NewsRassegna stampaRegione Molise

IL MIRACOLO DELLA SANITÀ MOLISANA: PIÙ CARTELLONI, PIÙ DEBITI, MENO SANITÀ PUBBLICA EFFICIENTE.

Avete visto i manifesti 6×3 che tappezzano il Molise?
Qualcuno ha investito decine di migliaia di euro in campagne pubblicitarie.
Fa sorridere che si trovino fondi per poster e maxischermi mentre i lavoratori del privato aspettano ancora i rinnovi contrattuali. Prima la comunicazione, poi i diritti.
Il capolavoro vero sono i media locali, trasformati spesso in megafoni del privato e pronti a interviste in ginocchio pur di non disturbare lo sponsor.
L’inchiesta indipendente risponde presente e muta.🤫
Nel frattempo, vent’anni di Commissariamento e vertici ASReM lautamente pagati ci regalato un deficit oltre i 140 milioni.
Più i commissari firmano decreti restrittivi, più il debito vola.
L’ultimo POS è il colpo di grazia: declassamento del Caracciolo di Agnone a Casa di Comunità e un piano sui Punti Nascita che sfida la logica. I verbali romani indicavano di salvare Isernia, ma si è preferito puntare su Termoli, sacrificando il Veneziale.
Una follia economica. Chiudere Isernia distrugge la mobilità attiva (pazienti dalla Campania) e scatena la mobilità passiva verso Abruzzo, Cassino o Caserta.
Nessuno farà la traversata appenninica per andare a Campobasso.
Questa non è una guerra tra territori, ma una battaglia contro una governance che desertifica il pubblico per alimentare il sistema.
La catena istituzionale è perfetta: arriva la colletta da 18 milioni (soldi nostri vincolati ai tagli del POS), la Regione fa ricorso-teatro contro i decreti dei commissari mandati dal suo stesso Governo e il privato incassa.
Intanto, il Sindaco di Isernia è in tenda da quattro mesi. Mentre a Roma sono troppo occupati a difendere le poltrone per accorgersi di un territorio senza voce e senza medici.

Se nasci in Molise nel 2026, nasci in ambulanza sulla Statale. Ma consolati: durante il viaggio verso il Lazio potrai goderti un bel manifesto d’autore.

fonte : https://www.facebook.com/fattimolisani

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Pulsante per tornare all'inizio