Inizia l’era del terrorismo fiscale

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Roma, 30 ott – Criminalizzazione del contante, controllo fiscale orwelliano. Con la scusa di una improbabile lotta all’evasione, il governo pensa a norme sempre più asfissianti, di fatto inutili ai fini del risanamento delle casse dello stato ma pericolose per la restrizione degli spazi di libertà.

Il ministro dell’Economia, Fabrizio Saccomanni, facendo il punto in Parlamento sulla legge di Stabilità, ha infatti spiegato che il governo è disponibile, fra l’altro, a introdurre nuove vincoli sull’uso del contante, (attualmente il limite è di mille euro). Il centrodestra si oppone e promette barricate, che puntualmente saranno barattate con qualche battaglia di natura personalistica e sganciata dalla vita concreta dei cittadini.

La lotta all’uso del contante è da tempo al centro delle preoccupazioni dei politici, con sponsor d’eccezione come la giornalista Milena Gabanelli. Chi paga in moneta sonante, ci dicono, sta usando fondi guadagnati in nero o operando affari illeciti. L’idea che un diritto si possa tranquillamente limitare poiché “chi non ha niente da nascondere” non ne trarrebbe alcun danno emerge spesso nel dibattito politico (per esempio nella questione delle intercettazioni selvagge). La concezione della libertà che dimostra chi ragiona in questo modo è quanto meno problematica.

Anche dal punto di vista dell’efficacia pratica delle norme in questione c’è più di un dubbio. Tanto l’economia criminale che la grande evasione, quella che pesa davvero sulle casse dello Stato, utilizzano transazioni finanziarie e trucchi fiscali ben più raffinati, che non si basano certo sull’occultamento degli spiccioli. In compenso generalizzare l’uso della moneta elettronica porterebbe un surplus di controllo e di guadagni per le banche di cui nessuno oggi sente la necessità.

E, a proposito di controllo, adesso arriva anche la notizia che da domani, grazie al decreto legge Salva Italia voluto dal governo Monti le banche e gli altri operatori finanziari dovranno trasmettere all’anagrafe tributaria tutti i dati relativi al 2011 dei nostri conti correnti. Quindi il saldo a inizio e a fine anno, il totale dei bonifici in entrata e in uscita, il totale degli acquisti fatti con carta di credito e delle ricariche per le carte telefoniche. E così via.

Benvenuti nell’era del terrorismo fiscale.

fonte:

http://www.ilprimatonazionale.it/2013/10/30/inizia-lera-del-terrorismo-fiscale/

There are 3 comments

  1. E’ il mezzo più efficace per la lotta alla illegalità e alla evasione fiscale.

  2. melino catenaccio |

    Mi piace il contante,mi piace il suo fruscio,mi piace far regali ai figli e ai nipoti, mi piace tenerlo in tasca.VAFFANCULO Saccomanni e tutta questa sinistra del cazzo che vorrebbero eliminarlo.

  3. Più vengo spiato dal Fisco, meno spendo. Più il Fisco spia, meno soldi circolano. E questo perché il cittadino onesto si sente umiliato e indispettito a dover eventualmente giustificare le proprie spese a un funzionario del Fisco, il quale potrebbe anche non accettare le prove fornite, demandando tutto al Giudice tributario, come di solito avviene. Ti può essere detto: o paghi quello che Ti contestiamo o fai ricorso! Pertanto essere controllati in questo modo è la cosa più orrenda e illiberale che si possa immaginare. Il redditometro e la moneta elettronica (strumenti fiscali complementari) servono solo a far cassa, grassando i cittadini inermi. Se, per esempio, voglio comprare un’automobile devo incominciare a predisporre un’idonea documentazione inerente la mia capacità di spesa già un paio di anni prima dell’acquisto, sperando che mi sia riconosciuta valida dal Fisco! L’evasione e la corruzione, a mio giudizio, si combattono con leggi penali severe e certe nella loro applicazione, e con una Pubblica Amministrazione integerrima ed efficiente.

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