Dopo le primarie del Pd la resa dei conti. Scatta l’epurazione degli esponenti vicini alla Venittelli.

Il presidente della Regione Frattura avrebbe chiesto la testa di Veneziale e Neri rispettivamente ai vertici di Finmolise e Molise Acque. Come previsto, archiviate le primarie, si è infiammato lo scontro nel Pd e nella coalizione di centrosinistra che da circa un anno governa la Regione. La resa dei conti è partita dagli enti subregionali ed in particolare dai presidenti di Molise Acque e Finmolise nominati solo pochi mesi fa dal governatore.

Era stato lo stesso Frattura, all’atto delle nomine, a qualificare i due presidenti come persone serie, capaci e competenti in grado di interpretare il rinnovamento e la nuova linea politica dettata dal presidente.

Parliamo di Carlo Veneziale e Piero Neri, professionisti realmente stimati da tutti designati rispettivamente ai vertici di Finmolise e Molise Acque.
Secondo indiscrezioni, invece, Paolo Frattura, come spesso capita, avrebbe cambiato idea e chiesto ad entrambi più o meno esplicitamente e a muso duro, di fare un passo indietro dimettendosi dall’incarico.

Il motivo? Semplice: Carlo Veneziale e Piero Neri alle primarie hanno sostenuto Laura Venittelli, disobbedendo in tal modo all’ordine ricevuto di votare per Micaela Fanelli. Ma questo è solo l’inizio di una storia che continuerà nei prossimi giorni con l’azzeramento della Giunta per la prevista verifica politica e finirà con l’epurazione degli esponenti del Pd vicini alle posizioni di Roberto Ruta e Danilo Leva, come Massimiliano Scarabeo e Francesco Totaro che hanno sostenuto Laura Venittelli alle primarie.

La tensione, però, cresce anche nella coalizione che consegnò la vittoria a Frattura. Socialisti, Comunisti e Sel, infatti, si sono incontrati e i segretari regionali hanno ribadito la volontà di rilanciare l’azione comune dei tre partiti della sinistra molisana.

«E’ necessario ed urgente un incontro di tutta la coalizione – hanno etto Marcello Miniscalco, Nicola Macoretta e Gigino D’Angelo – per cambiare passo e dare risposte alla crisi occupazionale e sociale della nostra regione». In effetti la sinistra appare completamente fuori posto rispetto all’azione iperliberista che caratterizza il governo regionale in materia di economia, lavoro, sanità e di interessi privati.

Di certo il clima rissoso e la resa dei conti in atto nella maggioranza non aiuta, anzi aggrava, la già pesante recessione economica e produttiva attestata anche da Moody’s con il declassamento della Regione. A dire il vero i molisani si aspettavano ben altro dal tanto sbandierato cambiamento promesso da Paolo Frattura.

Oggi invece sono costretti a fare i conti con i loro problemi e con le promesse svanite nel nulla.

FONTE: http://www.ilgiornaledelmolise.it/?p=42071

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