Esuberi, i sindacati sconfessano il Carsic

Se non si tratta di fumata bianca poco ci manca. La vertenza carsic, tuttavia, dovrà essere sbloccata dalla regione. All’ente governato dalla  giunta di paolo frattura si sono infatti appellati i vertici e sindacati.I rappresentanti dei lavoratori, insomma, hanno sconfessato la procedura di mobilità che l’istituto ha avviato qualche settimana fa con l’intento di allegerire i costi del personale.Ben 48 dipendenti sarebbero dovuti finire fuori dal mondo del lavoro stando alla volontà del carsic che , a sua volta, avrebbe agito in base  alla riduzione dei posti letto accreditati dalla regione.

Calcolo sbagliato, invece , secondo Cgil, Cisl e Uil di categoria che hanno sottolineato come ” dalla verifica emerge che l’organizzazione del lavoro non è che minimamente  compatibile con la proiezione della procedura di mobilità attivata dall’azienda”.

Questo sulla base dell’accreditamento sottoscritto lo scorso 19 dicembre da regione molise e carsic. Stando al provvedimento, il personale necessario per i requisiti organizzativi è individuato da una apposita commissione; inoltre, è specificato, ” il personale dedicato all’assistenza presente è commisurato al volume e alla tipologia dell’accredito così come previsto dai requisiti minimi  contingentati di legge”.

Durante l’incontro i rappresentanti del carsic – presente al tavolo con il presidente Caterino  e con Esposito, Pigrino, Asciore e Fanti – hanno approvato a resistere, asserendo che la loro intenzione di licenziare 48 lavoratori trova conforto in una specifica delibera regionale , la 1135 del 2008. Tuttavia , dopo il confronto è emersa una volontà comune : sospendere la procedura di mobilità in attesa di un incontro urgente presso la regione al fine di chiarire e dirimere la vertenza in atto.

In particolare, le parti hanno inviato una nota e sollecitato il commissario ad acta della sanità nonchè all’assesssore regionale alla sanità e salute  affinchè venga convocato un tavolo ad hoc.
La prima battaglia è dunque vinta.

Ricordiamo che i dipendenti dell’istituto sono in presidio davanti ai cancelli della struttura dal primo gennaio ( PER VIA PERO’ DELLA QUESTIONE STIPENDI ARRETRATI).

In ogni caso , da parte dell’azienda si continuano a lamentare i 42 mila euro di perdita con cui si è chiuso il bilancio del 2011 e gli oltre 250 mila euro di passivo del 2012; numeri che sarebbero poca cosa rispetto a ciò che potrebbe accadere, a detta dei vertici del carsic, per il 2013 senza un intervento sul costo del personale .

Al momento , uno psicologo, due assistenti sociali, undici educatori senza titolo, quindi addetti all’assistenza , due impiegati amministrativi, quindici addetti ai servizi vari distinti sono salvi.
Ma , appare evidente che senza un intervento della regione , i 48 torneranno presto a rischio.

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ommenti

  1. Qualcuno ci aiuti, ci ricattano e non ci pagano, hanno trasformato una struttura di eccellenza in un campo di concentramento quei due ignoranti, anzi tre se calcoliamo il geometra scemo dal fallimento facile, ci tengono a ricatto “o state zitti o vi rendiamo la vita impossibile”. Venite a controllare lasciando stare quello che dicono i sindacalisti, ricevono ampie ricompense per confondere i dipendenti, sono dei parassiti venduti.

    La regione faccia chiarezza dove finiscono i soldi degli stipendi perchè pare siano stati dirottati verso altre destinazioni e investiti su altre sttrutture.

  2. i dipendenti del carsic non sono tutelati? semplice perchè i sindacalisti si fanno assumere i parenti e amici in cambio del silenzio, addirittura 1 infermiera e il figlio in cambio del silenzio………..venduti

  3. Solo? E i doppi turni svolti per mancanza di personale? Per non parlare di reparti nei quali sì lavora con personale ridotto al 50%… Ma ci rendiamo conto o no che gli ospiti da assistere non sono persone normali? Se succede qualcosa di chi è la responsabilità? Mah.

  4. è che gestito da ominicchi, un quaqquaraqquà a confronto è signore e chi ci lavora è una pecora sottomessa incapace di dire nemmeno A.

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