Il Comune trova i 4mila euro.. per appaltare il recupero di palazzo Liberty.. a disposizione un milione e 200mila euro..

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Finalmente si parte. Verrà presto bandito l’appalto-concorso per il recupero di palazzo Liberty. Per un finanziamento regionale, disponibile da due anni, di un milione e 200mila euro.

Il ragioniere capo dottor Nicolò Roccolino ha raschiato il fondo delle casse comunali. Riuscendo a stanziare 4mila euro, cioè la somma che serve per bandire l’appalto. Naturalmente con la clausola che la ditta che si aggiudicherà la gara dovrà restituire tale somma ( semplicemente anticipata). La storia del recupero del palazzetto Liberty si intreccia con l’inerzia che ha contraddistinto le trascorse amministrazioni. Si pensi solo che la precedente gara è stata annullata dalla commissaria, perché presentava tutta una serie di illegittimità. Perché più che al recupero del bellissimo palazzetto i “ politicanti” pensavano all’attribuzione degli incarichi tecnici. E persino alle ditte locali in lizza per eseguire gli interventi, tra loro “ben collegate”. In tutti i casi ora si parte. Perché presto il bando di gara verrà reso pubblico, sulla gazzetta ufficiale. Per il recupero di un palazzo d’inizio novecento che potrà diventare una bella sala polivalente da 400 posti a sedere. Con annesso Museo e centralina idroelettrica. La nuova amministrazione comunale si dovrà fare carico dell’intervento, che può ben rappresentare la rinascita o l’affossamento definitivo della vita e della cultura della tormentata realtà venafrana. Vale per tutto un altro dato: i soldi sono stati lì lì per  perdersi. Non sarebbe stato certo la prima volta.

molise24

There are 3 comments

  1. Ing Antonio Zullo |

    Vorrei ricordare che la precedente era una gara di servizi, l’ingegnere che aveva redatto il progetto preliminare sapeva bene che era solo una previsione di spesa e che occorreva fare una gara di servizi per renderlo pienamente rispondente alla normativa. Cioè bisognava scegliere il gruppo professionale che rivedesse innanzitutto la progettazione preliminare per darle i minimi contenuti di legge, tra cui la valutazione tra tutte le strade possibili per il rinforzo o adeguamento strutturale sismico tra le quali motivare la soluzione prescelta e poi redigere il progetto definitivo da mandare in gara come appalto integrato e da completare con quello esecutivo da mandare in gara solo per l’esecuzione dei lavori.
    La getsione commissariale ha by-passato tale percorso, sicuramente nella convinzione personale di far bene, mandando in appalto integrato, lavori + servizi di architettura e di ingegneria, il progetto preliminare esistente. Per fare ciò ha nominato un geometra perchè adeguasse il progetto esistente. Di sicuro non può il geometra nominato essersi occupato della valutazione della soluzione progettuale statico/sismica e, riterrei, che si sia occupato solo della parte tecnico amministrativa per il bando di gara.
    Aggiungerei che, anche se la legge prevede la possibilità di ricorrere all’appalto integrato sul progetto preliminare, bisognerebbe tecnicamente essere in grado di capire se e dove è possibile e dove, invece, non sarà causa primaria di maggiori ritardi o sovraccosti eccessivi. Io penso che nei casi di lotti funzionali non sia idoneo ricorrere all’appalto integrato a meno che non lo si faccia per l’intera opera, cioè la soluzione definitiva progettuale deve riguardare l’intero mentre i lavori solo il primo lotto funzionale e che pertanto le soluzioni devono essere studiate complessivamente per l’intera opera, potendo così assegnare ad unica responsabilità dell’impresa eventuali soluzioni studiate per il primo lotto ma che poi possono rivelarsi dannose o inutili quando ci si dovrà occupare del prosieguo. Leggendo il bando di gara non risulta presa nemmeno questa direzione. Di certo se la strada intrapresa dovesse portare a sovraccosti eccessivi non lo si potrà impuitare al progetto variato o affidato all’impresa perchè, anche dove dovesse fare una soluzione riconosciuta migliorativa da una Commissione che, prevedibilmente, non potrà che esprimere la stessa qualità tecnica della decisione di ricorrere all’appalto integrato, potrà sempre dire che non le competeva ristudiare l’intero per renderlo pienamente conforme ai minimi contenuti richiesti dalla normativa e che se non avesse indicato i miglioramenti suggeriti i danni per la collettività sarebbero stati maggiori. Questo è il mio pensiero sull’appalto integrtato adottato in questo caso, ma valido in genere,. meglio se la souzione sismica idonea tra le varie tecnologie messe a disposizione dalla tecnica, vecchie e nuove, fosse stata decisa in partenza e ben definite nel progetto preliminare o in uno definitivo predisposto prima di appaltare i lavori, in modo che eventuali difformità o inidoneità della soluzione fosse precisamente addebitabile al professionista che l’ha curata ed a quello che l’ha validata.
    Mi riservo di solleverò la questione alla prossima amministrazione affinché possa decidere se annullare il bando e ripercorrere la via tracciata dall’ingegnere RUP che l’aveva tracciata, visto che l’inopportunità di procedere all’appalto integrato l’avevo già segnalata al Commissario nel 2012 .

  2. Ing Antonio Zullo |

    scusate i refusi, l’ho riletta solo dopo averla postata. credo che si capisca ugualmente.

  3. Ma fin a moo,quand v set futtut vicin a sa palazzina?So 40 ann ca v magnat i sold,e sa palazzina e’ semp tal e qual.Ma vret r fa checcos r buon nvec r v magna quell c’arriva.S’accongia sott e s scasha ncoppa,s’acconcia ngoppa e s scasha ai lat,s’acconcia i lat e s’arrabia ra sott…. Ma vavavava…

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