La Guardia di Finanza in Regione: “i fatti della pentola li sa solo il mestolo”

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    In molti se lo aspettavano, c’era qualcuno che addirittura lo sperava: la guardia di finanza è arrivata negli uffici del Consiglio regionale del Molise. Con un blitz durato 5 ore gli uomini del GICO hanno setacciato i documenti che riguardano le spese inerenti ai gruppi regionali e quelle legate alla card oggi abolita ma all’epoca dei fatti viva e vegeta. Sull’operazione che è ancora allo stato embrionale coordinata dal sostituto procuratore Nicola d’Angelo, tanto da essere battuta dalle agenzie nazionali in prima pagina, vige il massimo riserbo anche perché, da quello che è dato sapere, allo stato attuale non ci sono reati, indagati, e tanto meno sono stati emessi avvisi di garanzia, cosa che sotto certi aspetti è consolante, perché significa che il Molise e i suoi amministratori, almeno che non ci siano colpi di scena dell’ultima ora, sono immacolati. Stato che si evince anche dalle parole del Presidente Pietracupa che, alle domande dei giornalisti ha risposto con molta tranquillità  che il tutto rientra nella normale routine di controllo che la magistratura in questi giorni sta attuando su tutto il territorio nazionale. Parole che potrebbero sembrare in netta antitesi con quello che sta accadendo nel resto del Paese dove sette regioni sono da giorni sotto la lente d’ingrandimento degli inquirenti che stanno analizzando minuziosamente spese, bilanci, rendiconti, rimborsi ma soprattutto fatture poiché i costi della politica, anzi dei politici sono lievitati a dismisura. Nel Molise a quanto pare no, anche se radio fante, che in questi casi è sempre la più informata, ha fatto trapelare che cose grosse bollirebbero in pentola e più di qualcuno rischia grosso, ma siccome non siamo né giustizialisti, né seguaci di san Tommaso fino a quando non avremo le prove provate dei misfatti non ci permettiamo di puntare il dito accusatorio nei confronti di nessuno, anche perché ultimamente i rappresentanti della stampa rischiano grosso, leggasi caso Sallusti. La cosa che invece ci piace evidenziare e che nel Paese del ben godi, come è definita la nostra nazione, qualcuno ha deciso di scoperchiare i pentoloni e di conseguenza ha voluto assaggiare le “sbobbe” che da troppo tempo bollono senza che nessuno spenga il fornello che le alimenta. Minestroni i cui ingredienti sono costituiti da malaffare, accordi sotto banco, tornaconti personali, appalti truccati, intrecci internazionali che conducono ai paradisi fiscali, acquisti immobiliari, ricostruzioni ecc… Ingredienti che allo stato in cui siamo arrivati debordano dalla pentola lordando l’ambiente senza che nessuno pulisca, forse perché fa comodo. Ingredienti dal sapore dolce per chi li immette nel recipiente, amaro invece per chi li deve mangiare nel caso i cittadini che, come abbiamo scritto in apertura di queste considerazioni, auspicano un ripuliste generale, cosa che puntualmente è arrivato. Un ripuliste che, se dovesse toccare anche il Molise, specialmente ora che siamo in odore di elezioni regionali anticipate nel caso in cui il Consiglio di Stato avvalorasse la sentenza del TAR, smentirebbe il detto popolare: i fatti della pentola li sa solo il mestolo… e il mestolo in questione è da troppo tempo impregnato tanto da non poter rimestare nulla e nessuno…

    Massimo Dalla Torre

    Fonte : http://informamolise.com/ultime-notizie/96343-la-guardia-di-fnanza-in-regione-qi-fatti-della-pentola-li-sa-solo-il-mestoloq

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