Cronaca Giudiziaria

Finiti i controlli sulle aziende Scarabeo: evasione milionaria e sequestri per 700mila euro

La Guardia di Finanza di Isernia ha concluso le verifiche e i controlli sulla Elcom di Venafro: cinque indagati, tra cui il consigliere regionale del Pd Massimiliano Scarabeo e suo fratello Gabriele, già arrestati il 23 giugno dell’anno scorso, e altri tre amministratori delle società di fornitura di materiale elettrico. Le Fiamme Gialle hanno sequestrato beni, quote societarie e denaro per 700 mila euro. La frode fiscale per non pagare milioni di euro di Iva sarebbe stata perpetrata emettendo e utilizzando fatture per operazioni inesistenti. Soddisfatto il procuratore capo della Repubblica di Isernia Paolo Albano “perché in questo modo è stato garantito un sicuro introito per le casse dello Stato”.

Sono terminate le indagini e le verifiche fiscali dei finanzieri di Isernia sulle aziende del gruppo Scarabeo. La complessa operazione della Procura pentra guidata da Paolo Albano – che il 23 giugno del 2015 aveva portato all’arresto dell’ex assessore regionale Massimiliano Scarabeo (Pd) e di suo fratello Gabriele – è giunta alle battute finali anche per quanto riguarda la presunta frode fiscale, scoperta durante alcune acquisizioni di bilanci e registri contabili nelle sedi legali delle società di Venafro e Sesto campano specializzate in elettroforniture: cinque indagati, i fratelli Scarabeo e tre amministratori, e un sequestro di beni immobili, quote societarie e denaro per 700mila euro.

Le Fiamme Gialle hanno effettuato due verifiche nei confronti della Elcom Elettrocommerciale Spa di Venafro, società principale del gruppo e della Darma srl di Sesto Campano che ha sede nella stessa contrada Mazzarello in cui si ritrovano altre società satellite collegate in vario modo alla Elcom.
Le due società, secondo la ricostruzione dei finanzieri, avrebbero sottratto al fisco una base imponibile per circa 10 milioni di euro in anni recenti, omettendo di versare nelle casse dell’Erario oltre 2 milioni e mezzo di Iva.

Le risultanze di questi ulteriori controlli arrivano a poche settimane dall’invio dell’avviso di conclusioni delle indagini notificato agli indagati l’8 aprile 2016, cioè 10 mesi dopo la misura cautelare legata all’operazione “Alta Tenzione”. Lo stesso consigliere regionale proprio a Primonumero aveva spiegato che, nonostante l’impianto accusatorio iniziale con le ipotesi di reato, truffa in concorso e frode fiscale fosse stato confermato, era venuta meno la sua ingerenza politica sull’ottenimento dei fondi concessi alla Elcom «mentre ero consigliere regionale e ottenuti mentre ero assessore». Su questo reato, la truffa, la palla ora passa al gip che deve decidere se accogliere la richiesta di udienza preliminare del pubblico ministero a carico degli indagati.

La frode fiscale, invece, stando a quanto riferiscono le Fiamme Gialle di Isernia, sarebbe stata perpetrata mediante “emissione e utilizzo di fatture per operazioni inesistenti”. Gli elementi scoperti sull’evasione milionaria, accertata dai militari del Nucleo di Polizia tributaria, “hanno consentito di avanzare al Giudice per le indagini preliminari una proposta di sequestro preventivo finalizzato alla confisca, ai sensi dell’art.
12-bis del Decreto Legislativo 74/2000, concesso dall’Autorità Giudiziaria fino a concorrenza delle imposte evase, pari ad € 2.648.818”.

Tutti i conti correnti e i libri contabili sono finiti sotto la lente dei finanzieri che dopo gli accertamenti bancari e patrimoniali nei confronti dei cinque indagati hanno recuperare ingenti risorse finanziarie, quote societarie e beni immobili, nella disponibilità o riconducibili comunque ai cinque soggetti “per un ammontare complessivo pari ad oltre 700 mila euro, tutti cautelati a garanzia del debito tributario maturato nei confronti dell’Erario”.
Soddisfatto il procuratore della Repubblica di Isernia, Paolo Albano, perché aggredendo il patrimonio accumulato dai fratelli Scarabeo e dai loro amministratori, “è stato garantito un sicuro introito per le casse dello Stato”.

fonte: http://www.primonumero.it/attualita/primopiano/articolo.php?id=22024

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