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Inquinamento Molise: L’ARPA di Noè.

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Negli ultimi tempi giornali locali/regionali/nazionali, hanno riportato notizie sulla questione inquinamento nel Molise, nello specifico in quelle zone che a quanto pare fino a poco tempo fa erano nell’immaginario di noi cittadini, quasi incontaminate.

Inutile ripetere i soliti discorsi, facciamo un passo in avanti o meglio facciamone un paio indietro per capire qualità dei controlli e l’origine del problema.

Tralasciando le voci che da anni girano per la città di Venafro sulla causa dell’inquinamento, traffico, Colacem, Energonut, senza trovare orecchie disposte ad ascoltare, passiamo ad una visione più estesa.

In particolare parliamo del “Governo Regionale” e di un organo particolarissimo per importanza, elezione ed indipendenza, l’ARPA/M.

Importante capirne il funzionamento, per comprenderne meglio chi controlla cosa, perché e su commissione di chi.

Partiamo quindi dallo statuto: Art.1 Principi Generali:L’Arpa (Agenzia “Regionale” per la protezione ambientale del Molise) istituita con leggere “Regionale” 13 dicembre 1999 n. 38 è un “Ente Strumentale della Regione Molise”, dotato di personalità giuridica pubblica nonché di autonomia amministrativa, contabile, tecnica patrimoniale e gestionale.

Per capire innanzitutto l’indipendenza di un Agenzia, almeno in Italia, si deve partire dal collegamento amministrativo/politico.

Le “Agenzie” hanno logicamente due tipi di contributi, pubblici e privati dovuto allo svolgimento del proprio lavoro (invito a visionare sul sito www.arpamolisei.it / Amministrazione / Bilancio e contabilità, le percentuali).

Il discorso è un pochino lungo, ma provo comunque a riassumerlo.

Partiamo dallo specificare cos’è un Agenzia Pubblica.

Detta in parole povere è semplicemente un’organizzazione dotata di una certa autonomia nell’ambito della pubblica amministrazione, atta a svolgere specifiche funzioni.

Chiudiamo questo discorso e facciamo un ulteriore passo indietro.

Partiamo dal periodo di riferimento indicato da Schiavone.

A capo dell’Arpa inizialmente vi era un certo Petracca, il quale veniva eletto durante il Governo Iorio, per ben due volte.

Secondo art. 9, comma 1 della Legge Regionale n. 38/1999, esauriti ormai i due mandati quinquennali, e all’età di ormai settanta anni andava in pensione.

Mi correggo, doveva andare in pensione.

Infatti, con due delibere lampo, la giunta Regionale cambiava le carte in tavola.

La prima, n. 475 (vergognosa) riguardava l’erogazione del premio incentivante pari al 20% del trattamento economico base al direttore generale dell’Arpam, e cioè a Petracca, per il biennio 2009/2011, visti i risultati raggiunti.

E sì, proprio così, i risultati infatti sono stati evidenti, qualche esempio?

Inchiesta Open Gates della Procura della Repubblica di Larino (CB) in cui, come si evince dalla nota allegata, era interessata anche l’Arpa Molise.

Le vicende connesse con l’illecito smaltimento dei rifiuti nel Basso-Molise, la contaminazione da trialometani dell’acqua destinata a 80 mila cittadini dell’area costiera (non rilevata), i problemi connessi con le emissioni in atmosfera nell’area venafrana, le risibili percentuali della raccolta differenziata regionale, le difficoltà connesse con le bonifiche ambientali di aree di discarica, ecc, insomma una supervisione perfetta ma perfetta per chi?

Oltre al premio meritato, riceveva nell’arco di dieci minuti,con delibera n. 486 sempre del 27 giugno 2011 la nomina a Commissario Straordinario in attesa del nuovo Dirigente.

Nell’arco di pochi minuti quindi passava da direttore a pensionato, da pensionato e Commissario

Cominciamo a vedere qualche collegamento ARPA e Politica?No? Andiamo avanti.

Dopo Petracca arriva il nuovo direttore generale, il Dr. Quintino Pallante, forse a molti questo nome non dice nulla ma a qualcuno sì.

Non molto tempo fa, prima di essere appunto nominato nuovo direttore generale dell’ARPA, ricopriva il ruolo di coordinatore regionale di Futuro e Libertà.

In quel periodo, anche se contro i vertici politici, si schierò fermamente al fianco di Michele Iorio. Successivamente per Pallante arriva la nomina a direttore Generale dell’Arpa, vista anche la sua non elezione nel listino maggioritario, forse un caso.

Alla domanda se questo fosse o meno un risarcimento, Pallante rispondeva: “sono in possesso dei requisiti necessari per candidarmi alla direzione Arpa, tanto che ho risposto al bando svariati mesi fa”.

Sicuramente sono due cose distinte e separate, anche se così non la pensano i colleghi/avversari politici per i quali (non per noi) la nomina dell’imprenditore impegnato da anni in politica accanto a Michele Iorio, è stato un risarcimento ben retribuito, almeno fino al 2014, ma logicamente questa opposizione strumentalizza (bricconcelli).

Ho preferito riportare queste righe tanto per far capire quanto un’Agenzia possa essere indipendente e lontana da certi meccanismi che conosciamo, o che credevamo di conoscere.

Ma torniamo al caso inquinamento.

Dalle ultime notizie, parliamo dell’area del Casertano, le Iene hanno mostrato come i controlli ARPA effettuati tra il 2000-2003, nei siti segnalati da Schiavone non riscontravano nulla di anomalo sia nel terreno che nell’acqua.

Dopo la denuncia di un pentito nel 2008 il geologo Balestri, seguito ulteriori controlli, riporta la seguente dicitura:

Tutte le analisi dell’ARPA sono manifestamente NON corrispondenti alla realtà dell’acqua di falda campionate e comunque le analisi sono spesso “indirizzate” verso valori favorevoli.

Continua:

E’ ragionevole dedurre come molto probabile un AGGIUSTAMENTO favorevole dei valori di concentrazione riportati in questi certificati, tutti timbrati ma non firmati…

Alla luce di tutto questo quanto sono credibili le analisi fatte da un ente che nel corso degli anni tutto ha fatto tranne che tutelare la salute della popolazione?

Ma come vengono effettuati i controlli?

Voi penserete, il perito effettua i rilievi secondo la propria coscienza e professionalità, dopo aver analizzato i terreni confinanti per capirne la struttura, si informerà sugli atti processuali per capire profondità degli eventuali interramenti.

In parte è vero, il perito svolge tutta la fase di analisi, ma indovinate chi segnale minuziosamente dove scavare, a che profondità e quante perforazioni effettuare?

Risposta esatta, sempre l’Arpa.

L’ARPA doveva essere la nuova arca di Noè, l’unico mezzo per uscire da un inquinamento universale, ma purtroppo siamo ancora molto lontani, si prevedono tempistiche bibliche.

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