessore comunale alla Cultura
All’Assessore comunale alle Finanze e Patrimonio
All’Assessore comunale al Personale
I sottoscritti consiglieri comunaliPremesso che:
– il giorno 7 luglio 2002 veniva a mancare il dott. Gennaro Morra, uomo di grande cultura, figlio
illustre di Venafro, studioso appassionato e infaticabile della storia della nostra città, che
l’Amministrazione Comunale, con delibera della Giunta n. 166 del 26 aprile 1993, aveva nominato,
con felice intuizione ed opportuna decisione, Direttore Onorario della Biblioteca Comunale, incarico
che ha ricoperto proficuamente e brillantemente fino alla morte;– nel suo testamento il dottor Gennaro Morra, dimostrando ancora una volta amore e attaccamento alla
sua città, disponeva che, dopo la sua morte, tutti i libri, il materiale archivistico, i manoscritti e i
floppy-disk, ovunque conservati (“a Roma, nella casa di Venafro e nella masseria”) venissero
consegnati al Comune di Venafro al fine di costituire un fondo autonomo nella Biblioteca civica.Il dottor Morra indicava anche alcune condizioni, tra le quali quella che al prelievo, trasporto e
collocazione del materiale avrebbe dovuto provvedere, a propria cura e spese, il Comune di Venafro,
che con proprio personale avrebbe dovuto procedere all’immediata e preliminare quantificazione
del materiale.

Lo stesso dottor Morra indicava anche le modalità di catalogazione e di utilizzo del
materiale ceduto al Comune. Infine nel testamento specificava che, qualora il Comune di Venafro
avesse dichiarato di non accettare le condizioni o una delle condizioni dettate, il dono sarebbe stato
offerto alla Biblioteca privata e all’Archivio dell’Abbazia di Montecassino;

– Nelle disposizioni testamentarie non veniva fatto alcun specifico cenno a persone, venafrane e non,
alle quali affidare il compito di gestire il passaggio del patrimonio librario e archivistico alla
Biblioteca civica di Venafro. L’unica persona citata è la signora Carmen Siravo, moglie e vedova del
dott. Morra;

– Nella seduta del 17 dicembre 2002 fu portata all’esame del Consiglio comunale la nomina del nuovo
direttore della Biblioteca comunale, senza però alcun esito;

– Con delibera n. 502 del 20 dicembre 2002 la Giunta Comunale di Venafro nominava reggente della
Biblioteca Comunale di Venafro l’arch. Franco Valente.

Tale incarico, come si legge nell’articolato
della delibera, veniva conferito “temporaneamente e nelle more della prossima nomina del
Direttore Onorario”. Pur tuttavia all’arch. Valente venivano affidate “tutte le funzioni e i compiti di
cui all’art. 4 del Regolamento della Biblioteca Civica”;

– Dalla data di adozione della delibera n. 502/02, nonostante l’incarico sia stato conferito
“temporaneamente”, sono trascorsi 31 mesi e fino ad oggi l’Amministrazione comunale di Venafro,
dimostrando scarsa considerazione per la Biblioteca civica, non ha ancora provveduto a nominare un
Direttore Onorario in sostituzione del compianto dott. Gennaro Morra;

– Nella summenzionata delibera n. 502/02 la Giunta comunale, in premessa, riteneva necessario
1nominare un reggente “che sostituisca temporaneamente” il Direttore venuto a mancare, “nelle
more della formale nomina “ex novo” della figura di Direttore Onorario” contemplata nel
Regolamento della Biblioteca civica, e “in risposta alla esigenza di raccogliere la donazione in
parola”;
– Nella summenzionata delibera n. 502/02, sempre in premessa, si afferma testualmente: “Resa nota,
dai familiari del Dott. Morra, la espressa volontà testamentaria del defunto di donare al Comune di
Venafro, per esso alla Biblioteca Comunale, l’intero patrimonio della propria biblioteca domestica
costituita da oltre 5.000 volumi”;

– Con lettera inviata a tutti i Consiglieri comunali in data 19 dicembre 2002, intervenendo sugli esiti
della seduta del Consiglio comunale del 17 dicembre 2002, l’Arch. Valente, allora “direttore in
pectore” della Biblioteca civica nonché consigliere comunale, scriveva testualmente: “E’ noto che
Gennaro Morra, prima di morire, ha scritto di suo pugno la volontà di donare al Comune di Venafro
tutto il suo straordinario patrimonio librario (si tratta di 6.000 volumi, tutti di pregio e selezionati
per una storia del Meridione italiano e di Venafro in particolare)”.

Tra i destinatari di tale lettera
figurano undici consiglieri comunali attualmente in carica, e precisamente: Enzo Bianchi, Nicandro
Cotugno, Vincenzo Cotugno, Domenico D’Agostino, Ludovico Giulianelli, Benedetto Iannacone,
Michele Mascio, Roberto Oliva, Sergio Petrecca, Massimiliano Scarabeo e Giacomo Zullo. La lettera
fu inviata anche agli organi di informazione che la pubblicarono, alcuni integralmente, altri
parzialmente;
– Pertanto alla data del 19 dicembre 2002 i suddetti consiglieri comunali erano a conoscenza del fatto
che il patrimonio librario donato al Comune di Venafro ammontava a “6.000 volumi”, mentre gli
stessi consiglieri, che ben hanno esercitato sempre la loro opera di controllo sugli atti della giunta
(addirittura alcuni di essi, essendo componenti dell’esecutivo, collaborarono nella predisposione di
tale provvedimento e lo votarono), grazie a quanto riportato nella delibera n. 502, dal 20 dicembre
2002 erano ufficialmente a conoscenza che tale donazione era costituita “da oltre 5.000 volumi”;

– Il consigliere comunale Antonio Sorbo, in data 2 maggio 2005, ha presentato richiesta di copia di
tutti gli atti relativi ai seguenti argomenti:

a) Nomina dell’architetto Franco Valente a direttore
onorario della Biblioteca Comunale di Venafro ed ogni altro atto successivo alla suddetta nomina
riguardante i rapporti tra il predetto Valente e l’Amministrazione comunale relativamente allo
svolgimento di tale incarico;

b) Lascito al Comune di Venafro da parte del compianto Dr. Gennaro
Morra del proprio patrimonio librario con gli eventuali inventari, elenchi ecc.;

c) Trasferimento di
tale patrimonio librario al Comune di Venafro: provvedimenti e modalità anche relativamente alla
catalogazione;

– In data 3 maggio 2005 (prot. n. 4405), il Segretario Generale del Comune di Venafro, in risposta alla
nota del 2 maggio 2005, trasmetteva in allegato ed in copia soltanto la deliberazione di Giunta
Comunale n. 502 del 20 dicembre 2002, precisando che, in relazione alla richiesta formulata, “agli
atti d’ufficio non risulta altra documentazione di interesse, e pertanto si è provveduto ad
interessare il Reggente della Biblioteca, perché renda informativa sulla procedura seguita per
l’acquisizione del patrimonio librario”;

– In data 6 giugno 2005, con nota prot. n. 4106, sempre in risposta alla nota del consigliere Sorbo del 2
maggio 2005, il Segretario Generale del Comune trasmetteva in allegato: copia dell’inventario
relativo al patrimonio librario del fondo Morra stilato dal bibliotecario comunale; copia della risposta
assicurata sull’argomento dell’Arch. Valente in qualità di Direttore Onorario Reggente;

– Il Reggente Arch. Valente, nella succitata nota (prot. n. 5361 del 24 maggio 2005), afferma, tra
l’altro, che “la copia del lascito del dott. Morra è agli atti della Segreteria Generale del Comune”.
Inoltre aggiunge: “Per quanto riguarda il materiale trasferimento dei libri, questa Biblioteca ha
provveduto prelevando i volumi dalla casa di Roma per sistemarli nella sala che ho fatto allestire
all’interno della Biblioteca”.

L’Arch. Valente precisa di aver seguito personalmente, insieme alla
vedova Morra e al bibliotecario, tutto il prelievo e il trasferimento dei libri. Inoltre il Reggente
afferma che “tutti i libri sono stati numerati e catalogati”. Infine l’Arch. Valente informa che per
alcuni volumi, “come una originale Enciclopedia Treccani, si è dovuto procedere al lavoro di
restauro”. Va precisato che da una prima sommaria verifica sui titoli dei volumi contenuti nel
registro d’inventario trasmesso dal bibliotecario la citata Enciclopedia Treccani non risulta
catalogata;
2– Nella succitata nota n. 4106 del 2 maggio 2005, il Segretario Generale, in merito alla comunicazione
del Direttore Onorario Reggente, afferma: “Contrariamente a quanto asserito dall’arch. Valente, si
rende necessario precisare che né presso questa Segreteria Comunale né presso il Settore Affari
Generali di questo Comune è stato depositato l’atto di lascito del dott. Morra, così come non
risulta adottato alcun atto formale a riguardo dell’addotto lavoro di restauro dell’enciclopedia
Treccani”.
– Dal registro d’inventario del patrimonio librario relativo al fondo Morra, trasmesso il 20 maggio 2005
(e quindi da ritenersi aggiornato a tale data) alla Segreteria Generale del Comune dalla Biblioteca
Comunale, risultano catalogati 2.706 volumi.

La data di introduzione degli ultimi volumi catalogati è
il 21 gennaio 2004; da tale data non risulta l’introduzione di altri testi;
– Dalla documentazione ufficiale disponibile trasmessa dalla Segreteria Generale del Comune risulta
che mancano agli atti del Comune:

a) le relazioni sull’attività svolta dalla Biblioteca comunale negli
anni 2003 e 2004 che, secondo quanto previsto dall’art. 4 paragrafo f) del Regolamento della
Biblioteca Civica di Venafro (approvato dal Consiglio comunale con delibera n. 18 del 24 febbraio
1994), il Direttore Onorario della Biblioteca è tenuto a presentare alla fine di ogni anno
all’Amministrazione Comunale, relazioni ancor più necessarie in considerazione del fatto che nel
biennio 2003/2004 si sarebbe dovuta svolgere l’attività di catalogazione e sistemazione del
patrimonio librario donato al Comune dal Dott. Morra;

b) copia delle disposizioni testamentarie e del
lascito del patrimonio librario del Dott. Morra e relativi atti dell’Amministrazione per l’accettazione
delle condizioni indicate;

c) delibera o altro atto formale, da parte del Consiglio Comunale o della
Giunta Comunale, di accettazione del lascito e della “presa in carico” del patrimonio librario donato;

d) gli atti formali – così come precisato dal Segretario Generale nella nota prot. 4106/05 – a riguardo
di lavori (probabilmente onerosi per il Comune) di restauro effettuati sul patrimonio librario
comunale;

e) ogni atto formale che, secondo le disposizioni testamentarie del Dott. Morra, il Comune
di Venafro avrebbe dovuto predisporre “con proprio personale”, per provvedere “all’immediata e
preliminare quantificazione del materiale” (tale quantificazione “immediata e preliminare”, secondo
gli atti a disposizione, non è stata mai effettuata e pertanto non si ha alcuna certezza documentale
sulla consistenza originaria del patrimonio librario oggetto del lascito, ma se ne conosce la
quantificazione soltanto ex post);

Tutto ciò premesso, chiedono di sapere:
1) Se è vero che il patrimonio librario donato dal compianto Dott. Gennaro Morra consiste in “6.000
volumi” (come sostenuto dall’Arch. Franco Valente, che all’epoca era anche consigliere comunale,
nella lettera inviata ai consiglieri comunali di Venafro il 19 dicembre 2002), o in “oltre 5.000
volumi” (come affermato nella delibera di Giunta Comunale n. 502 del 20 dicembre 2002), come
mai ad oggi, secondo il registro d’inventario trasmesso in data 20 maggio 2005 dalla Biblioteca
Comunale alla Segreteria Generale del Comune, si ha traccia soltanto di 2.706 volumi, considerando
anche quanto asserito dal Direttore Onorario Reggente con nota prot. n. 5361 del 24 maggio 2005,
secondo il quale “tutti i libri sono stati numerati e catalogati”;

2) Se i soggetti in indirizzo hanno certezza che tutti i volumi e i documenti donati dal Dott. Morra sono
stati effettivamente acquisiti al patrimonio comunale ed eventualmente quali iniziative sono state
poste in essere dall’Amministrazione Comunale per effettuare una verifica e in generale per tutelare e
salvaguardare un bene pubblico di grandissimo valore, quale è il lascito in oggetto;

3) Perché, nonostante le chiare disposizioni testamentarie del Dott. Morra, il Comune non ha

provveduto alla “immediata e preliminare quantificazione del materiale”, con la conseguenza di
acquisire di fatto al patrimonio comunale un bene del quale, non conoscendone la consistenza, non si
è potuto stabilire il valore, determinando quindi una grave inadempienza anche dal punto di vista
della procedura amministrativa;

4) Che fine ha fatto l’atto di lascito del Dott. Morra, che secondo il Direttore Onorario Reggente “è agli

atti della Segreteria Generale del Comune” e che invece, secondo il Segretario Generale, non è stato
mai depositato né presso la Segreteria Comunale né presso il Settore Affari Generali;

5) Se la presentazione delle relazioni annuali delle attività svolte dalla Biblioteca Comunale rappresenta

un obbligo o comunque un dovere del Direttore Onorario, seppure Reggente, e, in caso affermativo,
3quali iniziative sono state poste in essere dall’Amministrazione Comunale per sollecitare
l’applicazione di quanto previsto dall’art. 4 paragrafo f) del Regolamento della Biblioteca Comunale;

6) Con quali modalità ed eventualmente con quali oneri finanziari a carico del Comune e sulla base di

quali atti amministrativi sono stati effettuati i lavori di restauro di alcuni dei volumi del “fondo
Morra”, così come indicato dal Direttore Onorario Reggente nella nota prot. n. 5361 del 24 maggio
scorso;

7) Se non ritengono che sia segno di inefficienza e di mancanza di rispetto nei confronti del Dott. Morra

e delle sue volontà testamentarie la circostanza che, a distanza di tre anni dalla sua scomparsa, il
materiale inedito – del quale non si conosce la consistenza e che comunque non va compreso nel
patrimonio librario essendo costituito, presumibilmente, da documenti, appunti ecc. – sia ancora
depositato in imprecisati contenitori e che, nonostante l’ampio lasso di tempo trascorso, si sia ancora
in una fase di “studio” per la sistemazione del materiale stesso; tra l’altro nelle disposizioni
testamentarie del dott. Morra è precisato che “il materiale archivistico, la produzione manoscritta e
quella computerizzata […] costituirà un fondo autonomo presso la sezione archivistica della
Biblioteca, sotto la sorveglianza della Soprintendenza Archivistica di Campobasso che, a propria
discrezione, ne curerà la catalogazione”.;

8) Se la Soprintendenza Archivistica è stata interessata e coinvolta, e in quale forma, per la parte di sua

competenza;

9) Se non ritengono che nella gestione del trasferimento, della catalogazione e dell’acquisizione al

patrimonio comunale del lascito del Dott. Morra si possano ravvisare danni per il Comune, profili di
superficialità e negligenza ed inadempienze o irregolarità e, in caso affermativo, se non intendono
accertare le eventuali responsabilità e porre in essere, in nome dell’interesse collettivo, iniziative
finalizzate alla tutela e salvaguardia di un bene pubblico facente parte del patrimonio comunale;

10) Se non intendono far cessare la Reggenza, che doveva essere “temporanea” e che dura invece da

quasi tre anni, nominando in via definitiva un titolare per la Biblioteca Civica, dando seguito a
quanto previsto dalla delibera di Giunta Comunale n. 502/02, che anunciava la “prossima nomina”
del Direttore Onorario.

Venafro, 27 giugno 2005
I consiglieri
Antonio Sorbo
Emilio Pesino
Francesco Maria Martino
Riccardo D’Orsi

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There are 1 comments

  1. Franco Valente |

    Da Ciarrapico a Di Pietro la fulgida carriera giornalistica e politica di Antonio Sorbo
    Ma non è questa la sua grandezza.
    La sua maggiore qualità è il dire una cosa per farne capire un’altra. E’ convinto che così si faccia giornalismo.

    Il Sorbo si picca di essere anche uno storico per aver trascritto (copia e incolla) il diario di Leopoldo Pilla. Una pubblicazione che fu possibile perché Gennaro Morra gli aveva dato benevolmente una mano consistente nella fase della ricerca. Ma la gratitudine e la riconoscenza non sono nell’elenco delle virtù e anche dopo la morte la memoria di “don Gennaro Morra”, come ironicamente lo chiama Sorbo, viene chiamata in causa per uno squallido tentativo di menare fango sulla mia persona.

    L’altra sera per televisione elencando i motivi per cui sarebbe una iattura avere Sorbo amministratore di Venafro, citai anche l’episodio dell’esposto che egli mi fece accusandomi di aver fatto sparire qualche centinaio di libri dalla donazione che mio zio Gennaro Morra aveva fatto alla biblioteca comunale di Venafro.

    A parte la poca dimestichezza del Sorbo con l’architettura giornalistica, appare evidente il suo astio nei miei confronti. D’altra parte la statura culturale di Sorbo è fortemente condizionata da quel rancore personale che egli non è in grado di nascondere nei confronti di chiunque possa apparire meglio di lui. Compreso Gennaro Morra, dalla cui bocca quando era in vita non ho mai sentito una frase di apprezzamento o di critica per la sua trascrizione del diario di Pilla. Un disinteresse totale.

    Ma veniamo alle precisazioni del Sorbo il quale scrive:

    “In un recente confronto televisivo a cui non ero presente sono stato tirato improvvidamente in ballo – non avendo quindi possibilità di replicare e smentire le falsità – in relazione ad una vicenda riguardante la biblioteca comunale di Venafro.

    Si sosteneva che io avessi denunciato il pinco pallino di turno accusandolo di essersi “fregato” qualche centinaio di libri dell’eredità di don Gennaro Morra. Niente di più falso.

    Io ed altri tre consiglieri comunali producemmo semplicemente una interrogazione a risposta scritta in Consiglio comunale che poi inviammo, tra gli altri, anche alla Procura della Repubblica e alla Corte dei Conti. Posso solo dire che dopo quella interrogazione il direttore onorario reggente della biblioteca, arch. Franco Valente, fu sostituito con atto della giunta comunale dal prof. Giacomo Gargano, che è tuttora in carica.
    Il prof. Gargano, appena insediatosi, mise mano alla vicenda dell’eredità Morra recuperando circa 1.700 libri, alcuni preziosissimi, che nessuno si era mai premurato, chissà perché, di andare a prendere. Sarà stata una mera dimenticanza!!!
    Una strana dimenticanza visto che, dalla documentazione “ufficiale” risultava invece che, prima che si insediasse il prof. Gargano, “tutti i libri” dell’eredità Morra erano stati “numerati e catalogati”. Poi si è scoperto che non erano “tutti”, all’appello ne mancavano circa 1.700. E dobbiamo ringraziare il prof. Gargano se oggi quei libri sono stati acquisiti al patrimonio del Comune di Venafro. Oggi, grazie alla “scoperta” di quei 1.700 libri “dimenticati”, i volumi finiti al Comune di Venafro provenienti dall’eredità Morra sono circa 4.400. Buona lettura”.

    Non perdo tempo sul suo inutile tentativo di far credere che io sia stato defraudato del titolo di “direttore onorario” a seguito della sua denuncia. Tutti sanno che fu una questione puramente politica.

    Voglio solo evidenziare come il Sorbo sia convinto che le sue insinuazioni possano diventare verità storica. Cerca di utilizzare il metodo della reticenza che può andare a buon fine solo se l’interlocutore è un imbecille. E io imbecille, nonostante il suo pio desiderio, non sono.

    La collezione libraria di Gennaro Morra, fratello di mia suocera, era situata in tre luoghi diversi.
    La parte pregevole era a Roma.
    Quella di narrativa di poco pregio era nella sua casa di Venafro.
    Quella dei libri inutili era nella casa di campagna.

    Mentre ero ancora Direttore Onorario della biblioteca mi preoccupai di recuperare immediatamente la collezione romana che era formata da libri rari e di valore. Con la mia macchina feci vari viaggi a Roma per caricare i volumi e portarli nella biblioteca di Venafro dove furono depositati.

    Poiché nella biblioteca non vi era spazio sufficiente non mi preoccupai minimamente di andare a prelevare gli altri 1.700 libri che, peraltro, erano di valore irrilevante.

    Poi Giacomo Gargano divenne Direttore Onorario della Biblioteca e, avendo saputo che da Roma era venuta in vacanza Carmen Siravo, vedova di Gennaro Morra, si recò presso la sua abitazione. La signora Carmen gli disse che non vedeva l’ora che dalla sua casa in città e dalla casa di campagna venissero portati via quei libri, come era nel desiderio del marito.

    Perciò nessuna sparizione, come subdolamente e in malafede cerca di far credere il Sorbo, ma solo mancata consegna da parte della vedova.

    Gargano, con gli operai del Comune, provvide subito dopo.

    Solo per la cronaca: risulta che questi ulteriori 1.700 libri sono talmente inutili che nessuno di essi è stato mai chiesto in lettura. Se venissero mandati al macero, come si fa in tutte le biblioteche serie, nessuno li rimpiangerebbe, escluso il Sorbo a cui piacciono particolarmente le cose inutili.

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