Giunta Frattura. Dopo lo strappo con Rialzati Molise spunta l’ipotesi dell’azzeramento

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di PASQUALE DI BELLO

Voci sempre più insistenti ipotizzano l’azzeramento della neonata Giunta Frattura. Alla base della clamorosa ipotesi starebbe la necessità di recuperare nell’alveo della maggioranza Rialzati Molise, la formazione centrista che con i suoi quindicimila voti è rimasta fuori da ogni rappresentanza istituzionale. A fare le spese dell’azzeramento e del successivo rimpasto, sarebbe un assessore del Partito democratico.

Ci sono errori che profumano di bucato, altri invece che puzzano di marcio. Tanto gli uni, quanto gli altri, vanno riparati e anche subito. In particolare i secondi, perché oltre a quello di marcio potrebbero assumere anche il puzzo della cancrena. Ci pare questo il senso dell’aria che tira (aria pesante) dopo il trappolone politico del nove aprile scorso, quello che ha messo nel sacco Rialzati Molise, il raggruppamento politico centrista che ha portato in dote a Paolo Di Laura Frattura circaquindicimila voti e che ne fa (numeri alla mano), dopo il PD, il secondo partito della coalizioneche ha eletto il nuovo governatore. Quindicimila voti che non hanno trovato rappresentanza né istituzionale né di governo. E’ noto, infatti, che Vincenzo Cotugno, il consigliere eletto da Rialzati Molise, non abbia ottenuto né la Presidenza del Consiglio regionale (che veniva data per certa) né un posto in Giunta. Questo, dopo aver rinunciato ad una rappresentanza nel listino maggioritario nella fase precedente alle elezioni, è indubbiamente un pedaggio troppo alto da pagare. Quindicimila elettori non sono pochi, specie se paragonati ai meno di settemila conseguiti dall’Udeur che non solo ha ottenuto un posto nel listino (esprimendo così due consiglieri) ma ha anche espresso, con Vincenzo Niro, il Presidente del Consiglio regionale, soffiando il posto proprio allo stesso Cotugno.

L’aria che tira in queste ore è un’aria densa, che si affetta, gravida di incognite e di una notizia che più passano le ore e più pare trovare credibilità: quella di un immediato azzeramento della neonata Giunta Frattura. Sarebbe questa la strada individuata per riparare all’errore che ha portato all’esclusione di Rialzati Molise dai vertici della Regione, a meno che a quindicimila elettori non si voglia consegnare un cappello a cono con una scritta in mezzo: “fesso” stampigliata a caratteri cubitali. Dove fesso, sia detto absit iniuria verbis, sta per “utile idiota”. Qui, più che politica, la questione ha a che fare con la matematica. E la matematica, oltre a dire che Rialzati Molise non può stare fuori da tutto, dice anche altre cose: ad esempio che il Pd è sovradimensionato in termini di rappresentanza. Il Pd esprime, oltre al presidente della Regione, anche due assessoriMichele Petraroia e Massimiliano Scarabeo. Una pattuglia sovradimensionata rispetto ai venticinquemila voti circa conseguiti dai democratici. Una anomalia all’interno della quale potrebbe nascere la soluzione riparatrice: è chiaro che per far spazio in Giunta a Rialzati Molise, toccherà a qualcuno del PD rimetterci le penne. Le voci che circolano, darebbero in forse la posizione di Massimiliano Scarabeo a cui toccherebbe in questo caso il ruolo di vittima sacrificale. Scarabeo, sia detto di passata, si troverebbe a pagare colpe non sue e che vengono dalla “maestà del Colosseo” (per dirla alla Venditti): colpe capitoline legate a quella che più passano i giorni e più appare una scelta eterodiretta dalla rappresentanza parlamentare del PD Molisano. Per dirla senza tanti giri di parole, sull’operazione che ha portato all’elezione di Vincenzo Niro e alle esequie politiche di Vincenzo Cotugno, ci sarebbero le impronte digitali della coppia Ruta-Leva, da poco residente a Roma. Un’operazione capitolina, farinosa e indigesta, che rischia di andare di traverso allo stesso Paolo Di Laura Frattura che tuttavia, in questo frangente, potrebbe invece girarla a proprio beneficio. L’impressione che se ne ha, è che egli più che condividerla la scelta di estromettere Rialzati Molise, l’abbia subita. Oggi, azzerando e ricostituendo un minuto dopo la Giunta, non solo e non tanto permetterebbe a Frattura di superare l’esame di riparazione in matematica ma, ancora di più, gli consentirebbe di sostenere con pieni voti e lode l’esame di politica. Un gesto e un’iniziativa, quello dell’azzeramento della Giunta, che ne definirebbe in maniera inequivocabile la cifra politica, l’autorevolezza e, soprattutto, l’autonomia. E non solo: azzerare la Giunta servirebbe anche a lanciare un messaggio chiaro e tondo al “partito del Colosseo”: basta tarantelle e tartufismi! Sarebbe utile che Frattura lo desse questo segnale, per se e per i molisani: non vorremmo infatti che qualcuno, trasferitosi nella Capitale e avendo letto a Roma la scritta hic sunt leones, si sentisse autorizzato a pensare che alle porte del Molise ve ne sia una di segno diametralmente opposto: hic sunt cogliones.

fonte: http://www.ilgiornaledelmolise.it/?p=16740

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