Inquinamento, venafrani in fuga

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    I residenti
    della piana di Venafro, in
    particolare coloro che dimorano
    o lavorano nella zona
    nord-occidentale, vivono
    malissimo perché ogni giorno
    sono alle prese con olezzi
    nauseabondi provenienti
    da scarichi, attività o rifiuti
    della vicina area industriale
    del nucleo di Pozzilli.
    “Non è vita la nostra –affermano
    all’unisono due abitanti
    della pianura- in quanto
    continuativamente invasi,
    infastiditi e preoccupati dagli
    insopportabili e fortissimi
    olezzi provenienti da attività
    lavorative situate a poche
    centinaia di metri dalle
    nostre case.
    L’altra sera, tanto per citare,
    la puzza era tale da rendere
    irrespirabile l’aria nelle
    nostre abitazioni. Basti
    pensare che in tanti ci siamo
    precipitati all’esterno per vedere
    cosa stesse accadendo
    e molti hanno preferito mettersi
    in macchina ed allontanarsi
    dalla zona, piuttosto
    che continuare a respirare
    quell’aria tanto pessima e
    senz’altro pericolosa per la
    salute di tutti noi”. Nel colloquio
    interviene una donna
    a sua volta abitante in pianura:
    “Possibile mai che tutto
    questo avviene con sistematica
    continuità – afferma
    contrariata la signora – e nessuno
    interviene? Cosa fanno,
    mi chiedo, gli enti e le istituzioni
    preposte alla salvaguardia
    del territorio e della
    salute pubblica, alla tutela
    ambientale, al rispetto delle
    norme in materia di inquinamento
    ed alla prevenzione in
    genere dei reati contro l’ambiente
    ?
    Possibile che nessuno si
    accorge di alcunché, nessuno
    riscontra fatti e situazioni
    anomale, nonostante le
    reiterate proteste di tanti e le
    numerose denunce datate ed
    assai circostanziate ?”.
    Alla luce di problemi tanto
    consistenti e delle vostre
    più che giustificate preoccupazioni
    per possibili conseguenze
    alla vostra salute, a
    chi secondo voi compete intervenire
    per stoppare una
    volta per tutte il fenomeno e
    restituirvi tranquillità e soprattutto
    una vita salutare ?
    “Per quanto ne sappiamo
    –aggiungono gli interlocutori-
    alle forze dell’ordine
    compete la prevenzione e
    che tutti rispettino la legge,
    cosa che nello specifico
    senz’altro non avviene, mentre
    è dell’Arpa, l’agenzia regionale
    per la protezione dell’ambiente,
    il compito istituzionale
    di controllare che
    nessuno danneggi l’ambiente
    e di riflesso che nessuno
    arrechi pericoli alla salute
    pubblica.
    Riteniamo che se ci fossero
    gli interventi risolutivi di
    Arpa e forze dell’ordine, le
    nostre paure e le nostre preoccupazioni
    finalmente cesserebbero,
    venendo meno i
    motivi che oggi le scatenano”.
    E allora ? “Speriamo di
    essere ascoltati una volta per
    tutte, perché anche noi abitanti
    in pianura abbiamo diritto
    ad una vita tranquilla e
    senza pericoli per la nostra
    salute”.

    il quotidiano del molise

    1 commento

    1. Se nememno la annuale coraggiosa attività svolta dalle mamme per la salute e la lettera di minacciato Commissariamento della Regione fatta dal Ministro Clini sono servite a rendere trasparenza e maggiore impegno da parte della regione a riverificare la efficienza delle proprie verifiche, la eventuale inadeguatezza del numero delle stazioni fisse di rilievo, a fare i piani di riduzione degli inquinanti, a fare tutto quello che deve essere ancora fatto……..non sarà certo la fuga di qualche cittadino a cambiare le cose.
      Ci vuole un impegno ed una partecipazione maggiore di tutti i cittadini e soprattutto dobbiamo ci vuole completa trasparenza. Bisogna che rendano pubblici tutti i piani e gli studi fati per definire le stazioni di misura in continuo, i controlli saltuari, le verifiche azienda per azienda tra entità produzione ed entità prodotti inquinanti ed entità di quanto effettivamente smaltito regolarmente ed altro ancora. Solo attarverso una messa in rete di tutti tali dati potremo impegnarci a verificarne l’attendibilità ed a indicare le diverse soluzioni percorribili…visto il livello di efficienza che sembra garantito dalle strutture pubbliche e dalle scelte politiche che lo determina.
      Ci vorrebbe anche quì un COMITATO del tipo di quello che già opera a tutela del Santissimo Rosario.

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