In fila al Comune per un alloggio

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    Sempre più i casi di persone rimaste sole e senza un tetto sotto cui dormireUna signora, tutti i giorni fa la guardia all’ingresso principale del Comune, in attesa che arrivano le due Commissarie. Per fare cosa? E’ presto detto. Reclama un alloggio popolare.
    Vorrebbe vedere riconosciuti i suoi diritti, alla pari di tanti altri cittadini che occupano le case popolari.

    Si sa a Venafro le Case Popolari, sono tutte o quasi appannaggio di rom. E questo a qualcuno dà anche fastidio. “Non pagano nulla, né luce, né gas e né acqua e il comune non fa nulla.”

    E’ la protesta di un cittadino che si vede sempre scavalcare nella graduatoria per l’assegnazione di nuovi alloggi Iacp. E ritorniamo al caso umano della signora che si piazza tutte le mattine davanti al portone principale del Municipio in piazza Mercato. Non ha più un punto di riferimento a Venafro, dopo la morte del marito e i figli che risiedono altrove. Dorme dove capita: alla stazione ferroviaria, alla villa comunale, nei pressi dell’Ospedale Santissimo Rosario. Non sa dove andare, e vista l’età, con il caldo di questi giorni c’è chi teme per la sua salute. Vive in pessime condizioni igienicosanitarie. I servizi sociali del comune, dove sono?

    Il Piano Sociale a che cosa serve? Perché non si interviene visto che il caso della signora che protesta al comune è di dominio pubblico. Purtroppo non è un caso isolato. In città da mesi si vede in giro un anziano signore che a volte apre i cassonetti dell’immondizia alla disperata ricerca di qualcosa da mangiare. Sì, a Venafro, tra l’indifferenza di tutti, Istituzioni in primis, ci sono anche casi disperati. Veri e propri casi umani. Gente senza fissa dimora. L’anziano signore sembra originario di Roccamandolfi, sceso a Venafro in cerca di fortuna.

    Le due Commissarie Ferri e Ocello dovrebbero occuparsi anche di questi casi eclatanti di disperazione. Ne sanno qualcosa i volontari della Caritas diocesana, in prima linea sul versante del sociale e della solidarietà.

    Don Salvatore Rinaldi, parroco venafrano e Direttore della Caritas della Diocesi di IserniaVenafro, non sa più a chi santo rivolgersi per far fronte alle tante emergenze. Cittadini che chiedono viveri, alimenti di prima necessità ma anche i soldi per pagare le bollette del gas, della luce, dell’acqua e dell’immondizia.

    Situazioni drammatiche di famiglie che non hanno nessun reddito e che non riescono manco a trovare i soldi per mangiare una volta al giorno. Le segnalazioni che giungono anche alla nostra redazione, oramai non si contano più.

    Forse i tanti soldi del Piano Sociale dovrebbero essere utilizzati per queste emergenze e non solo per garantire stipendi d’oro a consulenti e operatori sociali.

    Fonte: quotidianomolise.it

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