“La crisi della maggioranza è conclamata”.

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Questo il pensiero del consigliere di minoranza Alfonso Cantone. Il capogruppo di “Venafro che vorrei”, considerato l’andamento del Consiglio comunale dell’altra sera, non ha dubbi: “Quanto accaduto nell’ultimo periodo e specialmente ieri sera (lunedì, ndr) certifica che l’amministrazione è in crisi.

Mai si era assistito a un tale spettacolo: prima le dimissioni segrete di un assessore, poi la sospetta assenza di Carlo Potena per ben due volte, sempre guarda caso sul bilancio, e infine il rinvio di un punto all’ordine del giorno dopo una discussione animata tra gli esponenti della stessa maggioranza”.

Insomma, qualcosa non va secondo Cantone che, poi, entra nello specifico degli argomenti discussi, e spara a zero. In primis, il tema clou dell’assise dell’altra sera.

“In aula – ha ricordato il consigliere – ho letto pedissequamente un intervento degli allora consiglieri di opposizione Antonio Sorbo e Carlo Potena sul debito con Molise Acque. Tutto quello che sostenevano loro qualche anno fa, oggi, entrati in maggioranza, è stato ribaltato dagli stessi protagonisti. E’ incredibile ciò. Sostenevano che ‘presi da quest’ansia di fare pulizia ma soprattutto per far apparire che hanno fatto ‘quadrare i conti’, i nostri amministratori hanno fatto sparire anche un debito di 4.000.000 di euro nei confronti di Molise Acque per forniture di acqua non pagate dal Comune.

Anche i più sprovveduti sanno bene – proseguivano Potena e Sorbo – che se si ha un debito, o lo si deve pagare in un anno o lo si deve pagare in venti anni, sempre un debito è, anzi è un debito maggiore perché si aggiungono gli interessi.

Quindi questo debito non poteva essere eliminato dal conto consuntivo, ma i responsabili della redazione del bilancio, tutti ringraziati ed incensati dal sindaco per il lavoro effettuato, lo hanno incredibilmente fatto, facendo venir fuori, per l’anno 2009 un avanzo di amministrazione di circa 7.000 euro, piuttosto che il dato reale, e cioè un disavanzo di circa 4.000.000 di euro’. Bene – afferma Cantone – io ho fatto mia questa dichiarazione e l’ho riportata in Consiglio perché ad oggi sono cambiati solo i numeri, ovvero il debito è di 3,6 milioni di euro anziché 4 milioni e l’avanzo è di 57 mila euro anziché 7 mila, ma la questione è la stessa.

Devo pertanto dedurre che il debito sia stato ‘nascosto’ sotto al tappeto. Perché questo cambio di orientamento da parte del sindaco considerato che ha seguito lo stesso iter dell’allora vituperata amministrazione Cotugno di cui facevo parte?”.

Il capogruppo di “Venafro che vorrei” attacca ancora, sempre riprendendo alla lettera le parole di Potena e Sorbo pronunciate nel 2010: “Anche io quindi posso dire che ‘siamo di fronte ad un risultato disastroso e ad un conto consuntivo fasullo’? La ‘nuova era potrà realmente iniziare solo quando gli attuali amministratori saranno finalmente rimossi dal loro incarico’”. Dunque, Cantone ha fatto sapere che “non appena disponibile la delibera di approvazione del conto consuntivo provvederò, come fatto nel 2010 da Sorbo e Potena, ad inoltrare un dettagliato esposto alla Corte dei Conti, sperando che la magistratura contabile, una volta per tutte, faccia chiarezza ponendo fine agli ‘effetti speciali’ e facendo una operazione di vera pulizia e soprattutto di verità sui conti del Comune di Venafro’”. Oltre al debito di Molise Acque, prima spalmato su 20 anni ed oggi su 10, Alfonso Cantone ha inteso sottolineare anche “la clamorosa ritirata della maggioranza sul regolamento per l’acquisizione in economia di lavori, forniture e servizi”. Il capogruppo di minoranza ha infatti rimarcato “la accesa discussione all’interno dell’amministrazione sul punto”. Tanto che la presidente Stefania Di Clemente ha dovuto rinviarne la trattazione. “E’ crisi totale. Mai avevo assistito a tanto: quando si è trattato di discutere l’ultimo argomento, la maggioranza si è ritirata in conclave. Tutti hanno sentito le grida e le urla provenire dalla stanza della giunta. Terminata la ‘litigata’, alcuni sono andati via abbandonando la seduta, che è stata poi sciolta senza la discussione sul regolamento. Noi siamo rimasti al nostro posto, sinceramente allibiti”.

Cantone non si è sottratto nemmeno dal commentare l’elogio che il sindaco ha rivolto all’ex assessore Elisabetta Cifelli, dimessasi per motivi personali. “Rispetto la persona e le sue motivazioni ovviamente, ma ancora oggi non mi spiego il perché di quell’atto fatto in gran segreto. Ricordo che la Cifelli era ed è un amministratore pubblico. Avrebbe dovuto, lei o il sindaco, informare se non i cittadini quanto meno i consiglieri. Se a questo aggiungiamo quanto accaduto durante il Consiglio, con la fuga dalla discussione del regolamento prima scritto e poi in qualche modo disconosciuto dalla stessa amministrazione, penso che la spaccatura in maggioranza sia evidente a tutti.

Così come credo sia evidente che Potena non avrebbe mai potuto votare un consuntivo così fatto. Sarà un caso che si è assentato due volte, sempre quando si è trattato dei conti dell’ente? Io chiedo a quella che si sta dimostrando come la peggio amministrazione degli ultimi 30 anni di litigare di meno tra loro e fare qualcosa di concreto per il bene della città”. Il capogruppo di “Venafro che vorrei” infine non nega le critiche che alcuni elettori stanno muovendo all’opposizione, ovvero di essere poco incisiva, e se la cava con una battuta sarcastica: “Ci pensa l’amministrazione. Fanno tutto da soli…”.

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