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Fatture false e tentata truffa alla Regione: rinviati a giudizio i fratelli Scarabeo

La decisione del gup del tribunale di Isernia. L’avvocato difensore del politico venafrano: “Abbiamo rinunciato ai riti alternativi, dimostreremo la nostra innocenza nel processo”. Prima udienza il 6 dicembre
Sono stati rinviati a giudizio i fratelli Massimiliano e Gabriele Scarabeo. Lo ha deciso il giudice per l’udienza preliminare del tribunale di Isernia Arlen Picano, che al termine dell’udienza di stamani ha mandato a processo entrambi con prima udienza dibattimentale fissata il prossimo 6 dicembre.

Due le accuse rimaste in piedi presso il tribunale pentro: emissione di fatture per operazioni inesistenti – capo di imputazione che vede coinvolto l’ex assessore regionale del Pd in quanto ritenuto dalla procura di Isernia amministratore di fatto dell’azienda di famiglia all’epoca dei fatti contestati – e tentata truffa ai danni della Regione Molise. I restanti capi d’accusa sono invece stati stralciati presso il tribunale di Campobasso per questioni di competenza territoriale.

Come dichiarato dall’avvocato Ernesto De Angelis di Santa Maria Capua Vetere – che assiste Massimiliano Scarabeo insieme a Giuseppe Stellato, Mariano Prencipe del Foro di Campobasso e Danilo Leva del Foro di Isernia – “non ci siamo avvalsi di possibili riti alternativi, ma abbiamo scelto la strada del processo, dove potremo provare l’innocenza del nostro assistito”. A difendere invece il fratello del politico venafrano, Gabriele, è l’avvocato del Foro di Roma Marco Franco.

scarabeo foto primo pianoI fatti al centro della vicenda giudiziaria iniziano il 23 giugno 2015, quando l’allora assessore regionale alle Attività Produttive del Pd – oggi rieletto nelle file di Forza Italia come indipendente, ma passato già dalla prima seduta del Consiglio regionale nelle file del gruppo misto – fu costretto agli arresti domiciliari insieme al fratello Gabriele. Tre settimane dopo, il tribunale del Riesame di Campobasso, accogliendo le richieste dei legali di parte, inflisse una misura coercitiva meno restrittiva per entrambi gli indagati: il divieto di dimora in Molise.

Sotto la lente della procura di Isernia, che nelle indagini si avvalse della Guardia di Finanza, finì una richiesta di contributo regionale da 122mila euro per l’acquisto di un macchinario, che non sarebbe mai avvenuto realmente da parte della società di famiglia degli imprenditori venafrani. L’azienda in questione, a detta degli inquirenti, ne possedeva uno vecchio, che avrebbe ritinteggiato e fatto passare per nuovo al fine di eludere i controlli. Le Fiamme Gialle contestarono poi un meccanismo di asserite false fatturazioni mediante le quali la società per azioni avrebbe evaso l’Iva per un milione e 200mila euro.

Accuse rigettate in toto da Massimiliano Scarabeo e dal fratello Gabriele, che si sono detti sempre estranei ai fatti e fiduciosi che la giustizia avrebbe fatto il proprio corso.

fonte:https://www.isnews.it/cronaca/54500-fatture-false-e-tentata-truffa-alla-regione-rinviati-a-giudizio-i-fratelli-scarabeo.html

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