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La fabbrica di bilanci falsi della Elcom: così le ditte emettevano fatture “a loro insaputa”

La Procura di Isernia ricostruisce le modalità con le quali venivano emesse false fatture a favore della Elcom dei fratelli Massimiliano e Gabriele Scarabeo, arrestati per frode fiscale e truffa ai danni della Regione Molise. L’ex assessore, tornato in libertà con il vincolo di divieto di abitare in Molise, si difende pubblicamente: “Ho la coscienza a posto e mostrerò la mia totale estraneità ai fatti. Nella mia vicenda si intrecciano il becero opportunismo della politica, il cinismo del giornalismo, l’atto estremo di un disperato e la superficialità di chi non avrebbe dovuto”
Il signor Vincenzo R. sul finire del 2014 ha ricevuto una inattesa visita della Guardia di Finanza nella sua casa di Venafro. Gli agenti delle Fiamme Gialle gli hanno mostrato 20 fatture emesse dalla sua ditta – la VR Impianti – a favore della Elcom dei fratelli Scarabeo. Fatture che portavano la data del 2011 per un ammontare complessivo di 40 mila e 490 euro. Il signor Vincenzo le ha studiate attentamente, poi si è fatto una sonora risata. «Queste fatture non possono essere state emesse dalla mia ditta. Primo, perché la Elcom non è mai stata un mio cliente. Secondo, perché quelle fatture portano la data del 2011…». E allora? «Allora la mia azienda, la VR Impianti, è inattiva dal 2008. Come fa una ditta inattiva a emettere fatture?».Vincenzo R. – e insieme con lui tanti altri piccoli imprenditori del Molise – probabilmente fra qualche tempo dovrà ripetere le stesse cose davanti a un giudice. Suo malgrado, infatti, è diventato un testimone d’accusa della Procura di Isernia nell’inchiesta per frode fiscale e truffa ai danni della Regione Molise che per tre settimane ha costretto agli arresti domiciliari l’ex assessore alle Attività Produttive della giunta Frattura, cioè Massimiliano Scarabeo. Da qualche giorno l’ex assessore non è più ai domiciliari, il Tribunale del riesame l’ha infatti rimesso in libertà a patto che stia lontano dal Molise, fino a nuovo ordine. Lui, Scarabeo, ha profittato del trasferimento forzato fuori regione per dirsi pubblicamente innocente: «Ho la coscienza a posto e mostrerò la mia totale estraneità ai fatti. Nella mia vicenda si intrecciano il becero opportunismo della politica, il cinismo del giornalismo, l’atto estremo di un disperato e la superficialità di chi non avrebbe dovuto».

La tesi dell’accusa nei confronti di Scarabeo è chiara: oltre ad aver truffato la Regione facendosi dare un contributo di 122 mila euro per acquistare nuovi macchinari che in realtà non sono mai stati acquistati , i fratelli Scarabeo – oltre all’ex assessore è coinvolto anche il fratello Gabriele – avrebbero evaso Iva per oltre un milione di euro negli anni compresi fra il 2011 e il 2014. Quel che più colpisce, in questa vicenda, non è solo l’entità della somma sottratta allo Stato con l’evasione fiscale, ma i metodi spregiudicati e spericolati che – stando alla ricostruzione dei pm e del gip – sarebbero stati utilizzati dalla loro azienda di famiglia (la Elcom di Venafro) per frodare l’erario.

Il caso di Vincenzo R. è emblematico: la Elcom stessa, infatti, «fabbricava» le false fatture intestandole a ditte scelte a caso, senza neppure preoccuparsi di verificare che quelle stesse ditte fossero ancora attive, e senza neppure mettere in campo l’ipotesi che da eventuali riscontri incrociati sarebbe potuto emergere l’inganno.Agivano, evidentemente, con grande sicurezza, come se si sentissero al riparo da eventuali inchieste.
Nei registri della società degli Scarabeo, per esempio, sono state trovate 24 fatture emesse dalla Siceb Electric di Domenico R. nel 2011 per un totale di 46 mila e 670 euro: peccato che la Siceb Electric già nel novembre del 2007 fu cancellata dal registro delle imprese per inattività. Per non parlare della Elettro 2 s.r.l. E’ una ditta in liquidazione da diverso tempo e affidata alla gestione di un curatore, Carmine P. Malgrado ciò, nelle segrete stanze della Elcom sono riusciti a «fabbricare» ben 325 fatture intestate alla Elettro 2 fingendo di aver acquistato da quella società materiale per un milione e 340 quarantamila euro. Sulla base della ricostruzione delle Fiamme Gialle, neanche uno spillo è stato venduto dalla Elettro 2 ai fratelli Scarabeo, però le false fatture regolarmente allegate alle denunce dei redditi della loro azienda hanno consentito di scaricare Iva per oltre 300 mila euro.

La Procura della Repubblica di Isernia non ha dubbi: false fatture, dice, sono frutto «dell’ingegno» di qualcuno che lavorava e lavora alla Elcom.

Prova ne sia che le documentazioni di avvenuto acquisto presentate dalla società degli Scarabeo erano del tutto diverse da quelle normalmente redatte dalle ditte coinvolte a loro insaputa. Roberto DC, un collaboratore occasionale della Elcom, ha messo a verbale che lo scorso anno Gabriele Scarabeo gli disse «di compilare un paio di fatture intestate alla Elettro 2 srl per gli importi che lui stesso gli comunicò».
Un altro testimone, Giulio I., ha avuto gioco facile, davanti ai finanzieri, a dimostrare che le 10 fatture intestate alla sua ditta e allegate ai bilanci della Elcom nel 2011 (per un importo di 206 mila e 797 euro) non erano farina del suo sacco: «Io le mie fatture le compilo sempre a mano, queste che mi mostrate sono compliate al computer».Giampiero C., quando gli è stato chiesto se le 31 fatture da quasi 60 mila euro fossero state effettivamente emesse dalla sua ditta – la Telnet Service – ha dimostrato che fino al 2003 le sue fatture venivano scritte tutte a mano anche perché a suo dire non esistevano ancora sistemi elettrocontabili efficienti. D’accordo, ma quelle dopo il 2003?«Non ho fatto più nessuna fattura, perché dall’inizio del 2004 la mia ditta ha chiuso».

A cadere dalle nuvole, davanti ai magistrati, sono stati anche i responsabili legali di tre associazioni sportive dilettantistiche della zona di Isernia.Stando alle dichiarazioni fiscali presentate dalla Elcom, le aziende degli Scarabeo sono state generosissime nei loro confronti elargendo contributi di sponsorizzazione con cifre dai molti zeri. 110 mila euro alla Associazione sportiva Macchia, 98 mila 500 euro alla Boys di Roccaravindola, 120 mila euro all’Aurora Pizzone.
«In realtà» ha fatto sapere il presidente della Boys Roccaravindola «noi non abbiamo mai avuto alcun rapporto con la Elcom». La Asd Macchia invece qualche soldino lo ha avuto: «In tutto 194 euro, e non certo 110 mila». Mentre l’Aurora Pizzone ha beneficiato di un contributo di 2500 euro, contro i 120 mila dichiarati dalla Elcom. In tutti e tre i casi, secondo i pm i contratti di sponsorizzazione e le relative fatture di pagamento sono state «fabbricate» dalla stessa società degli Scarabeo.

fonte: http://www.primonumero.it/attualita/primopiano/articolo.php?id=19850

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&s commenti

  1. oddio, ha fatto bene, scherziamoci pure, se dovesse essere vera questa cosa è veramente una vergogna…………. spero nel “se” , ma la guardia di finanza non è proprio formata da fessi, in questo caso si muovono tecnici, informatici, periti, insomma………… la partita è appena iniziata.Lasciamo che la legge faccia il suo corso, di certo il tribunale non ha mandato fuori dal molise i fratelli in questione per premiarli….. anzi

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