La Replica di Luigi Valente a Antonio Sorbo

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Non inviate al portale altre repliche perchè non le pubblico. Grazie

In riferimento a quanto scritto da Antonio Sorbo, mi preme sottolineare che non ha pubblicato integralmente la mia replica, cancellando tutti i riferimenti alla sua persona.
Se non ha nulla da nascondere, perché non ha riportato tutto?La filippica sulla rettifica la può benissimo risparmiare, perché io ho semplicemente chiesto il diritto di replica, che può tranquillamente negare (cosa che è avvenuta, anche se parzialmente).

Partiamo dalla questione della diffamazione nei mie confronti, ci tengo a precisare che non ho mai parlato male del suo o di altri giornali, ma se per giustificare la veridicità della notizia, invece di portare delle prove, fa l’elenco dei bravissimi giornalisti che scrivono per Il Bene Comune o semplicemente tesse le lodi del giornalista, allora gli argomenti sono quantomeno scarsi.
Lo scrittore sa benissimo che in qualità di Direttore ha obblighi e doveri e sotto di lui ricadono responsabilità dalle quali non è esente, ne di critica ne di querela, nel caso in cui un articolo, se pur non scritto dal medesimo, è lesivo.
Ma questi argomenti sembrano superflui per il piccolo Antonio che preferisce tirarsi fuori dalle critiche cancellando ciò che riguarda la sua persona, scaricando tutte le responsabilità sul giornalista.
L’unica questione pertinente il Super Direttore la pone tra parentesi, con una domanda non domanda.
Gli incarichi a me dati sono stati assegnati secondo le leggi vigenti con procedura descritta nelle delibere citate (ma non volutamente riportate) da Altromolise. Insomma detta in maniera semplice e chiara, incarichi affidati secondo la legge.
Se il nostro Antoniuccio chiede e non chiede (come è strano e difficile da capire il suo modo di fare), non ho problemi a rispondere.

Ho fatto le mie considerazioni e a quanto pare hanno colpito nel segno.
Il Sorbo ha dovuto fare ricorso al suo curriculum per giustificarsi. Mi ricorda quel giornalista, che accusato di cattivo operato si difendeva dicendo di aver studiato con ottimi risultati ad Oxford.
Oltretutto, come mi aspettavo, invece di parlare di me, in tutta la sua “requisitoria” fa continui riferimenti a mio padre, non avendo altri argomenti. Ovviamente non ribatto minimamente, anche perché credo di avere un genitore capace di difendersi da solo.

Anche io potrei fare ricorso a mio curriculum, magari non vasto come il suo, per fortuna solo perché sono più giovane. Potrei raccontare dei concorsi vinti in Europa, dei progetti in Russia o in Pakistan o per progetti fatti in Italia e in Molise (compresi quelli che cita l’insegnante) o più semplicemente per aver lavorato per questo o quel famoso architetto.
In realtà, credo sia tutte fesserie, non è facendo la lista di quello che si è fatto che si diventa onesti. Si può essere persona onesta, magari avendo passato tutta la vita a zappare lo stesso terreno ed avere sul proprio curriculum una X.
Cosa ho fatto in tutta la vita il professore poco importa, bisogna vedere come si è fatto e come si è ottenuto.
A me basta dire che tutto quello che ho fatto è stato conquistato onestamente, grazie ai sacrifici della mia famiglia e non sarà ciò che pubblica, in maniera diffamatoria, il suo giornale che cambierà la mia storia.

Entrando in merito a quello che ha detto Antonino, mi preme precisare che, niente di quello che ho raccontato risulta in alcun modo inesatto e Sorbo no ha fatto altro che precisare aggiungendo elementi, ma senza sconfessare ciò che ho detto.

Le sue cariche, da me elencate sono vere, se pur misere, ma qui il giornalista non coglie la critica, che non è nella moneta (argomento al quale è sempre molto attento), ma nel numero di cariche cumulate, soprattutto quando alcune di esse dovrebbero essere a servizio del popolo. Basterebbe dimettersi da qualcosa.

Per quanto riguarda l’alterco con mio padre, credo non valga la pena neanche replicare, lo sanno tutti i Venafrani dell’esistenza, non penso debba essere dimostrato, basta leggere quello che ha appena scritto, con i continui riferimenti.

Rimango sconcertato quando apprendo che il consigliere comunale (di minoranza) non capisce perché cito i miei limpidi ed onesti rapporti lavorativi. Sul suo giornale e con la sua direzione è stato pubblicato l’articolo che mi diffama. Sono sbalordito che un tale giornalista, con tale curriculum, non riesca neanche a cogliere il punto della questione. Ma probabilmente è troppo infervorato e toccato nel profondo per capire l’ovvio.

Per quanto riguarda le sponsorizzazioni del giornale, da parte della società della turbogas, ribadisco che è un dato di fatto, può arrampicarsi sugli specchi distinguendo le varie figure che si ricoprono all’interno di una redazione, ma i fatti sono fatti e le sponsorizzazioni erano sul suo giornale e direttamente o indirettamente ne usufruiva.

Invece per quanto riguarda tutte le vicende politiche, continuo ad avere la mia opinione e pensare che, il candidato (perdente) al consiglio regionale, non abbia mai fatto nulla di concreto.
Posso tranquillamente, senza sminuirmi, dire che vale la stessa cosa per me.
Sempre grazie alla sua elevata intelligenza capirà la grande differenza che c’è tra quello che dovrebbe fare un politico e un cittadino. Io non mi sono mai candidato e soprattutto non vado vantandomi di inutili traguardi per accumulare consenso elettorale.
Se, il candidato (perdente) alla presidenza della Provincia, anche questa volta non coglie la palese differenza, allora è un problema serio.

Anche per quanto riguarda la questione Ciarrapico, mi dispiace per il candidato (perdente) a Sindaco, ma è anche questo un dato di fatto. E’ stato direttore di diverse testate giornalistiche il cui editore era il suddetto. Chi ha un minimo di competenza sa benissimo come seguiva e che direzione dava ai propri giornali, ma non voglio fare la storia dell’editore, è facile da rintracciare un po’ ovunque.
Però mi preme fare una considerazione, ricordando che quando ci furono le elezioni, mi pare del 2001, (ma potrei anche sbagliare) regionali e comunali a Venafro, lui era ancora direttore del giornale, ma misteriosamente durante quel periodo, il famigerato, inossidabile, tutto d’un pezzo e sempre duro direttore, fu messo in vacanza forzata, tutto accadde senza batter ciglio, ma sempre tutto d’un pezzo.

Tornado ala politica, sull’argomento tour di partiti, non so per quale motivo il consigliere provinciale dimentica qualche passaggio, forse sono stati traumatici.
Senza considerare le peregrinazioni giovanili e le liste civiche, vorrei ricordare che solo negli ultimi 5 anni è stato candidato per il PD, per SEL e per IDV, però sempre da indipendente (eccerto!), senza considerare che quando era iscritto a SEL ha fatto campagna elettorale per Costruire Democrazia, partito di centro, fondato da Massimo Romano.
Purtroppo, essendo naufragata l’avventura di Ingroia, non potrà confluire in quella forza, che contrapposta al Centrosinistra ha appoggiato durante le ultime elezioni politiche.

Il Direttorissimo alla fine della sua mirabile difesa ha voluto precisare che quando vuole parlare di me non ha problemi a farlo, peccato che anche questa volta mi abbia dimenticato, preferendo ancora una volta mio padre come suo cavallo di battaglia.
Con affetto

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