E l’ultimo stipendio fa infuriare la gente

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Già, al Comune di Venafro si è toccato decisamente il fondo! Certo, i nostri avranno “dato” (!?!) negli ultimi giorni della loro permanenza al Palazzo di Città, hanno quindi incassato o si apprestano a farlo in punto di diritto, ossia assolutamente legittimati, ma era proprio opportuno che come ultimo atto il sindaco oggi decaduto deliberasse gli stipendi per se, per i suoi assessori e per il presidente del consiglio, ossia per i suoi fedelissimi, da un massimo di 6mila euro ad un minimo di 600 euro a seconda del ruolo ricoperto?L’opinione pubblica venafrana nell’apprendere siffatte cose è rimasta letteralmente sconcertata, disapprovando senza mezzi termini l’accaduto.

“Mai avremmo immaginato una cosa del genere afferma la gente comune, tra cui tanti pensionati che “tirano avanti” con 500 euro al mese da amministratori a cui avevamo affidato la nostra fiducia, ossia il voto, nella considerazione che trattavasi di persone professionalmente qualificate come avvocati, pubblici impiegati e lavoratori autonomi.

Ed invece oggi ne ricaviamo solo una enorme delusione. Se lo potevano risparmiare sindaco, assessori e presidente del consiglio quell’ultimo incredibile atto deliberativo a loro esclusivo favore e vantaggio!

Come ci si può permettere, ci chiediamo, una cosa del genere che, se sul piano del diritto è del tutto legittima, su quello etico/sociale lascia totalmente a desiderare? Ma come? Intascare prima di lasciare il Comune, perché decaduti?

E’ solo incredibile!”. Quindi la conclusione amarissima dei cittadini: “Una considerazione finale non possiamo proprio evitarla: eravamo abituati a ritenere che in politica ci fossero per lo più galantuomini e gente dal forte senso civico. Evidentemente i tempi sono cambiati… ed anche gli uomini! Domani leggeremo che restituiranno quanto intascato in extremis, oppure che lo devolveranno alle popolazioni terremotate del nord Italia? Non basterà, perché ciò che è fatto, è fatto!”.

T.A.

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